< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Le quattro mura domestiche e la prevenzione dello Stato che non c' è

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Che c' era di meglio che restare tra le quattro mura domestiche e, o uscire insieme e salire a piedi una di quelle stupende colline che si trovavano a due passi da casa sua, quasi che la Provvidenza avesse voluto fargli un bel regalo, e mettere le bellezze della sua città appena fuori dell' uscio di casa.

(Il commissario Renzi a Lucca, di Bartolomeo di Monaco)

 

 

In senso borghese le quattro mura domestiche formano una topografia di sostegno morale e spirituale.così è stato ialmeno in passato prima che si cominciasse a parlare di Co-Housing e altre diavolerie. Un' interruzione radicale della vita pubblica come quella che stiamo vivendo in questi tempi di angoscia non l' abbiamo vissuta neanche negli anni Settanta del secolo scorso, e così percepiamo che lo Stato, quando c' è, che si trasforma in Esecutivo e quando non c'é, come in „questa“ italia, è il suo sedicente „capo“ a svolgere il ruolo di „pater“ formale, in quanto non espresso dalla volontà popolare, con il Capo del Governo, pescato chissà dove e „posato“ sul trono da lanzichenecchi della malapolitica a diventare ufficiale di complemento in sottordine senza possibilità alcuna di poter diventare l' ufficiale effettivo e, pertanto, condannato a comandante di una soldatesca formatasi in una democrazia populista e popolana che, tanto per ricordare quella fine differenzazione aristotelica tra democrazia e Politica, ha preso il posto della Politica.

 

E allora succede che questo Stato finisce per non conescere né opposizione e né dibattiti essendo diventato in ogni senso esecutivo e istanza che obbliga il cittadino per decreti slegati da ogni logica dando luogo così al paradosso secondo il quale l' organizzazione politica della società è presente soltanto dove meno si può vedere, e cioè nell' isolamento del singolo - da certe scimmie dei giornali chiamato „lockdown“ - che poi altro non è che l' esilio scelto di sua sponte. E il cittadino cosa fa, se non gestire la paura del coronavirus che l' ha trasformato da balbettante mittente delle sue proteste, sovente affidate a sindacati, in partner del malgoverno e ricevente dei suoi appelli e misure preventive che giungono sempre in ritardo (quando giungono) contro ogni forma di emergenza.

 

Nel caso del riottoso virus „incoronato“ che nella comunità dei „probiviri“ si diverte a trasformare un' epidemia in pandemia, il risultato è quello di inchidare il cittadino a casa, in attesa della fine dell' avventura, senza la possibilità di conoscerne la provenienza e la carta d' identità rilasciata da un Conte „laqualunque“, a suo volta pars pro-toto dei suoi tanti nobili predecessori, che fa di tutto per mettersi in mostra come premuroso, unico e solo „uovo“ politico della prevenzione e della salute dei cittadini, senza aver capito che la prevenzione altro non è che un contenitore tecnologico e scientifico che tralaltro contiene risultati di analisi e ricerca, disposizioni di misure straordinarie e criteri di difesa, regole comportamentali, etc,, il tutto inteso e predisposto come sistema di allarme che deve precedere la prevenzione.

 

Cos' è allora la prevenzione se non il tributo ch' essa deve pretendere dalla buona politica e dalla società evitando di condannare il cittadino all' esperazione confinandolo nel guscio della difesa di sé stesso e dei suoi cari, percepiti come catalizzatore che trasforma la miscela esplosiva fatta di ansie in una approvazione a denti stretti?

 

E così igiene e prevenzione, che conobbero il loro potere nelle pestilenze del passato, con l' avvento dell' Illuminismo furono coinvolte nella crescita della società e perfezionate in un sistema reticolare di conoscenze e applicazioni fino a sollecitare critici e teorici del Potere, come Michel Foucault, a vedere in esse i principi di un disciplinamento della società in forza di quarantene e sistemi di controllo che mettono in dubbio l' efficacia della lotta ad epidemie e pandemie e a considerarle soltanto come uno strumento per porre la popolazione in uno stato di servitù.

