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eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Per una Europa delle diversità nell' unità

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Ed eccoci di nuovo a: „lo stato è tutto, l' individuo nulla“

(G. Gentile)

Aristotele e la Polis greca

 

La realtà politica e i rischi da catastrofe globali, come quella nella quale siamo immersi, hanno riproposto la mai sopita questione del ruolo dello Stato nazionale, prima che di altre istituzioni sovrannazionali, nella Politica e nella democrazia. È un dato di fatto incontrovertibile che da ora in poi deve essere tenuto ben presente e consolidato dove manca o presenta lacune che inevitabilmente deve ricollegare alle sovente dimenticate radici dell' Europa e del mondo occidentale della consolidata cultura, latu sensu e politico-costituzionale, greco-romana sulla si staglia in tutta la sua inscalfibile statura la figura del grande filosofo di Stagira, A r i s t o t e l e.

 

 

Certo, non siamo più nella polis greca (si è avuta una Polis ben più raffinata, ma dimenticata e distrutta: quella della Magna Grecia, Megane Hellas, dove oggi ancora sovrano regna l' antistato), connotata, come nella natura delle cose dall' antagonismo fra classi espressione di aspirazioni e interessi diversi e contrastanti, bensì nella contorta polis moderna europea lacerata dalle sue contraddizioni per la quale è proprio il richiamo al grande esperimento aristotelico è quanto mai urgente e indiliazionabile rinfrescarne almeno il ricordo, lasciando agli operatori di Politia e democrazia, ed alla sensibilità di un cittadino „altro“, il difficile (ma non immane se la ratio vince sull' anarchia) compito di rivifificarne spirito ed essenza, tenendo ben presente che il punto di partenza di Aristotele fu la ricerca di una sezione aurea che identicò nella „medietà“, intesa come ricerca dei mezzi indispensabili a neutralizzare quegli estremi che in una società politica conducono alla sovversione, se in essa non la medietas (la classe dei medi proprietari per Aristotele) che, oggi, intendiamo come classe media, poichè „se un regime intende conservarsi, è necessario che tutte le parti dello stato vogliono che esista e si mantenga nelle stesse condizioni“ (Pol. II, 9 1270 b 21-22).

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Raffaello: La Madonna del Granduca

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Raffaello, „Il grande Genio dell' Arte, spiegato in un solo quadro“:

La Madonna del Granduca

 

 

È l' articolo offerto oggi, 03. Marzo 2020, nel pieno della crisi sanitaria causata del „coronavirus“, dall' autorevole quotidiano della Germania <Die Welt>, Sezione „Cultura“, con l' invito ad osservare attentamente la mano del Bambino.

 

Alcun altro artista nelle sue opere ha elevato come Raffaello (1483-1520) agli alti livelli della classicità la visione degli ideali del Rinascimento in tema di dignità umana, monumentalità della forma ed equilibrio della composizione. Il Papa mediceo Leone X nominò nel 1515 Raffaello quale direttore die lavori della Chiesa di San Pietro e conservatore degli Antichi Monumenti di Roma, i cui scavi archeologici, rilievo e conservazione furono avviati proprio in quel periodo.

 

Come molti artisti del Rinascimento, anche Raffaello ha posseduto gli strumenti di dominio dell' Architettura nella stessa misura di quelli della Pittura. Nella Villa Madama Raffaello riuscì a coniugare la somma delle sue esperienze con l' incarico conferitogli dal Papa, al punto che la fama della sua arte pittorica ha spesso relegato in secondo piano i suoi eccezionali contributi in ambito dell' Architettura che occorre riportare ai livelli di conoscenza che merita(no) in un contesto di grandi innovazioni tecniche e tecnologiche e, soprattuto, della forma.

 

La Madonna del Granduca è considerata come una delle più note opere di Raffaello al punto di essere stata preferita dal Granduca Ferdinando III di Lorena. Si tratta di un dipinto a olio su tavola (84,5x55,9 cm) riconducibile a circa il 1504 e oggi conservato nella Galleria Palatina a Firenze. Incerta è la provenienza originaria che si presume possa essere stata per una destinazione privata allorché il giovane Raffaello giunse a Firenze. Per il volto più espressivo ed enigmatico della Madonna, il dipinto è ritenuto come uno dei suoi più famosi capolavori.

