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eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Conglomerato cementizio armato "a vista", ricostruzione postsismica e rigenerazione urbana

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Un muro o una parete in c.c.a. a vista può costituire un interessante arricchimento visivo, ma ci sono alcune aspetti da considerare, sia in termini di costruzione che di manutenzione. Anche i costi di produzione sono un argomento che ne giustificano l' impiego. 

Proprietà del calcestruzzo a vista

Il calcestruzzo a vista è un calcestruzzo convenzionale, ma offre una superficie completamente liscia e visivamente accattivante. Di norma, solo alcune composizioni. Non disgiunte da una accurata miscelazione degli elementi costitutivi sono adatte a tal' uopo e un'attenzione particolare deve essere prestata alla cassaforma.

 

                                                                                  

 

 

 

 

 

I muri in c.c.a. a vista possono essere levigati, atteso che siano stati osservati gli spessori dei copriferro prescritti dalle norme o trattati in modo speciale.
In termini di costi, i muri di calcestruzzo a vista sono relativamente concorrenziali rispetto a ad esecuzione della muratura in laterizi sia secondo il razionale sistema ottometrico, adottato in Germania, che decametrico ibrido, adottato in Italia. Il prezzo può variare in modo significativo in base alle esigenze di progettazione e alla qualità del calcestruzzo a vista. Ci possono anche essere alcune differenze di prezzo significative tra i fornitori di conglomerato, in ispecie da trasporto.

 

Da tener presente che:

Il calcestruzzo a vista è particolarmente adatto per progetti visivamente interessanti. Ad esempio, i fogli possono essere posizionati tra la cassaforma e il calcestruzzo, il cui contorno diventa scuro dopo che il calcestruzzo si è indurito.
Le strutture in calcestruzzo possono essere eseguite in diversi modi, ad esempio attraverso inserti speciali nella cassaforma o mediante successive lavorazioni. Ci sono numerose opzioni creative qui - inclusa la sabbiatura.

 

 

                                                                        

 

 

 

 Il calcestruzzo a vista può anche essere colorato fin dall'inizio o successivamente rivestito di colore, e ci sono anche impregnazioni per proteggere dalle macchie nei casi d' impiego in luoghi aperti al pubblico e negozi.
Possibili problemi con calcestruzzo esposto

Le superfici in calcestruzzo a vista non sono solo sensibili, ma la produzione richiede anche un alto livello di artigianato e molta esperienza. Questo non è il caso di molte imprese di costruzioni, pertanto esiste il rischio che di risultanti deludenti in considerazione del fatto che i difetti d' esecuzione difficilmente possono essere corretto, donde la cura affinché vengano tenute nel debito conto le riconosciute, condivise e accettate regole dell' arte e della tecnica vigenti.

Le cause di risultati insoddisfacenti possono essere tante. Si ricordano:

1.

L' esecuzione interrotta dei diversi getti di calcestruzzo; una insufficiente costipazione, specialmente se eseguito manualmente e non con vibratori elettrici; l' inosservanza delle richieste granulometrie degli inerti.

2.

Colorazioni irregolari e postume delle superfici al posto dell' impiego di conglemerati di produzione industriale ai quali sono stati miscelati pigmenti colorati sulla base di precedenti campionature accuratamente eseguite e monitorizzate.

3.

Calcestruzzi speciali con proprietà di lavorazione difficili (ad es. inerte calcareo).

4.

Condizioni meteorologiche mutevoli durante durante i getti di calcestruzzo e diverse condizioni di umidità ed fattori che possono influenzano l'aspetto finale del muro, in ispecie se la preparazione del conglomerato viene eseguito in sito con il ricorso a betoniere e a maestranze non qualificate.

