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Camerino e la SAAD, Scuola d' Ateneo: una vergogna!

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A 2 anni dal terremoto il centro di Camerino è inaccessibile. E il governo se ne infischia

Ho parlato col sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui. È disperato. A più di due anni dal terremoto, il centro…

 

www.huffingtonpost.it

 

A mio debol parere la questione dovrebbe essere vista in un contesto molto più ampio e articolato che ponga al centro la città, in genere, e quella medievale italiana, in particolare, oltre a focalizzare in maniera analitica l' eterna e irrisolta questione della casa e del Diritto alla città.

È in un sì complesso e articolato contesto che occorre collocare il movimento del "Diritto alla città" all' interno del conflitto sui processi di limitazione delle risorse comuni, quali sono anche i suoli e i terreni, a ricordarci le storiche "enclosures of commons" nell' Inghilterra dove dal 17. sino al 19. Secolo ebbe luogo la privatizzazione di buona parte di suoli e terreni sottratti ai contadini a favore dei proporietari terrieri.

È stato Karl Marx a parlare per la prima volta di <originaria accumulazione> come motore di quel capitalismo moderno che condusse ad un proletariato industriale costretto a vendere la sua forza di lavoro quale premessa alla Rivuluzione industriale e, di conseguenza, al trionfo del "Big Capital", per ritrovarci, ora, inermi di fronte a quella crisi denunciata nel film "Legislating Architecture - The Property Drama" (D 2017).

"Legislating Architecture" descrive un modello operativo e di pensiero che tematizza regole e legalità dove l' Architettura viene percepita non soltanto come ambiente costruito, bensì come campo e ambito sociale. In questo accostamento di aspetti materiali (di natura edilizia e spaziale) e immateriali (di natura politica ed economica) hanno luogho campi d' azione che gli architetti possono, e devono, immaginare di occupare.

"The Property" Drama è il secondo film di uanserie che pone come punto focale i suoli e i terreni, la loro accessibilità d' uso: <Chi fa le leggi? Chi compone l' Architettura? A chi appartiene il suolo? Perché?>. La pubblicazione è nata da un lavoro di ricerca per il Progetto "An Atlas of Commoning: Orte des Gemeinschaftens (it.: Luoghi della comunione), una Mostra dell' Istituto tedesco per i Rapporti con l' Estero in collaborazione con la prestigiosa rivista di Urbatettura Arch+, che è apparsa in occasione dell' inaugurazione della mostra negli spazi di Kreuzberg/Bethanien del 22. Giugno 2018.

Le cogenti "questiones" abitativa e urbana, in generale, e il balletto di larve comunistoidi et varia (Delrio, Errani, De Micheli e, ora, Toninelli) ruotanti intorno al dramma di una ricostruzione postsismica svanita nel nulla in "questa" italia superficiale e cialtrona attratta dalle sceneggiate della malapolitica e dalle comparse nel museo delle ceri del salotto di Bruno Vespa, distratta dalle avventure del Commissario Montalbano, dalle idiozie di don Matteo e dalle gesta della Capitana Maria -, per finire alle banalità di "Tempo che fa" con intercalazioni delle baggianate di "porta a Porta" e delle stupidaggini di "Cartabianca, avrebbero potuto porre da tempo in primo piano la domanda, quali strumenti per utilizzare e gestire suoli e terreni, presumibilmente metabolizzati come <bene comune>, porre un freno ai profitti degli sciacalli del mattone selvaggio ed alla speculazione fondiaria ed edilizia e se modelli, altrove positivamente sperimentati (Fondazioni finalizzate alla gestione dei suoli, Comunity Land Trusts, enfiteusi, etc.) e interventi fiscali a lunga scadenza, avrebbero potuto diventare strumenti efficaci ad una sana economia urbana.
Sana economia urbana connessa all' offerta di innovative soluzioni abitative che necesariamente - almeno per quanto attiene la ricostruzione postsismica - deve poter trovare il suo naturale campo d' azione all' interno degli spazi ristretti (se consideriamo la grande città e le metropoli) dei centri storici medievali italiani dopo aver imparato con una buona dose di umiltà dalle esperienze di altri Paesi industrializzati - come Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Giappone -, ma anche meno industrializzati - come Vietnam -, nei quali interessanti proposte innovative sulla residenza monofamiliare urbana continuano a sorprendere per originalità e sostenibilità in termini di risposte concrete a tematiche aperte, come: dispersione urbana, problemi di circolazione motorizzata, stress da sovraffollamento, pianificazione del territorio, saggia gestione del suolo finalizzata ad uno sviluppo insediativo centripeto grazie al ricorso alla riqualificazione di aree dismesse, alla densificazione edilizia (la densità urbana come chiave e premessa all' urbanità!), alla mitigazione delle zone di distacco tra gli insediamenti, ad una revisione critica (se non eliminazione totale da un istituendo <Ordinamento "nazionale" sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili> , in uno con una disciplinante <Legge urbanistica "nazionale" a comporre un moderno Diritto urbanistico) del disonesto "indice di cubatura", a rafforzare l' efficacia vincolante del Piano Particolareggiato che con le sue "prescrizioni" (al contrario delle "indicazioni" del PRG) come: tipologie e allineamenti stradali, tipologie urbanistiche (aperta e chiusa), tipologie residenziali (casa uni-,bi-, plurifamiliare e doppia, con punto di forza la casa urbana "a schiera"), numero di piani fuori-terra, distanze tra gli edifici, indice di superficie di lotto edificabile e di piano per il numero dei piano consentito, forma dei tetti, etc., consente la costruzione "logica e razionale" (L.A. Alberti) della città.