 

La Madonna, raffigurata in piedi, porta la tradizionale veste rossa e il manto azzurro. Si trae l' impressione che avanzi verso lo spettatore spuntando dall' oscurità. La sua figura esprime decisione mista ad una parca monumentalità in un sapientemente bilanciatato rapporto figurale con la Madonna ad accennare una rotazione a destra controbilanciata dalla appena percepita rotazione a sinistra del Bambino con la mano sinistra poggiata con leggiadria sull' asse ideale del viso-busto della madre, quasi a richiamare l' attenzione dello spettatore. Si tratta di un' operazione di grande maestria spaziale e dinamica della già affermata pittura rinascimentale a far dimentare la staticità bizantineggiante della composizione figurale Madonna-Bambino medieveale nel rapporto amoroso madre-figlio.

 

Il gioco dei pieni d' ombra e di luce non v' è dubbio che richiami il noto „sfumato“ leonardesco che certamente l' urbinate incominciò ad apprezzare nei primi anni del soggiorno fiorentino con riferimenti appena accennati alle Madonne dei fratelli della Robbia ed agli effetti del rilievo e della plasticità di scultori fiorentini come Ghiberti e Donatello..

 

Nella Madonna del Granduca, Raffaello esalta il drappeggio del manto della Madonna ricorrendo al richiamo del senso della vita ed è proprio l' accenno al movimento torsoniale del bambino ad evidenziare quella libertà pittorica fino ad allora sconosciuta. In sostanza movimento ed emozione si coniugano per trovare profondità nella calma espressività dei due soggetti esaltati dall' oscurità del sottofondo, aggiunta successivamente alla composizione conforendo così alla Madonna valori di presenza e di spiritualità esaltate, a ben ragione, al ruolo di fama.

 

Vi sarebbe molto da scrivere riguardo a descrizione, interpretazione e simbologia, riferimenti storici, stile e tecnica con il disegno che precede la pittura, colore ed effetti luminosi, composizione e inquadratura del capolavoro raffaellesco che si concretizza in un' immagine finale nella quale a predominare sono l' incarnato della Madonna e del Bambino, la sinuosa leggiadria del drappeggio del mantello di Maria, le linee scandendi in altezza le forme del corpo del Bambino, il tutto esaltato dall' equilibrio cromatico chiaroscurale che si conclude in uno sfumato che è andato oltre Leonardo.

 

Già dai suoi contemporenaei Raffaello era stato visto come „Il Dio della Pittura“, il maestro della bellezza classica, il genio della composizione di forma e colore, luce ed ombra in tutti i media da lui affrontati.A Roma egli si misura con Michelangelo che lo accusa di spionaggio. L' incontro ha luogo nel Vaticano con Michelangelo alle prese con la Cappella Sistina e Raffaello con le Stanze del Papa.

 

Una storia, quella dei due pittori, contrassegnata da una rivalità che ha condotto a capolavori d' Arte con Michelangelo ad accettare contro la sua volontà l' incarico del Papa per la volta della Cappella Sistina, che alla fine rivoluzionò l' Arte e l' immagine dell' uomo, e Raffaello con la Scuola di Atene ed altri affreschi ad inventare una rivulozionaria visione dell' armonia universale.

 

Una storia, quella dei due pittori, contrassegnata da una rivalità che ha condotto a capolavori d' Arte con Michelangelo ad accettare contro la sua volontà l' incarico del Papa per la volta della Cappella Sistina, che alla fine rivoluzionò l' Arte e l' immagine dell' uomo, e Raffaello con la Scuola di Atene ed altri affreschi ad inventare una rivulozionaria visione dell' armonia universale.

 

Armonia celeste, pertanto, e Italia . . . . Italia . . . . . sempre Italia: nel bene e nel male.

. . .

