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Come affrontare l' emergenza abitativa nei casi di calamità naturali

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 Come poter affrontare le emergenze abitative nei casi di calamità naturali

 

Il container: questo sconosciuto

                                                              

Il container, allora, per alleviare la vita dei terremotati in attesa di quella ricostruzione postsismica che non arriva mai, nonostante quel noto refrain ("non vi lasceremo soli")cantatato più volte dal Presidente della Repubblicsa a popolazioni provate dagli effetti dei sismi ? Senza dubbio e riserve, SI, ma per il tempo strettamente necessario che consenta ad architetti e ingegneri di leggere, e metabolizzare i contenuti del libro di Christian Norberg-Schulz, pubblicato all' inizio degli anni Ottanta, "Genius loci. Landschaft, Lebensraum, Baukunst" (it.: Genius loci, Paesaggio, Spazio di vita, Architettura) - ma anche il prezioso e breve saggio di Luigi Piccinato, "Urbanistica medievale" e quell' impareggiabile e appassionato Studio die Wofgang Braunfels, Mittelalterliche Stadtbaukunst in der Toscana" (it.: Urbanistica Medievale in Toscana") -, il quale a ben ragione sostenne la tesi secondo la quale gli gli spazi plasmano l' uomo e noi aggiungiamo che dei vecchi edifici il gradimento è maggiore.e che loro differenzazione, scala umana e valori formali semplici siano stati il risultato di una perduta (ma recuperabile) accuratezza artigianale.

Cosa devono possedere le ricostruzioni o le sostituzioni per eprimere il potenziale d'identificazione dei vecchi edifici? Una delle poche ricette può essere il rilancio dell' edlizia residenziale vista, però, alla luce dei mutamenti demografici e sociali in corso ed alla luce di stagnazioni economiche che caratterizzeranno il nostro futuro. Il vero problema è come frenare quel processo letale che nei Paesi di lingua tedesca, Austria-Svizzera-Germania, è conosciuto come "Donuteffekt" (it.: effetto-Donut), una forma perversa di crescita disarticolata della periferia - altro non sono che le aree periubane ed extrurbane della città compatta - connotata dalla presenza di grandi centri di vendita e da un disordinato sprawl residenziale nel contesto di una crescita caotica della grande città con città e centri minori sottoposti ad un deleterio fenomeno di contrazione.

Una tendenza, questa, che deve essere assolutamente bloccata previo il ricorso ad una critica rigenerazione urbana per la quale gastronomia, infiorate ed altre forme d' intrattenimento a carattere temporaneo non possono risolvere il problema Quel che occorre, invece, è ls rianimazione della dinamica infrastrutturale con commercio, artigianato artistico e cultura in tutte le sue varie articolazioni.

Dal punto di vista della prassi seguita sino ad oggi, quella rigida di una pianificazione urbana che ricorre alle "indicazioni" delle cosiddette <destinazioni d' uso> (pianificazione "preliminare" del Piano Regalatore Generale), passare ad una saggia inclusione e connessione di alcune funzioni - come abitare, commercio, artigianato ed alcuni servizi del settore terziario -, lasciando alle "prescrizioni" del Piano Particolareggiato e di un efficace Statuto urbano (punto di forza delle città medievali dell' Italia centro settentrionale) il delicato processo di rigenerazione urbana nel rispetto dei caratteri urbatettonici della città storica, senza ricorso a leziose e intollerabili forme di kitsch, lasciando piena libertà allo Zeitgeist (spirito del tempo) nel quali si vive con proiezione verso il futuro, come è avvenuto con la moderna tipologia edilizia della "townhouse", la casa urbana "a schiera" nei Paesi anglosassoni, mitteleueopei, come Francia, Paesi Bassi, Austria e, soprattutto, Germania negli stupendi interventi a Berlino, grazie alla sensibilità delle esemplari istituzioni municipali, quali i "Decernati" (latino: decermere . . . . "decidere) per lo Sviluppo, la Pianificazione urbana, Viabilità e Traffico, diretti da seri "Decernenti" (Assessori), in uno con abili architetti e ingegneri, direttori-responsabili degli efficienti Uffici tecnici e urbanistici comunali.

Tutto questo nelle linee generali, poiché nel dettaglio il caso dei centri minori dell' Italia centro settentrionale, quelli di parte dell' Italia meridionale, è, per bellezza e incanto, veramente unico al mondo. E lì deve essere lo Spirito Santo a darci tutte e due le mani, illuminando Scuole di Architettura, politici, architetti, ingegneri, maestranze e . . . . cittadini.

 

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