 

                                                                                    

 

 

Aspetti strutturali particolari

 

Riguardano essenzialmente gli interventi in zone ad alto e medio rischio sismico (Cll. 1 e 2) negli ambiti di muri portanti perimetrali e interni di controvento. Il nostro Paese, l' Italia, in ispecie nei centri minori del Mezzogiorno ed insulare, ha un patrimonio immobiliare connotato dalla presenza dominate della tipologia edilizia della casa urbana “a schiera” - prevalentemente all' interno di tipologie urbanistiche del tipo “chiuso” - con strutture portanti (e non) verticali ed orizzontali fatiscenti con l' aggravante della presenza di muri contigui comuni, sia che si tratti di cortine edilizie semplici (2 i muri contigui comuni) che doppie (3 i muri contigui comuni).Una condizione precaria, questa che sino ad oggi ha inspiegabilmente disinteressato sia le istituzioni politiche che le Scuole di Ingegneria e di Architettura, i Consigli nazionali e gli Ordini provinciali di ingg., archh. e geomm., così come la Ricerca**

 L' assenza di Regolamenti edilizi “regionali” (assieme a Statuti urbani ambiti precipui del “Diritto edilizio pubblico”, mentre Legge urbanistica “nazionale” e Ordinamento “nazionale” sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili sono ambiti precipui del “Diritto urbanistico”, almeno cosi da noi, in Germania), autentici promotori di Ricerca sui materiali e prodotti per L' Edilizia – a loro volta in Germania, soggetti al rilascio di “Certificazione di ammissibilità” rinnovabile con scadenza di tre anni) e insostituibili volani di Economia), continuano a consegnare alla improvvisazione, al degrado e al rischio di incombenti, quanto immani, tragedie umane – tessuti urbani e contesti spaziali di immenso valore urbatettonico, testimonianza espressa nei caratteri della <città europea>, nata dalla polis greca e successivamente tessuta nell' urbs romana per giungere, fecondata dall' esperienza della <civiltà comunale> medievale, come civitas ai giorni nostri. Quella <città europea> consolidatasi nella sua forza espressiva come conquista della civiltà urbana occidentale e percepita nei valori paesaggistici ed economici, forma e funzione di urbanità, espressione di sistemi politici e sociali, e soprattutto come simbolo assoluto di cultura, nella quale non è più la “ars urbium” ad accorrere in soccorso, bensì rabberciate “ristrutturazioni”, sfuggite all' atto creativo ed alla <cultura del progetto> (V. Gregotti), ma all' interno di una incastonature traballanti che si reggono l' un con l' altra e pronte a trasformarsi in macerie per crolli a catena, risultato di secolare ignavia ed assenza dello Stato e sue Istituzioni, le secondo – nello specifico quelle “tecniche”, nelle mani di sprovveduti di una Politica degradata a malapolitica e malaffare in un' Italia “no future” senza onore e dignità, sbranata da iene e sciacalli, ma che di tragedie umane – siano esse l' Olocausto degli Ebrei e l' esaltazione di un 25 aprile, nato da disonore, quanto pregno di sangue e vergogne, al canto di “Bella ciao” -, attende che siano, ora, altri a rimetterla sulle stampelle donatele dalla gloriosa lotta di resistenza contro il Fascismo.

 E, allora, passa – ammesso che presente nelle menti degli strateghi possa essere stato – il grande disegno di una efficacemente elaborata “idea” di rigenerazione urbana vista e percepita come occasione per risolvere le cogenti questioni urbana, abitativa, regime dei suoli, dettate sia dai grandi mutamenti demografici in corso che invocano ben altre, quanto innovative (se non rivoluzionarie) proposte per l' abitare, ma anche climatici che invocano sostenibilità, risparmio energetico, ripensamento dei sistemi di mobilità, trattamento dei rifiuti domestici e industriali, tutto in un contesto di natura e ambiente dilapidati dalla mano dell' uomo “moderno”, non più “zoon politikon” (uomo come essenza sociale e politica), bensì distruttore di sé stesso.

 Che finalmente s' incominci a pensare, giorno e notte, alla città ed alla casa e meno al festival di Sanremo e al cant(ic)o partigiano che fanno ridere il mondo. Città che deve poter essere “smart” (v.: www.teorico.eu, Categoria: Innovazione e Ricerca) e casa che deve essere sicura, economica ed a basso consumo energetico, se vero è, come lo è, che la Powerhouse Brattorkaia, l' edificio sostenibile sostenibile più a Nord del mondo (Norvegia) ubicato in un' area del pianeta dove la luce solare varia da stagione a stagione, è in grado di produrre più energia del fabbisogno che, stoccata e gestita, mette il surplus a beneficio degli edifici circostanti ed alla mobilità elettrica locale.