D e u t s c h:

 
Raphael, "Das große Genie der Kunst, erklärt in einem einzigen Gemälde":
Unsere Liebe Frau vom Großherzog

Es ist der Artikel, der heute, 03. März 2020, inmitten der durch das "Coronavirus" verursachten Gesundheitskrise von der maßgeblichen deutschen Zeitung <Die Welt>, Abschnitt "Kultur", mit der Aufforderung zur sorgfältigen Beobachtung der Hand des Kindes angeboten wird .

Kein anderer Künstler in seinen Werken hat Raphael (1483-1520) auf die hohe Ebene des Klassizismus gebracht, um die Vision der Ideale der Renaissance in Bezug auf Menschenwürde, Monumentalität der Form und Gleichgewicht der Komposition zu verwirklichen. Der Medici-Papst Leo X. ernannte Raffaello 1515 zum Direktor der Werke der Kirche San Pietro und zum Konservator der antiken Denkmäler Roms, deren archäologische Ausgrabungen, Reliefs und Konservierungen zu dieser Zeit begonnen wurden.

Wie viele Künstler der Renaissance besaß auch Raphael die Werkzeuge der Herrschaft über die Architektur in demselben Maße wie die der Malerei. In der Villa Madama gelang es Raffaello, die Summe seiner Erfahrungen mit dem ihm vom Papst übertragenen Auftrag zu kombinieren, bis zu dem Punkt, dass der Ruhm seiner Bildkunst seine außergewöhnlichen Beiträge auf dem Gebiet der Architektur, die auf das Niveau von zurückgebracht werden müssen, oft in den Hintergrund gedrängt hat Wissen, das es verdient (nein) im Kontext großer technischer und technologischer Innovationen und vor allem der Form.

Die Madonna del Granduca gilt als eines der bekanntesten Werke Raffaels, bis sie von Großherzog Ferdinand III. Von Lothringen bevorzugt wurde. Es ist ein Ölgemälde auf Holz (84,5 x 55,9 cm) aus dem Jahr 1504, das heute in der Pfalzgalerie in Florenz aufbewahrt wird. Die ursprüngliche Herkunft, die vermutlich für ein privates Ziel bestimmt war, als der junge Raphael in Florenz ankam, ist ungewiss. Für das ausdrucksstärkste und rätselhafteste Gesicht der Madonna gilt das Gemälde als eines seiner berühmtesten Meisterwerke.

Die stehende Madonna trägt das traditionelle rote Gewand und den blauen Umhang. Es entsteht der Eindruck, dass Sie sich dem Betrachter nähern und aus der Dunkelheit auftauchen. Ihre Figur drückt eine gemischte Entscheidung mit einer teilweisen Monumentalität in einer gekonnt ausgewogenen figürlichen Beziehung zur Madonna aus, um auf eine Rechtsrotation hinzuweisen, die durch die gerade wahrgenommene Linksrotation des Kindes ausgeglichen wird. Die linke Hand ruht anmutig auf der idealen Achse der Gesichtsbüste der Mutter, fast um die Aufmerksamkeit des Zuschauers zu erregen. Es ist eine Operation von großer räumlicher und dynamischer Beherrschung der bereits etablierten Renaissance-Malerei, die uns die byzantinische statische Natur der mittelalterlichen figürlichen Madonna-Kind-Komposition in der Liebesbeziehung zwischen Mutter und Sohn vergessen lässt.

Das Spiel von Schatten und Licht erinnert zweifellos an den bekannten "nuancierten" Leonardo, den Urbino in den ersten Jahren seines florentinischen Aufenthalts mit Bezug auf die Madonnen der Robbia-Brüder und die Auswirkungen zu schätzen begann das Relief und die Plastizität florentinischer Bildhauer wie Ghiberti und Donatello.

In der Madonna des Großherzogs erhöht Raphael das Drapieren des Madonna-Mantels, indem er an den Sinn des Lebens erinnert, und genau der Hinweis auf die Torsionsbewegung des Kindes unterstreicht die bisher unbekannte Bildfreiheit. Im Wesentlichen werden Bewegung und Emotion kombiniert, um Tiefe in der ruhigen Ausdruckskraft der beiden Themen zu finden, die durch die Dunkelheit des Hintergrunds erhöht und anschließend der Komposition hinzugefügt werden, wodurch die Madonna-Werte Präsenz und Spiritualität verwirrt werden, die mit gutem Grund die Rolle des Ruhms erhöhen.