 

Di conseguenza tutto assume un carattere temporale di mitigazione del rischio unicamente per deviare dalla vera sorgente dei rischi che dalla banalità di frequentazione di centri-fitness conduce dritto all' ipertrofia di raffinate tecnologie vocate al culto del fai da té e del fitness stesso.

 

A questo punto e in assenza dello Stato non resta che erigere le quatro mura domestiche dotandole di solide fondamenta e di un tetto che non possa essere mandato in aria dal vento.

Ma dov' è la moneta in mancanza di lavoro?

 

 

Deutsch

 

Die vier Hausmauern und die Verhinderung des Staates, der nicht da ist

"Dass es besser war, als zwischen den vier Hausmauern zu bleiben und zusammen auszugehen und einen dieser schönen Hügel hinaufzugehen, die nur einen Steinwurf von seinem Haus entfernt waren, als ob die Vorsehung ihm ein schönes Geschenk machen wollte, und Stellen Sie die Schönheiten seiner Stadt direkt vor die Tür.
(Kommissar Renzi in Lucca, von Bartolomeo di Monaco)

Im bürgerlichen Sinne bilden die vier Hausmauern eine Topographie moralischer und spiritueller Unterstützung, wie dies in der Vergangenheit der Fall war, bevor über Co-Housing und andere Teufel gesprochen wurde. Wir haben selbst in den siebziger Jahren des letzten Jahrhunderts keine radikale Unterbrechung des öffentlichen Lebens erlebt, wie wir sie in diesen Zeiten der Angst erleben, und so nehmen wir wahr, dass der Staat, wenn es einen gibt, eine Exekutive wird und wenn er nicht ist es gibt, wie in "diesem" Italien, seinen selbsternannten "Kopf", der die Rolle des formalen "Pater" spielt, wie es nicht durch den Willen des Volkes ausgedrückt wird, mit dem Regierungschef gefangen, der weiß, wo und "aufgelegt" Thron von Lansquenets der Malapolitik, um ein komplementärer Offizier in der Unterordnung zu werden, ohne die Möglichkeit zu haben, der effektive Offizier zu werden, und daher zum Kommandeur eines Soldaten verurteilt, der in einer populistischen und populären Demokratie gebildet wurde, um sich an diese feine aristotelische Unterscheidung zwischen Demokratie zu erinnern und Politik hat den Platz der Politik eingenommen.

Und dann kommt es vor, dass dieser Staat weder Opposition noch Debatten in einem exekutiven Sinne oder Fall beendet, der den Bürger zu Dekreten verpflichtet, die mit keiner Logik in Zusammenhang stehen, wodurch das Paradox entsteht, nach dem nur die politische Organisation der Gesellschaft vorhanden ist wo weniger zu sehen ist, das heißt in der Isolation des Individuums - von bestimmten Affen der Zeitungen, die "Lockdown" genannt werden - was nichts anderes ist als das auserwählte eigene Exil. Und was macht der Bürger, wenn er nicht mit der Angst vor dem Coronavirus fertig wird, das ihn vom stammelnden Absender seiner Proteste, die oft Gewerkschaften anvertraut werden, zum Partner für schlechte Regierungsführung gemacht hat und seine Appelle und vorbeugenden Maßnahmen erhält, die immer zu spät kommen (wenn sie eintreffen) ) gegen jede Form von Notfall.

Im Fall des aufrührerischen "gekrönten" Virus, das es genießt, eine Epidemie in der "Probiviri" -Gemeinschaft in eine Pandemie umzuwandeln, besteht das Ergebnis darin, den Bürger bis zum Ende des Abenteuers zu Hause zu verbeugen, ohne die Möglichkeit zu haben, das zu kennen Herkunft und Personalausweis ausgestellt von einem Grafen "laqualunque", der wiederum pro-toto seiner vielen edlen Vorgänger ist, die alles tun, um sich als nachdenkliches, einzigartiges und einziges politisches "Ei" der Prävention und Prävention zu präsentieren Gesundheit der Bürger, ohne verstanden zu haben, dass Prävention nichts anderes als ein technologischer und wissenschaftlicher Behälter ist, der darüber hinaus Ergebnisse von Analysen und Forschungen, Bestimmungen außergewöhnlicher Maßnahmen und Verteidigungskriterien, Verhaltensregeln usw. enthält, die alle als System verstanden und vorbereitet werden Alarm, der der Prävention vorausgehen muss.