 Lo abbiamo scritto più volte: con i conglomerati cementizi superleggeri al carbonio dal peso specifico in cammino verso i 600 kg./mc. e armature in fibre al carbonio, realtà concreta nella Germania che non dorme, i laterizi leggeri con gli alveoli riempiti di lana di roccia, una saggia industrializzazione edilizia e tanto impegno non solo è possibile proteggere l' Italia dal degrado, ma creare lavoro, tanto lavoro, a dignità d' uomo. L' esperienza delle case urbane “a schiera” e a torre” nell' Italia medievale – uno per tutti l' affresco, 1424-1425, di Masolino da Panicale, che aveva come aiutante il più giovane Masaccio, “Guarigione dello storpio e resurrezione di Tabita”, parte della decorazione della Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine , Firenze, da una parte,

 

e il fascino delle case giapponesi con quell' ideale del “wabi-sabi” ad esprimere l' aspirazione ad una ruvida semplicità e ad una bellezza che traspare dalle cose semplici e modeste conferendo loro un giusto equilibrio, raffinatezza, misura e quiete che si ritrovano nella case urbane del Giappone, dove il costo dei lotti edificabili è terrificante ad esprimere uno sforzo intellettuale e spirituale teso all' esaltazione della semplificazione ed alla rinuncia di tutto ciò che non è essenziale (quel “meno è più” di Mies van der Rohe!) compresi negli spazi, pensati volutamente piccoli con il loro ricorso a materiali fragili e leggeri dal rimando a valori eterni, possano servire ad una consapevole pausa di riflessione foriera di cambiamenti e certezze per la ricostruzione di un' altra Italia in una grande Europa.

. . .

** Un aspetto di una gravità inaudita è costituito dal fatto che i Regolamenti edilizi "regionali" continuino a fare astrazione dal prescrivere il ricorso a <ingegneri verificatori> con l' incarico di una accurata verifica preventiva del calcolo strutturale ed elaborati grafici elaborati dall' ingegnere strutturista su incarico della committenza, sia questa pubblica che privata. Un' assurdità! La figura dell' ingegnere verificatore è in Germania (ma anche nei Paesi più avanzati del mondo), come in Svizzera e Germania, una figura-chiave nella complessa procedura riguardante il permesso a costruire.

Nel contesto del Regolamento edilizio regionale del Land (Regione) del Nordreno-Westfalia dove chi scrive ha svolto l' attività professionale di Architetto, è la Verordnung über bautechnische Prüfungen (Ordinamento sulle verifiche tecnico-costruttive), articolantesi in 31 Paragrafi a monte della quale al § 57 il Regolamento edilizio "regionale", a regolare l' ambito precisando gli stadi delle istituzioni (td.:Bauahsichtsbehoerde; it. autorità di costruzione) competenti ad esperire le procudure di approvazione  finalizzate al rilascio del permesso a costruire, sia che si tratti di committenza pubblica  o privata, secondo la classificazione in: 1. Oberste Bauaufsichtsbehoerde (massima autorità di costruzione che è il Ministero (siamo in ambito die Länder, cioè delle Regioni, nelle quali, in considerazione del sistema federativo operante in Germania con la più larga autnomia concessa a queste, gli assessorati regionali sono "Ministeri" e gli assessori Ministri) il Ministero (regionale)competente; 2. Obere Bauaufsichtsbehoerde: i Regierungsberzirke/Distretti amministrativi per le città e i Comprensori di Comuni "liberi", cioè che non fanno parte di alcun Comprensorio, e secondo il § 79 i Presidenti dei Comprensori dei Comprensori di Comuni nel ruolo "Autorità amministrativa inferiore"; 3. Untere Bauaufsichtsbehoerde/Autorità di costruzione inferiore: a) Le città che non fanno parte di Comprensori, le grandi città che fanno parte dei Comprensori e le città medie facenti parti dei Comprensori e, infine, i Comprnsori dei Comuni  per i Comuni che ne fanno parte.