Es gibt viel zu schreiben über Beschreibung, Interpretation und Symbologie, historische Referenzen, Stil und Technik mit der Zeichnung, die der Malerei, den Farb- und Lichteffekten, der Komposition und dem Rahmen von Raphaels Meisterwerk vorausgeht, das sich in einem endgültigen Bild materialisiert, in dem es vorherrschen soll Ich bin der Teint der Madonna und des Kindes, die geschwungene Anmut des Gewandes von Marias Umhang, die Linien, die sich in der Höhe über die Formen des Körpers des Kindes erstrecken, alles verstärkt durch das chromatische Hell-Dunkel-Gleichgewicht, das in einer Nuance endet, die darüber hinausgeht Leonardo.

Bereits von seinen Zeitgenossen und Raphael wurde er als "Der Gott der Malerei" angesehen, der Meister der klassischen Schönheit, das Genie der Komposition von Form und Farbe, Licht und Schatten in allen Medien, die er ansprach. In Rom maß er sich mit Michelangelo, der beschuldigt ihn der Spionage. Das Treffen findet im Vatikan statt, wobei Michelangelo sich mit der Sixtinischen Kapelle und Raphael mit den Räumen des Papstes befasst.
 
Eine Geschichte, die der beiden Maler, geprägt von einer Rivalität, die zu Meisterwerken der Kunst mit Michelangelo führte, um gegen seinen Willen den Auftrag des Papstes für das Gewölbe der Sixtinischen Kapelle anzunehmen, der schließlich Kunst und Image revolutionierte des Menschen und Raphael mit der "Schule von Athen" und anderen Fresken, um eine abstoßende Vision der universellen Harmonie zu erfinden.

Himmlische Harmonie also und Italien. . . . Italien. . . . . immer Italien: zum Guten oder zum Schlechten.
. . .
Englisch:
 
 

Raphael, "The great genius of art, explained in a single painting":
Our Lady of the Grand Duke

It is the article offered today, 03. March 2020, in the midst of the health crisis caused by the "coronavirus", by the authoritative newspaper of Germany <Die Welt>, Section "Culture", with the invitation to carefully observe the hand of the Child .

No other artist in his works has raised Raphael (1483-1520) to the high levels of classicism the vision of the ideals of the Renaissance in terms of human dignity, monumentality of form and balance of composition. The Medici Pope Leo X appointed Raffaello in 1515 as director of the works of the Church of San Pietro and conservator of the Ancient Monuments of Rome, whose archaeological excavations, relief and conservation were started right at that time.

Like many Renaissance artists, Raphael also possessed the tools of domination of Architecture to the same extent as those of Painting. In Villa Madama Raffaello managed to combine the sum of his experiences with the assignment given to him by the Pope, to the point that the fame of his pictorial art has often relegated to the background his exceptional contributions in the field of Architecture that must be brought back to the levels of knowledge it deserves (no) in a context of great technical and technological innovations and, above all, of form.

The Madonna del Granduca is considered to be one of the best known works of Raphael to the point of having been preferred by the Grand Duke Ferdinand III of Lorraine. It is an oil painting on wood (84.5x55.9 cm) dating back to around 1504 and now preserved in the Palatine Gallery in Florence. The original provenance which is presumed to have been for a private destination when the young Raphael arrived in Florence is uncertain. For the most expressive and enigmatic face of the Madonna, the painting is considered to be one of his most famous masterpieces.

The Madonna, depicted standing, wears the traditional red robe and the blue cloak. The impression is drawn that you are advancing towards the viewer, emerging from the darkness. Her figure expresses a mixed decision with a partial monumentality in a skilfully balanced figural relationship with the Madonna to hint at a right rotation counterbalanced by the just perceived left rotation of the Child. With the left hand resting gracefully on the ideal axis of the face-bust of the mother, almost to attract the attention of the spectator. It is an operation of great spatial and dynamic mastery of the already established Renaissance painting to make us forget the Byzantine-style static nature of the medieval Madonna-Child figural composition in the love relationship between mother and son.