Was ist also Prävention, wenn nicht der Tribut, den sie von guter Politik und Gesellschaft erwarten muss, indem sie es vermeidet, den Bürger zu verurteilen, zu experimentieren, um ihn in die Hülle der Verteidigung seiner selbst und seiner Lieben einzuschränken, die als Katalysator wahrgenommen wird, der die explosive Mischung umwandelt aus Ängsten bei zusammengebissenen Zähnen gemacht?

Und so waren Hygiene und Prävention, die ihre Macht in den Plagen der Vergangenheit kannten, mit dem Aufkommen der Aufklärung am Wachstum der Gesellschaft beteiligt und in einem Netzwerksystem von Wissen und Anwendungen perfektioniert, um Kritiker und Theoretiker der Macht wie Michel zu erbitten Foucault, in ihnen die Prinzipien der Disziplinierung der Gesellschaft durch Quarantänen und Kontrollsysteme zu sehen, die die Wirksamkeit des Kampfes gegen Epidemien und Pandemien in Frage stellen, und sie nur als Instrument zu betrachten, um die Bevölkerung in einen Zustand der Erleichterung zu versetzen.

Folglich nimmt alles einen zeitlichen Charakter der Risikominderung an, nur um von der wahren Quelle der Risiken abzuweichen, die aus der Banalität der häufigen Fitnesscenter direkt zur Hypertrophie verfeinerter Technologien führen, die für den Do-it-yourself-Kult und die Fitness selbst geeignet sind.

An diesem Punkt und in Abwesenheit des Staates müssen nur noch die vier Hausmauern errichtet werden, indem sie mit soliden Fundamenten und einem Dach versehen werden, das vom Wind nicht gesprengt werden kann.
Aber wo ist die Währung ohne Arbeit?

Inglese

The four home walls and the prevention of the state that is not there

"That there was better than staying between the four domestic walls and, or going out together and walking up one of those beautiful hills that were a stone's throw from his house, as if Providence had wanted to give him a nice gift, and put the beauties of his city just outside the door.
(Commissioner Renzi in Lucca, by Bartolomeo di Monaco)


In a bourgeois sense, the four domestic walls form a topography of moral and spiritual support, as has been the case in the past before people started talking about Co-Housing and other devilries. We did not experience a radical interruption of public life like the one we are experiencing in these times of anguish even in the seventies of the last century, and so we perceive that the state, when there is one, that becomes an executive and when it is not there is, as in "this" Italy, it is his self-styled "head" to play the role of formal "pater", as not expressed by popular will, with the Head of the Government, caught who knows where and "laid" on throne from lansquenets of malapolitics to become a complementary officer in the suborder without any possibility of being able to become the effective officer and, therefore, sentenced to commander of a soldier formed in a populist and popular democracy which, just to remember that fine Aristotelian differentiation between democracy and Politics, has taken the place of Politics.

And then it happens that this state ends up not concluding neither opposition nor debates having become in any executive sense and instance that obliges the citizen for decrees unrelated to any logic thus giving rise to the paradox according to which the political organization of society is present only where less can be seen, that is, in the isolation of the individual - from certain monkeys of the newspapers called "lockdown" - which is nothing more than the chosen exile of his own. And what does the citizen do, if not manage the fear of the coronavirus that has transformed it from stammering sender of its protests, often entrusted to trade unions, into partner of bad governance and receiving its appeals and preventive measures that always come late (when they arrive ) against any form of emergency.

