< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

L' Abitare è un diritto fondamentale

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Nei Paesi civili - e l' Austria,

                         

Karl-Marx-Hof, ca. 1930, Vienna (Arch. Karl Ehn)

 

Svizzera, Germania, Francia, Paesi Bassi e Paesi Scandinavi tali sono, tali sono come sotto certi aspetti fu l' Italia negli anni del Fascismo -, la speculazione edilizia e fondiaria si combattono più o meno diversamente, in ogni caso non vi si convive come in !questaa“ italia..

Da quando è stata per la prima volta affrontata con minuziosa analisi da Friedrich Engels, la <questione abitativa>, a prescindere dalla grande operazione avviata dal Fascismo con il coinvolgimento dei migliori architetti di quella stagione, è servita soltanto ad appagare gli appetiti di immobiliaristi e speculatori.

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Come affrontare l' emergenza abitativa nei casi di calamità naturali

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 Come poter affrontare le emergenze abitative nei casi di calamità naturali

 

Il container: questo sconosciuto

                                                              

Il container, allora, per alleviare la vita dei terremotati in attesa di quella ricostruzione postsismica che non arriva mai, nonostante quel noto refrain ("non vi lasceremo soli")cantatato più volte dal Presidente della Repubblicsa a popolazioni provate dagli effetti dei sismi ? Senza dubbio e riserve, SI, ma per il tempo strettamente necessario che consenta ad architetti e ingegneri di leggere, e metabolizzare i contenuti del libro di Christian Norberg-Schulz, pubblicato all' inizio degli anni Ottanta, "Genius loci. Landschaft, Lebensraum, Baukunst" (it.: Genius loci, Paesaggio, Spazio di vita, Architettura) - ma anche il prezioso e breve saggio di Luigi Piccinato, "Urbanistica medievale" e quell' impareggiabile e appassionato Studio die Wofgang Braunfels, Mittelalterliche Stadtbaukunst in der Toscana" (it.: Urbanistica Medievale in Toscana") -, il quale a ben ragione sostenne la tesi secondo la quale gli gli spazi plasmano l' uomo e noi aggiungiamo che dei vecchi edifici il gradimento è maggiore.e che loro differenzazione, scala umana e valori formali semplici siano stati il risultato di una perduta (ma recuperabile) accuratezza artigianale.

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Il futuro dell' abitare o l' abitare in un futuro che è già presente?

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Il futuro dell' abitare o l' abitare in un futuro che è già presente?

 

Tutto doveva avere inizio in una avveduta ricostruzione postsismica con al centro le tipologie edilizie fulco della città medievale italiana: la casa urbana „a schiera“ e la casa „a torre“. I centri minori dell' Italia centro-setttentrionale, l' approfondimento del lavori di autorevoli studiosi del passato, da Enrico Guidoni e Luigi Piccinato a Leonardo Benevolo, in snergia con didattica e ricerca nelle Scuole di Architettura avrebbero potuto offrire più che spinti, anticipazioni sulle dinamiche che hanno coinvolto la città in molti Pesi del mondo anticipate come sono sono state negli anni Venti del secolo XX dai protagonisti di movimenti come l' Existenzminimum di Alexander Klein, il Bauhaus di Walter Gropius, la Vienna „rossa“ di Karl Ehn, che posero al centro più del dibattito, della realizzazione concreta ispirata e trascinata da istanze sociali e percepita da una Politica socialdemocrata degna di questo nomre, l' abitazione, senza per questo farci dimenticare certe malformazioni del Movimento Moderno, in ispecie riguardo al fenomeno-città con le le più tardi aspre prese di posizione di socilogi di punta come Alexander Mittescherlich, filosofi sociali come Henri Lefebvre, antropologi come Marc Augé, etc. Nel crogogiuolo di queste indimenticabili esperienze l' Italia, a partite una certa sensibilità manifestata dal Fascismo per l' edilizia economica e popolare, ha svolto, e continua a svolgere, un ruolo che cenerentola è diventato insignificante, per via di una (mala)politica che non mai ha trovato un sussolto di riscossa. La ricostruzione postsismica, in ragione die caratteri ispiratori, sociali e artistici delle due tipologie residenziali testé ricordate, avrebbe potuto e dovuto fare da ispirazione guida nell' affrontare in maniera eminente culturale le due questioni che continuano ad affliggere le società moderne: abitativa e urbana all' interno di quel grande ambito che raccoglie polis, urbs, quali matrici indiscusse della città europea. Nulla di tutto questo in passato e assoluta prospettiva di ripensamento nel presente e, ahinoi, in un futuro che continua a sfuggirci dalle mani e dalle coscienze, attratti come siamo dal fatuo e inibiti dal banale e dal superficiale che strangolano sul nascere ogni impulso alla riscossa e ad una rinascenza morale e culturale.