The play of shadows and light there is no doubt that it recalls the well-known "nuanced" Leonardo that certainly from Urbino began to appreciate in the early years of his Florentine stay with references to the Madonnas of the Robbia brothers and the effects the relief and plasticity of Florentine sculptors such as Ghiberti and Donatello ..

In the Madonna of the Grand Duke, Raphael exalts the draping of the Madonna 's mantle by recalling the meaning of life and it is precisely the reference to the child' s torsional movement that highlights that pictorial freedom hitherto unknown. In essence, movement and emotion are combined to find depth in the calm expressiveness of the two subjects exalted by the darkness of the background, subsequently added to the composition thus confusing to the Madonna values ​​of presence and spirituality exalted, with good reason, to the role of fame.

There would be much to write about description, interpretation and symbology, historical references, style and technique with the drawing that precedes painting, color and lighting effects, composition and framing of Raphael's masterpiece which materializes in a final image in which to predominate I am the complexion of the Madonna and Child, the sinuous gracefulness of the drapery of Mary 's cloak, the lines stretched in height the shapes of the body of the Child, all enhanced by the chiaroscuro chromatic balance that ends in a nuance that has gone beyond Leonardo.

Already by his contemporaries and Raphael he had been seen as "The God of Painting", the master of classical beauty, the genius of the composition of form and color, light and shadow in all the media he addressed. In Rome he measured himself with Michelangelo who accuses him of espionage. The meeting takes place in the Vatican with Michelangelo dealing with the Sistine Chapel and Raphael with the Pope 's rooms.

A story, that of the two painters, marked by a rivalry that led to masterpieces of art with Michelangelo to accept against his will the Pope 's assignment for the vault of the Sistine Chapel, which eventually revolutionized art and image of man, and Raphael with the "School of Athens" and other frescoes to invent a revolting vision of universal harmony.

Heavenly harmony, therefore, and Italy. . . . Italy. . . . . always Italy: for better or for worse.

. . . 

Französisch:

Raphaël, "Le grand génie de l'art, expliqué dans un seul tableau":
Notre-Dame du Grand-Duc

C'est l'article proposé aujourd'hui, 03 mars 2020, au milieu de la crise sanitaire provoquée par le "coronavirus", par le journal officiel allemand <Die Welt>, rubrique "Culture", avec l'invitation à observer attentivement la main de l'Enfant .

Aucun autre artiste dans ses œuvres n'a élevé Raphaël (1483-1520) à un haut niveau de classicisme la vision des idéaux de la Renaissance en termes de dignité humaine, de monumentalité de forme et d'équilibre de composition. Le pape Médicis Léon X a nommé Raffaello en 1515 directeur des travaux de l'église de San Pietro et conservateur des monuments anciens de Rome, dont les fouilles archéologiques, le secours et la conservation ont commencé à ce moment-là.

Comme de nombreux artistes de la Renaissance, Raphaël possède également les outils de domination de l'architecture au même titre que ceux de la peinture. Dans Villa Madama Raffaello a réussi à combiner la somme de ses expériences avec la mission qui lui a été confiée par le Pape, au point que la renommée de son art pictural a souvent relégué au second plan ses contributions exceptionnelles dans le domaine de l'architecture qui doivent être ramenées aux niveaux de connaissances qu'elle mérite (non) dans un contexte de grandes innovations techniques et technologiques et, surtout, de forme.

La Madonna del Granduca est considérée comme l'une des œuvres les plus connues de Raphaël au point d'avoir été préférée par le Grand-Duc Ferdinand III de Lorraine. Il s'agit d'une peinture à l'huile sur bois (84,5x55,9 cm) datant d'environ 1504 et aujourd'hui conservée à la galerie Palatine de Florence. La provenance originale qui est présumée avoir été pour une destination privée lorsque le jeune Raphaël est arrivé à Florence est incertaine. Pour le visage le plus expressif et énigmatique de la Madone, la peinture est considérée comme l'un de ses chefs-d'œuvre les plus célèbres.