In the case of the riotous "crowned" virus which enjoys transforming an epidemic into a pandemic in the "probiviri" community, the result is to bow the citizen at home, pending the end of the adventure, without the possibility of knowing the provenance and identity card issued by a Count "laqualunque", in turn pars pro-toto of his many noble predecessors, who does everything to show off as a thoughtful, unique and only political "egg" of prevention and health of citizens, without having understood that prevention is nothing more than a technological and scientific container which, moreover, contains results of analysis and research, provisions of extraordinary measures and defense criteria, behavioral rules, etc., all understood and prepared as a system alarm that must precede prevention.

So what is prevention if not the tribute it must expect from good politics and society by avoiding condemning the citizen to experiment confining him in the shell of the defense of himself and his loved ones, perceived as a catalyst that transforms the explosive mixture made of anxieties in a gritted teeth approval?

And so hygiene and prevention, which knew their power in the plagues of the past, with the advent of Enlightenment they were involved in the growth of society and perfected in a network system of knowledge and applications up to solicit critics and theorists of Power, such as Michel Foucault, to see in them the principles of disciplining society by virtue of quarantines and control systems that question the effectiveness of the fight against epidemics and pandemics and to consider them only as a tool to put the population in a state of easement.

Consequently, everything takes on a temporal character of risk mitigation only to deviate from the true source of the risks that from the banality of frequenting fitness centers leads straight to the hypertrophy of refined technologies suited to the cult of do-it-yourself and fitness itself.

At this point and in the absence of the state, all that remains is to erect the four domestic walls by providing them with solid foundations and a roof that cannot be blown up by the wind.
But where is the currency in the absence of work?

Francese

Les quatre murs de la maison et la prévention de l'État qui n'est pas là

"Qu'il y avait mieux que de rester entre les quatre murs domestiques et, ou de sortir ensemble et de gravir l'une de ces belles collines qui étaient à deux pas de sa maison, comme si la Providence avait voulu lui offrir un joli cadeau, et mettre les beautés de sa ville juste devant la porte.
(Commissaire Renzi à Lucques, par Bartolomeo di Monaco)


Dans un sens bourgeois, les quatre murs intérieurs forment une topographie de soutien moral et spirituel, comme cela a été le cas par le passé avant que les gens ne commencent à parler de co-logement et d'autres démons. Nous n'avons pas connu d'interruption radicale de la vie publique comme celle que nous vivons en ces temps d'angoisse même dans les années soixante-dix du siècle dernier, et nous percevons donc que l'État, quand il y en a un, devient exécutif et quand il n'est pas il y a, comme dans "cette" Italie, c'est son soi-disant "chef" de jouer le rôle de "pater formel", comme ne l'exprime pas la volonté populaire, avec le chef du gouvernement, pris qui sait où et "couché" sur trône de lansquenets de malapolitique pour devenir un officier complémentaire dans le sous-ordre sans aucune possibilité de pouvoir devenir l'officier efficace et, par conséquent, condamné au commandant d'un soldat formé dans une démocratie populiste et populaire qui, juste pour rappeler cette fine différenciation aristotélicienne entre la démocratie et politique, a remplacé la politique.

Et puis il arrive que cet État finisse par ne conclure ni opposition ni débats devenus dans un quelconque sens exécutif et instance qui oblige le citoyen à des décrets sans rapport avec toute logique donnant ainsi naissance au paradoxe selon lequel l'organisation politique de la société n'est présente que où l'on peut voir moins, c'est-à-dire dans l'isolement de l'individu - de certains singes des journaux appelés "lockdown" - qui n'est rien de plus que l'exil choisi. Et que fait le citoyen, sinon gérer la peur du coronavirus qui l'a transformé d'expéditeur balbutiant de ses protestations, souvent confié à des syndicats, en partenaire de mauvaise gouvernance et de recevoir ses appels et mesures préventives qui arrivent toujours tard (quand ils arrivent ) contre toute forme d'urgence.