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Il futuro dell' abitare

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Il futuro dell' abitare

 

 Dinamico, colorato, sociale smart, collegato in rete e multifunzionale, così architetti, ingegneri, sociologi, ricercatori e pianificatori urbani immaginano la città del futuro. Una cosa è certa: il futuro appartiene alla città, poiché secondo l' opinione di osservatori, il trend dell' urbanizzazione è in crescita inarrestabile e la molteplicità degli stili di vita e delle forme dell' abitare tendono ad una integrazione in spazi semre più ridotti.

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Il futuro dell' abitare e della città

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Il futuro dell' abitare

 

Alcun tema occupa e preoccupa le società della grande famiglia mondiale in maniera così intensa come l' abitare, sia che si tratti della casa che della città. Si tratta di un trend centrale del quale in Germania ad occuparsi è lo „Zukunftinstitut“, che,,fondato nel 1998, ha caratterizzato in maniera notevole la ricerca sul futuro ponendosi come un influente Thin Tank della ricerca europea sui ternd e sul futuro. L' ambito della sfida quotidiana ruota intorno alla domanda: quali cambiamenti, trends e megatrends caratterizzano il nostro presente e quali deduzioni si possono trarre per il futuro della società, dell' impresa e della cultura.

 Il tema dell' abitare non riflette gli aspetti se in proprietà o in affitto, bensì larelazione tra pubblico e privato, famiglia e lavoro, libertà individuale e sicurezza colletiva. In primopiano si pongono i concetti dell' abitare che devono rispondere alle cogenti domande poste dai mutamenti demografici in corso e in definitiva in che modo di reagire sia ai cambiamenti climatici che agli avvenimenti della natura. Le recenti inondadazioni in Italia, in Europa e nel mondo ha conferito (meno in Italia) al dibattito sul futuro dell' abitare una completamente nuova dimensione e una inaspettata forza esplosiva. Ma anche imprese di servizi e del terziario in quasi tutte le branche: dalle banche alla gestione dei rifiuti urbani, dall' industria dei mobili fino all' high-tech, dalla gastronomia ai gestori di servizi di formazione.

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Introduzione alla Sociologia abitativa

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Diverse esperienze culturali, tradizioni costruttive, pratiche religiose e differenze climatiche hanno determinato nelle varie regioni della terra diverse culture dell' abitare. Inoltre negli ultimi decenni ha avuto luogo un crescente e forte adattamento di modelli abitativi e culturali, donde una certa perdita dell' omogeinità delle singole culture dell' abitare. Assumendo questa tesi come punto di partenza in alcune Scuole di Architettura anglosassone, mittel-e nordeuropee è stato introdotto un progetto teorico finalizzato alla messa a confronto di volta in volta di forme e sistemi abitativi tradizionali e contempranei per ohni singola regione o paese.

L' obiettivo è stato quello di elaborare un ambito di ricerca sulle forme tipiche tradizionali dell' abitare e quelle contemporanee e di conseguenza, sulla scorta di analisi di criteri distributivi e degli edifici, approfondirne la specificità di ogni singola regione, questa intesa latu sensu. Ai fini di una analisi comparata e come criterio-guida delle delle specifiche analisi regionali tipiche sono state trattate e concordate dimensioni di ricerca come: unità sociale ("Famiglia"), significato di fasi nel ciclo della vita, demarcazione tra pubblico e privato, luoghi centrali nella casa o nell' abitazione, tradizioni costruttive (clima e materiali) e "Religione". Le ricerche sono stare rispettivamente completate dall' elaborazione di letteratura specifica e fonti d' archivio.

Molte sono le pubblicazioni di lavori e risultati progettuali di studenti per la cui scelta sono state prese in considerazione  qualità e internazionalità. Di gramde rilievo sono stati i lavori di studenti concentrati sull' abitare nei Paesi Bassi, di altri sulla cultura dell abitare in Giappone, mentre altri ancora hanno posto l' accento sul l' abitare nei Paesi Arabi, ma anche in Cina e Ucraina.

Una ricerca di grande interesse à stato il Workingpaper sul mutamento delle forme dell' abitare in Germania, in ispecie nel Land Baden Württemberg a documentare  i Materiali di Architettura e Sociologia abitativa.

Si tratta di tematiche di cogente attualità, prese a cuor leggero dalle Scuole di Architettura del nostro Paese, che ben si coniugano con immobilismo e inerzia della Politica, dei Consigli nazionali e Ordini regionali di archh., ingg., geomm., socioll., ma anche di giuristi. L' ambito di ricerca, Architettura e Abitare, è alquanto poliedrico e coinvolge punti di forza quali possono essere le prospettive sociali e culturali di Architettura e Pianificazione urbana, ma anche l' interazione <Uomo-Ambiente costruito>. A tal fine pressante è la richiesta di docenti con punti di forza i mutamenti dell' abitare, urbanità come forma di vita, ricerca micrournbana, storia e futuro dei Paesi industriali, così come Architettura come professione e ambito di ricerca empirica. In uno con l' introduzione di Architettura e Pianificazione urbana nelle prospettive sociali e culturali, parte dell' ambito di ricerca <Architettura e Abitare> sono anche aspetti e dimensioni dell' interazione tra bisogni umani, ma anche consumo dei suoli e ambiente costruito.

 

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