La Vierge, représentée debout, porte la robe rouge traditionnelle et le manteau bleu. L'impression est tirée que vous avancez vers le spectateur, sortant de l'obscurité. Sa figure exprime une décision mitigée avec une monumentalité partielle dans une relation figurative habilement équilibrée avec la Madone pour faire allusion à une rotation à droite contrebalancée par la rotation à gauche perçue de l'enfant. Avec sa main gauche reposant gracieusement sur l'axe idéal du visage-buste de la mère, presque pour attirer l'attention du spectateur. C'est une opération d'une grande maîtrise spatiale et dynamique de la peinture de la Renaissance déjà établie pour nous faire oublier la nature statique byzantine de la composition figurative de la Madone-Enfant médiévale dans la relation amoureuse entre la mère et le fils.

Le jeu des ombres et de la lumière ne doute pas qu'il rappelle la "nuance" bien connue de Léonard de Vinci que l'Urbino a certainement commencé à apprécier dans les premières années de son séjour florentin avec des références aux Madones des frères Robbia et aux effets le relief et la plasticité de sculpteurs florentins comme Ghiberti et Donatello.

Dans la Madone du Grand-Duc, Raphaël exalte le drapage du manteau de la Madone en rappelant le sens de la vie et c'est précisément la référence au mouvement de torsion de l'enfant qui met en évidence cette liberté picturale jusqu'alors inconnue. Essentiellement, le mouvement et l'émotion sont combinés pour trouver de la profondeur dans l'expressivité calme des deux sujets exaltés par l'obscurité de l'arrière-plan, ajoutés ensuite à la composition confondant ainsi avec les valeurs de présence et de spiritualité de Madonna exaltées, avec raison, au rôle de gloire.

Il y aurait beaucoup à écrire sur la description, l'interprétation et la symbologie, les références historiques, le style et la technique avec le dessin qui précède la peinture, les effets de couleur et d'éclairage, la composition et l'encadrement du chef-d'œuvre de Raphaël qui se matérialise dans une image finale dans laquelle prédominer. Je suis le teint de la Vierge à l'Enfant, la grâce sinueuse de la draperie du manteau de Marie, les lignes tendues en hauteur les formes du corps de l'Enfant, le tout rehaussé par l'équilibre chromatique en clair-obscur qui se termine par une nuance qui a dépassé Leonardo.

Déjà par ses contemporains et Raphaël, il avait été considéré comme "Le Dieu de la peinture", le maître de la beauté classique, le génie de la composition de la forme et de la couleur, la lumière et l'ombre dans tous les médias qu'il a abordés. À Rome, il s'est mesuré avec Michel-Ange qui l'accuse d'espionnage. La rencontre a lieu au Vatican avec Michel-Ange traitant de la Chapelle Sixtine et Raphaël avec les salles du Pape.

Une histoire, celle des deux peintres, marquée par une rivalité qui a conduit à des chefs-d'œuvre de l'art avec Michel-Ange d'accepter contre son gré la mission du Pape pour la voûte de la Chapelle Sixtine, qui a finalement révolutionné l'art et l'image de l'homme, et Raphaël avec "L' école d'Athènes" et d'autres fresques pour inventer une vision révoltante de l'harmonie universelle.

Harmonie céleste donc et Italie. . . . Italie. . . . . toujours l'Italie: pour le meilleur ou pour le pire.

 

 

 

 

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BIG - Bjarke Ingels Group (Traduzione in italano)

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Dal prestigioso quotidiano Svizzero NZZ (www.nzz.ch) . . . . .
per porre in riflessione certi maghi italiani.
Traduzione dal tedesco.

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Il clima ispira la stella dell'architettura Bjarke Ingels: "Proprio perché le persone determinano e accelerano i cambiamenti climatici, saranno la soluzione".