Dans le cas du virus "couronné" débile qui aime transformer une épidémie en pandémie dans la communauté "probiviri", le résultat est de plier le citoyen chez lui, en attendant la fin de l'aventure, sans possibilité de connaître carte de provenance et d'identité délivrée par un comte "laqualunque", à son tour pars pro-toto de ses nombreux nobles prédécesseurs, qui fait tout pour se présenter comme un "œuf" politique réfléchi, unique et unique de prévention et de la santé des citoyens, sans avoir compris que la prévention n'est rien d'autre qu'un récipient technologique et scientifique qui contient en outre des résultats d'analyses et de recherches, des dispositions de mesures extraordinaires et des critères de défense, des règles de comportement, etc., le tout compris et préparé comme un système alarme qui doit précéder la prévention.

Alors qu'est-ce que la prévention sinon l'hommage qu'elle doit attendre de la bonne politique et de la société en évitant de condamner le citoyen à l'expérimenter en le confinant dans la coquille de la défense de lui-même et de ses proches, perçue comme un catalyseur qui transforme le mélange explosif fait d'anxiété dans une approbation des dents serrées?

Et donc l'hygiène et la prévention, qui connaissaient leur pouvoir dans les fléaux du passé, avec l'avènement des Lumières, ils ont été impliqués dans la croissance de la société et perfectionnés dans un système de réseau de connaissances et d'applications jusqu'à solliciter les critiques et les théoriciens du pouvoir, tels que Michel Foucault, y voir les principes de discipline de la société en vertu de quarantaines et de systèmes de contrôle qui remettent en cause l'efficacité de la lutte contre les épidémies et les pandémies et ne les considérer que comme un outil pour mettre la population en état de servitude.

Par conséquent, tout prend un caractère temporel d'atténuation des risques pour ne s'écarter de la véritable source des risques que de la banalité de fréquentation des centres de fitness conduit directement à l'hypertrophie de technologies raffinées adaptées au culte du bricolage et du fitness lui-même.

À ce stade et en l'absence de l'État, il ne reste plus qu'à ériger les quatre murs de la maison en leur fournissant des fondations solides et un toit qui ne peut pas être soufflé par le vent.
Mais où est la monnaie en l'absence de travail?

 

 

Stampa Email

L' Abitare è un diritto fondamentale

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Nei Paesi civili - e l' Austria,

                         

Karl-Marx-Hof, ca. 1930, Vienna (Arch. Karl Ehn)

 

Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi e Paesi Scandinavi tali sono, tali sono come sotto certi aspetti fu l' Italia negli anni del Fascismo -, la speculazione edilizia e fondiaria si combattono più o meno diversamente, in ogni caso non vi si convive come in !questaa“ italia..

Da quando è stata per la prima volta affrontata con minuziosa analisi da Friedrich Engels, la <questione abitativa>, a prescindere dalla grande operazione avviata dal Fascismo con il coinvolgimento dei migliori architetti di quella stagione, è servita soltanto ad appagare gli appetiti di immobiliaristi e speculatori.

Stampa Email

Come affrontare l' emergenza abitativa nei casi di calamità naturali

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

 Come poter affrontare le emergenze abitative nei casi di calamità naturali

 

Il container: questo sconosciuto

                                                              

Il container, allora, per alleviare la vita dei terremotati in attesa di quella ricostruzione postsismica che non arriva mai, nonostante quel noto refrain ("non vi lasceremo soli")cantatato più volte dal Presidente della Repubblicsa a popolazioni provate dagli effetti dei sismi ? Senza dubbio e riserve, SI, ma per il tempo strettamente necessario che consenta ad architetti e ingegneri di leggere, e metabolizzare i contenuti del libro di Christian Norberg-Schulz, pubblicato all' inizio degli anni Ottanta, "Genius loci. Landschaft, Lebensraum, Baukunst" (it.: Genius loci, Paesaggio, Spazio di vita, Architettura) - ma anche il prezioso e breve saggio di Luigi Piccinato, "Urbanistica medievale" e quell' impareggiabile e appassionato Studio die Wofgang Braunfels, Mittelalterliche Stadtbaukunst in der Toscana" (it.: Urbanistica Medievale in Toscana") -, il quale a ben ragione sostenne la tesi secondo la quale gli gli spazi plasmano l' uomo e noi aggiungiamo che dei vecchi edifici il gradimento è maggiore.e che loro differenzazione, scala umana e valori formali semplici siano stati il risultato di una perduta (ma recuperabile) accuratezza artigianale.