È un serio e ordinato controllo capillare, quello della seria e ordinata Germania, che in passato una miriade di volte abbiamo suggerito alle più disparate e latitanti istituzioni politiche italiane (anche al PdR Giorgio Napolitano all' inizio del suo mandato presidenziale. Non mi ha degnato neanche di una risposta!) che ora, nel profondo di una crisi istituzionale ed economico-sociale dagli esiti drammitici che travaglia l' Italia, si ritorna a perorare, ricordandone la valenza a "giuristi" del  rango come il PdR, Sergio Mattarella, e il CdG, Giuseppe Conte. Ancora una volta sarà la mia vox clamantis in deserto.

Totale, totalizzante è paradigmatico più che mai è stata l' assenza delle istituzioni in relazione alla ricostruzione del Ponte-Viadotto Polcevera di Genova della quale sui media sociali (dei quali generosamente mi sono stati oscurati i blog personali www.facebook.com/nicolo.piro.31, www.facebook.com/nicolo.piro, oltre l' accesso ai commenti sul quotidiano Uffington Post), una sensibile infrastruttura autostradale nata da una immana tragedia umana, per la quale, trattandosi di un contesto poco chiaro, quanto mal giuridicamente definito (l' architetto e senatore a vita, Renzo Piano, in un ruolo di adwisor senior, che il semplice uomo della strda non riesce a configurare) nei preliminari, nessuno ha tenuto ad informare la pubblica opinione se progetto architettonico e progetto strutturale siano stati preventivamenti sottoposti ad accurate prassi di approvazione e di "verifiche" strutturali da parte di " Bauaufsichtsbehoerde/Autorità di costruzione statali, e di un ingegnere-verificatore con specializzazione "Massivbau/costruzione massiccia", per le strutture in c.c.a., e di un ingegnere verificatore con specializzazione "Metallbau/Strutture in acciaio, per quelle metalliche. Si ricorda che l' architetto Renzo Piano conosce molto bene la prassi delle verifiche strutturali preliminari in Ragione della sua intensa attività professionale sia in Germania che in altri Paesi del mondo ad alto rischio sismico, come il Giappone. 

Resta aperta, ora, la cogente questione del procedere fin da domani nel confuso contesto politico-istituzionale italiano, del quale il senatore Renzo Piano fa parte e nel quale sensibili istituzioni, come il Ministero Infrastrutture e Trasporti, vengono consegnate in mani incopetenti nel silenzio più vergognoso di Consigli nazionali, Ordini provinciali di ingg., archh. e geomm. e istituzioni universitarie. 

Ricostruzione postsismica (come?) in un Paese ad alto rischio sismico come l' Italia con prevalenza di Cll. simiche 1 e 2, carenze formative a tutti i livelli e maestranze comuni non qualificate, ricerca in penombra ed ancora alle prese con la produzione di conglomerati cementizi non sottoposti a rigidi controlli prima di raggiungere le casseformi.

 

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Esempi giapponesi di case urbane "a schiera"

 

                                                                                                                                             

 

 

 

  

 

 

                                         

 

                 

 

 

 

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Nella raccolta di modelli per case urbane „a schiera“ per i lotti stretti di Parigi, l' architetto Pierre Le Muet (7. Ottobre 1591 – 28. Settembre 1669) aveva già pubblicato nella Manière de bâtir splendidi esempi di questa tipologia edilizia ispirandosi, secondo le indicazioni di Claude Mignot, al VI Libro di Sebastiano Serlio, Architettura,degli habitationi de Tutti li gradi degli huomini che come manoscritto aveva fatto la sua apparizione in Francia.

 

Interessante nella pianta e per i 4 piani della tipologia, l' introduzione di un cavedio per l' illuminazione naturale del vano scala e l' aerazione naturale dei vani restrostanti. Una soluzione, questa, assente in molte tipologie di casa urbana "a schiera" dei tessuti edilizi italiani, in ispecie nella tipologia urbanistica della cortina doppia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                              

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