Quando si parla di "densità urbana" il riferimento all' esperienza dei centri storici medievali, in particolare dei borghi lombardi e dell' Italia centro-meridionale, è inevitabile. Densità urbana, pertanto, nei suoi aspetti di densità edilizia e costruttiva, di concentrazione compattezza - tutte dettate dalla tecnica e dalla ricerca abitativa -, ispirate dai caratteri della città storica italiana all' interno del grande disegno della <città europea>, l' unica a ricondurci, passando attraverso l' esperienza dell' Urbatettura romana, all' abitare la città nella Grecia classica in quei significati che coinvolsero dalla sfera privata alla sociale, sino alla politica, con modelli residenziali - grazie ai complessi percorsi nel tempo dall' Archeologia classica - a riflettere l' organizzazione dell'
o i k i a nei rapporti relazionali tra i sessi e le generazioni, indispensabile alla definizione dell' organizzazione planimetrica e spaziale delle strutture abitative - queste a comporre il quartiere residenziale - e, infine, la città che il d e m o s nella gestione della p o l i s (quella comunità politica della quale Aristotele scrive nella P o l i t e i a), pone l' accento sull' elemento fondamentale costituito proprio da quella o i k i a (famiglia) costituita dall' unione dell' uomo e della donna, percepita come principio generatore" nella sua totalità dei figli e degli schiavi, a garanzia della continuità nel tempo e nello spazio della o i k o s (casa) e della
"città-stato".

È in questo costrutto e all' evidenza della dissoluzione della famiglia contemporanea che non ci si può sottrarre dal richiamo al carattere omogeneo della famiglia nella Grecia tra l' VIII e il IV Secolo e del suo divenire centro di un complesso sistema economico nel quale attività produttive, come la tessitura e il lavoro agricolo, si tessono alla trasformazione ed al commercio di prodotti alimentari, il tutto ad influenzare l' organizzazione distributiva e spaziale delle abitazioni nelle aree urbane con superfici variabili da 55 mq. sino a 200 e più mq., ma anche la tendenza verso una più attenta definizione degli ambienti all' interno della dimora in dipendenza e in relazione agli aspetti funzionali.
A tal uopo si rimanda ai <Quaderni I e II - Imerese>, Studi e Materiali, di N. Allegro, O. Belvedere e N. Bonacasa, ma anche alle laboriose ricerche dello studioso Luigi Maria Calò (ASTY, Studi sulla Città greca), che ci danno la plametria di un quartiere settentrionale di Himera, significativo per capire la struttura prevalente dei tessuti urbani di borghi e città mediavali italiani e riflettere sulle modalità di intervento nell' ambito della ricostruzione postsismica (alias coitus interruptus), in ispecie allorché si tratta di <ri-comporre> unità residenziali nella tipologia edilizia della casa urbana "a schiera", ubicate in cortine edilizie addossate per le quali <PiroUrbatectureStudio>, Germania - assieme ad una articolata serie di tipologie residenziali di case mono-, bi- e plurifamiliari ubicate in cortine semplicei -, ha elaborato una raccolta variegata, risultato di una paziente ricerca statico-tipologico-costruttiva interdisciplinare per zona sismica di Classe 2, qual' è quella prevalente sul territorio del nostro Paese.

 

 

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