Stampa Email

Il futuro dell' abitare o l' abitare in un futuro che è già presente?

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il futuro dell' abitare o l' abitare in un futuro che è già presente?

 

Tutto doveva avere inizio in una avveduta ricostruzione postsismica con al centro le tipologie edilizie fulco della città medievale italiana: la casa urbana „a schiera“ e la casa „a torre“. I centri minori dell' Italia centro-setttentrionale, l' approfondimento del lavori di autorevoli studiosi del passato, da Enrico Guidoni e Luigi Piccinato a Leonardo Benevolo, in snergia con didattica e ricerca nelle Scuole di Architettura avrebbero potuto offrire più che spinti, anticipazioni sulle dinamiche che hanno coinvolto la città in molti Pesi del mondo anticipate come sono sono state negli anni Venti del secolo XX dai protagonisti di movimenti come l' Existenzminimum di Alexander Klein, il Bauhaus di Walter Gropius, la Vienna „rossa“ di Karl Ehn, che posero al centro più del dibattito, della realizzazione concreta ispirata e trascinata da istanze sociali e percepita da una Politica socialdemocrata degna di questo nomre, l' abitazione, senza per questo farci dimenticare certe malformazioni del Movimento Moderno, in ispecie riguardo al fenomeno-città con le le più tardi aspre prese di posizione di socilogi di punta come Alexander Mittescherlich, filosofi sociali come Henri Lefebvre, antropologi come Marc Augé, etc. Nel crogogiuolo di queste indimenticabili esperienze l' Italia, a partite una certa sensibilità manifestata dal Fascismo per l' edilizia economica e popolare, ha svolto, e continua a svolgere, un ruolo che cenerentola è diventato insignificante, per via di una (mala)politica che non mai ha trovato un sussolto di riscossa. La ricostruzione postsismica, in ragione die caratteri ispiratori, sociali e artistici delle due tipologie residenziali testé ricordate, avrebbe potuto e dovuto fare da ispirazione guida nell' affrontare in maniera eminente culturale le due questioni che continuano ad affliggere le società moderne: abitativa e urbana all' interno di quel grande ambito che raccoglie polis, urbs, quali matrici indiscusse della città europea. Nulla di tutto questo in passato e assoluta prospettiva di ripensamento nel presente e, ahinoi, in un futuro che continua a sfuggirci dalle mani e dalle coscienze, attratti come siamo dal fatuo e inibiti dal banale e dal superficiale che strangolano sul nascere ogni impulso alla riscossa e ad una rinascenza morale e culturale.

Stampa Email

Il futuro dell' abitare

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Il futuro dell' abitare

 

 Dinamico, colorato, sociale smart, collegato in rete e multifunzionale, così architetti, ingegneri, sociologi, ricercatori e pianificatori urbani immaginano la città del futuro. Una cosa è certa: il futuro appartiene alla città, poiché secondo l' opinione di osservatori, il trend dell' urbanizzazione è in crescita inarrestabile e la molteplicità degli stili di vita e delle forme dell' abitare tendono ad una integrazione in spazi semre più ridotti.

Stampa Email

Il futuro dell' abitare e della città

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

 

Il futuro dell' abitare

 

Alcun tema occupa e preoccupa le società della grande famiglia mondiale in maniera così intensa come l' abitare, sia che si tratti della casa che della città. Si tratta di un trend centrale del quale in Germania ad occuparsi è lo „Zukunftinstitut“, che,,fondato nel 1998, ha caratterizzato in maniera notevole la ricerca sul futuro ponendosi come un influente Thin Tank della ricerca europea sui ternd e sul futuro. L' ambito della sfida quotidiana ruota intorno alla domanda: quali cambiamenti, trends e megatrends caratterizzano il nostro presente e quali deduzioni si possono trarre per il futuro della società, dell' impresa e della cultura.

