< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

La città tra densità urbana e urbanità

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La densità urbana è sempliciter un numero . . . .

ma può diventare „urbanità“, se . . .


questa“ Italia fosse un paese civile. E, a proposito di civiltà, qualche tempo fa ho letto un pensiero che mi sono annotato e che di seguito riporto.

 

Civiltà è di l' opposto di caos e barbarie. La civiltà è una fase avanzata della società umana, in cui le persone vivono con un ragionevole grado di organizzazione e comfort e possono e possono dedicarsi a cose come l' arte e l' istruzione, avendo superato le problematiche relative al procacciarsi il cibo o difendere la propria prole.

Solitamente si attribuiscono alla civiltà caratteristiche positive, tra le quali spicca il saper starre insieme e condividere una vicinanza sociale basata (Covid permettendo, ndr.) sul rispetto reciproco. Le persone civili sono quelle che sanno essere gentili con il prossimo, anche se gli sta antipatico. Solo attraverso la civiltà si possono porre le basi per l' instaurarsi di una società in cui possiamo tutti vivere allegramente.

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Sviluppo urbano sostenibile: in Germania e nel mondo

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Di sviluppo urbano come impegno globale sostenibile si discute già dai tempi della Conferenza mondiale di Rio 1992. La sostenibilità si riferisce essenzialmente a comportamenti di tutela e salvaguardia delle risorse naturali da consegnare alle generazioni future. Il principio di non tagliare più alberi più di quanti possono crescere ebbe origine in ambito delle Scienze forestali ed è stato già applicato fin dal 18. Secolo. L' insita idea della sostenibilità è collegata ad una visione integrativa nel senso che interessi sociali, economici ed economici devono essere condotti ad un riequilibrio responsabile degli ecosistemi.

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La città del futuro

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Evgeny Kuznetsov, CEO dei fondi sussidiari della Russian Venture Company (RVC), è stato curatore del programma per l'intera agenda tecnologica del Forum urbano di Mosca 2017. La città del futuro: come sarà una megalopoli quando sarà influenzata dalla tecnologia rivoluzione? Evgeny Borisovich Kuznetsov è stato nominato Direttore dei fondi sussidiari di RVC JSC. È responsabile delle attività di RVC Infrafund LLC, RVC Biofund LLC, RVC FPI LLC e MIC Civil Technologies LLC.

Lo sviluppo del sistema dei fondi sussidiari RVC è finalizzato alla creazione dell'efficiente meccanismo di investimento nelle società create e sviluppate sui mercati NTI e secondo le sue finalità e priorità. Il modello di riorganizzazione è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione di RVC il 19 aprile 2017.

Evgeny Kuznetsov ha lavorato in RVC dal 2009. È stato direttore del dipartimento di sviluppo e comunicazione, poi direttore del dipartimento di comunicazione strategica. Dal 2014 è stato nominato Deputy CEO - direttore dell'ufficio progetti, è diventato membro dei consigli di amministrazione di RVC. Nel dicembre 2015 assume la carica di Deputy CEO - program director. Da luglio a dicembre 2016 - CEO temporaneo di RVC.

Evgeny Kuznetsov: "Le città sono i maggiori consumatori non solo di prodotti e servizi, ma anche di tecnologie e soluzioni moderne. Ad esempio, non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione Edison o elettrica senza la richiesta di illuminare New York. Un'intera gamma di tecnologie moderne - automazione dei trasporti, case intelligenti, servizi per gli utenti convenienti e consegna sono impossibili senza una domanda strutturata da parte delle città di soluzioni integrate basate su tecnologie moderne. La Russia e il resto del mondo stanno raccogliendo una vasta gamma di idee tecnologiche che possono migliorare in modo significativo la vita di Mosca cittadini e rendere la città più confortevole e ben progettata, riducendo al contempo i costi. Nei nostri laboratori, discuteremo di progetti riguardanti le complesse esigenze della città e le soluzioni che le startup possono offrire. Ciò ridurrà notevolmente la distanza tra lo sviluppatore e il consumatore e accelerare l'introduzione delle tecnologie più all'avanguardia e avanzate nella capitale russa ".

 

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Cos' è la città?

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La „città“

 

è

 

soprattutto“

 

<architettura di pietra>

                                                                                                                                                                                                                

Jean Nouvel: progetto di un resort

presso

Al-Ula

 

.