 Il tema dell' abitare non riflette gli aspetti se in proprietà o in affitto, bensì larelazione tra pubblico e privato, famiglia e lavoro, libertà individuale e sicurezza colletiva. In primopiano si pongono i concetti dell' abitare che devono rispondere alle cogenti domande poste dai mutamenti demografici in corso e in definitiva in che modo di reagire sia ai cambiamenti climatici che agli avvenimenti della natura. Le recenti inondadazioni in Italia, in Europa e nel mondo ha conferito (meno in Italia) al dibattito sul futuro dell' abitare una completamente nuova dimensione e una inaspettata forza esplosiva. Ma anche imprese di servizi e del terziario in quasi tutte le branche: dalle banche alla gestione dei rifiuti urbani, dall' industria dei mobili fino all' high-tech, dalla gastronomia ai gestori di servizi di formazione.

Stampa Email

Introduzione alla Sociologia abitativa

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Diverse esperienze culturali, tradizioni costruttive, pratiche religiose e differenze climatiche hanno determinato nelle varie regioni della terra diverse culture dell' abitare. Inoltre negli ultimi decenni ha avuto luogo un crescente e forte adattamento di modelli abitativi e culturali, donde una certa perdita dell' omogeinità delle singole culture dell' abitare. Assumendo questa tesi come punto di partenza in alcune Scuole di Architettura anglosassone, mittel-e nordeuropee è stato introdotto un progetto teorico finalizzato alla messa a confronto di volta in volta di forme e sistemi abitativi tradizionali e contempranei per ohni singola regione o paese.

L' obiettivo è stato quello di elaborare un ambito di ricerca sulle forme tipiche tradizionali dell' abitare e quelle contemporanee e di conseguenza, sulla scorta di analisi di criteri distributivi e degli edifici, approfondirne la specificità di ogni singola regione, questa intesa latu sensu. Ai fini di una analisi comparata e come criterio-guida delle delle specifiche analisi regionali tipiche sono state trattate e concordate dimensioni di ricerca come: unità sociale ("Famiglia"), significato di fasi nel ciclo della vita, demarcazione tra pubblico e privato, luoghi centrali nella casa o nell' abitazione, tradizioni costruttive (clima e materiali) e "Religione". Le ricerche sono stare rispettivamente completate dall' elaborazione di letteratura specifica e fonti d' archivio.

Molte sono le pubblicazioni di lavori e risultati progettuali di studenti per la cui scelta sono state prese in considerazione  qualità e internazionalità. Di gramde rilievo sono stati i lavori di studenti concentrati sull' abitare nei Paesi Bassi, di altri sulla cultura dell abitare in Giappone, mentre altri ancora hanno posto l' accento sul l' abitare nei Paesi Arabi, ma anche in Cina e Ucraina.

Una ricerca di grande interesse à stato il Workingpaper sul mutamento delle forme dell' abitare in Germania, in ispecie nel Land Baden Württemberg a documentare  i Materiali di Architettura e Sociologia abitativa.

Si tratta di tematiche di cogente attualità, prese a cuor leggero dalle Scuole di Architettura del nostro Paese, che ben si coniugano con immobilismo e inerzia della Politica, dei Consigli nazionali e Ordini regionali di archh., ingg., geomm., socioll., ma anche di giuristi. L' ambito di ricerca, Architettura e Abitare, è alquanto poliedrico e coinvolge punti di forza quali possono essere le prospettive sociali e culturali di Architettura e Pianificazione urbana, ma anche l' interazione <Uomo-Ambiente costruito>. A tal fine pressante è la richiesta di docenti con punti di forza i mutamenti dell' abitare, urbanità come forma di vita, ricerca micrournbana, storia e futuro dei Paesi industriali, così come Architettura come professione e ambito di ricerca empirica. In uno con l' introduzione di Architettura e Pianificazione urbana nelle prospettive sociali e culturali, parte dell' ambito di ricerca <Architettura e Abitare> sono anche aspetti e dimensioni dell' interazione tra bisogni umani, ma anche consumo dei suoli e ambiente costruito.

 

Stampa Email

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.