 

 

          

 

La forestazione urbana di Stefano Boeri: grattacieli di foreste al posto di vetro e metallo che riflettono la luce solare e riscaldano la città.

 

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Marcus Vitruvius Pollio

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Marcus Vitruvius Pollio: <De architectura libri decem> . . . ., l' architetto (che nello stesso tempo nel padre dei boschi verticali di Milano, Stefano Boeri, si rivela "urbanista") e la città del futuro nelle fauci di grandi gruppi imprenditoriali tecnologici al servizio di uno spudorato Postcapitalismo in trasformazione che intende pianificarla su base algoritmica.

(Traduzione di Paragrafo 1 - 2, Libro 1 Capitolo 1)

                                                                                      

 

1 - Architecti est scientia pluribus disciplinis et uariis eruditionibus ornata, cuius iudicio probantur omnia quae ab ceteris artibus perficiuntur opera. Ea nascitur ex fabrica et ratiocinatione. Fabrica est continuata ac trita usus meditatio a propositum deformationis, quae manibus perficitur e materia, cuiuscumque generis opus est. Ratiocinatio autem est, quae res fabricatas sollertiae ac rationis pro portione demonstrare atque explicare potest.
2 - Itaque architecti qui sine litteris contenderant ut manibus essent exercitati, non potuerunt efficere ut haberent pro laboribus auctoritatem, qui autem ratiocinationibus et litteris solis confisi fuerunt, umbram non rem persecuti videntur. At qui utrumque perdidicerunt, uti omnibus armis ornati citius cum auctoritate quod fuit propositum sunt adsecuti.
Traduzione all'italiano

1 - La scienza dell'architetto è adornata di molte discipline e di molteplici cognizioni, tutti i lavori che si fanno in ogni arte sono sottoposte al suo giudizio. Si compone di pratica e di teoria. La pratica è una continua e consumata riflessione sull'uso, e si esegue con le mani dando una forma propria alla materia necessaria, di qualunque genere essa sia. La teoria, poi, è quella che può dimostrare e dar conto delle opere fatte con le regole della proporzione e col raziocinio.
2 - Quindi, gli architetti, i quali senza la teoria si sono applicati solo alla pratica, non hanno potuto giungere ad acquistare nome con le loro opere; al contrario, coloro i quali si sono appoggiati solamente alla teoria e alla scienza, sembrano aver seguitato l'ombra, non già la cosa. Ma quelli che hanno appreso l'una e l'altra, come (soldati) provveduti di tutte le necessarie armi, sono giunti più presto e con reputazione al loro scopo.

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La pianificazione urbana nei centri minori italiani

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La pianificazione urbana nei centri minori italiani

del Trecento e la casa urbana "a schiera" del Medioevo: un' eredità insostituibile

 

 

 

Le connotazioni della metamorfosi del nostro tempo, contraddistinte da spinta demografica e mutamenti sociali; nuove attrezzature urbane (parcheggi e supermercati) e interessi finanziari trasversali ed esse legati; carenza d' attrazione pel restauro e il gusto del passato, eventi sismici e assenza della sensibilità delle istituzinoni a tutti i loro livelli, etc., hanno condotto ad uno sconvolgimento delle forme urbane tradizionali in maniera sì contraddittoria da mettere in evidenza cause ed effetti dell' urbanistica selvaggia e il venir meno di puntuali interventi pianificati, al punto da far ritornare alla memoria i versi di Baudelaire: <La forma di una città cambia più velocemente, ahimè! del cuore di un mortale>, e ricordarci che la città non sfugge al movimento della storia, che poi è la vita, sia nel bene che nel male.

La città ideale di Sabbioneta

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LA CITTÀ IDEALE: Sabbioneta

 

Intrattenersi nel nostro Paese sui principi della città ideale mentre la città reale è da decenni luogo di una crisi irreversibile, ci sembra più che mai opportuno e di immanente attualità. Nel progetto di architettura, in generale, e nella elaborazione di progetti per la città, in particolare, si corre il rischio di considerare certi fenomeni urbani unidirezionalmente e, di conseguenza, fuori dalle complessità connaturate al contesto reale, storico e culturale in cui (passivamente) viviamo.

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