Informazioni sull'architetto danese Bjarke Ingels I film di Netflix sono girati. Preferisce comunicare con i suoi fan tramite Instagram. A suo avviso, la protezione del clima non dovrebbe avere nulla a che fare con il divieto, ma con l'aumento della gioia di vivere. Antje Stahl lo ha incontrato in Norvegia per un discorso.

Antje Stahl, 30.10.2019

 

Bjarke Ingels, fondatore dello studio di architettura danese e internazionale BIG.

 

 

Ora potremmo parlare un po 'della regina Sonja di Norvegia: qualche settimana fa, accompagnata dalla banda di ottoni della banda militare, non ha appena inaugurato un museo privato a nord di Oslo. No, ha anche realizzato stampe colorate di paesaggi per i quasi 500 ospiti di questo evento. A seguito di discorsi, cene e feste, queste immagini sono state firmate da alberi ossuti e distribuite insieme con una salsiccia di alce in un sacchetto di iuta.

Sonja era d'accordo con questo bizzarro mix di goodie bag? Oppure voleva competere con gli altri artisti qui esposti, tra cui Anish Kapoor, Yayoi Kusama e Olafur Eliasson? Dovremo chiarirlo altrove. I reali (anche il principe ereditario Frederik di Danimarca) ci dissuaderebbero troppo dal nostro vero protagonista: dopo tutto, l'architetto Bjarke Ingels è qui nella foresta norvegese vicino a Jevnaker per un'intervista.

Per settimane, o sciocchezze, mesi, abbiamo scritto al suo studio di architettura BIG con la richiesta di fissare finalmente un appuntamento con l'architetto danese che parla in modo così diverso di cambiamenti climatici, sostenibilità e crisi, come quello degli attivisti e I politici e persino gli architetti sono abituati. I film di Netflix sono quindi girati da Bjarke Ingels, nato nel 1974, tiene conferenze TED e comunica con i suoi innumerevoli fan tramite Twitter e Instagram (con quasi 700000 follower). Questo lo rende uno dei pochi architetti che raggiungono le masse. Gli investitori lo adorano anche per le sue capacità di narrazione, raccogliendo ordini in tutto il mondo. Si dice anche che salvi Manhattan dall'innalzamento del livello del mare e costruisca una nuova striscia di terra intorno alla parte meridionale dell'isola entro il 2050. Naturalmente, i colleghi sono infastiditi dal successo su larga scala dell'ufficio. C'è una lettera aperta dell'Università di Harvard , in cui anche la prole ammette quanto sia geloso del successo di Ingels - e quanto frustrato che forse non salverà il mondo con i suoi progetti giganteschi. Quindi c'è molto di cui parlare. Per mezz'ora la macchina di PR ci ha concesso questa pop star in occasione dell'apertura del museo in Norvegia. Pertanto, non perdiamo tempo e. , ,
, , , Dai un'occhiata a lui con una foto di suo figlio di quasi un anno sul suo cellulare, che condivide anche sul suo account Instagram. , ,

Come si chiama tuo figlio?

Darwin. Ha anche il suo account Instagram, mentre pubblico tante foto di lui. Sono proprio come tutti gli altri genitori: penso che sia la creatura più interessante, affascinante, bella e brillante.
Come nota editoriale, "ridere" dovrebbe apparire per la prima volta a questo punto, ma mentre Bjarke Ingels ride incessantemente, ci rinunciamo e assumiamo da ora in poi che il lettore legge questa "risata".
E Darwin come in Charles. , ,
, , , sì, come Charles Darwin. Ha il suo compleanno il 21 novembre e Darwin pubblicò il suo primo libro, "Sull'origine delle specie", il 24 novembre 1859. Anche sua madre Ruth è spagnola e il nome funziona in spagnolo, danese e inglese. E Ruth significa "amico" in ebraico, e Darwin una volta era chiamato il suo "caro amico" in Inghilterra, e sì, adoro Charles Darwin.
Signor Ingels, perché sei l'unico architetto che sembra che il suo lavoro sia davvero buono per lui?
Ah, sì, è divertente. Bene, penso che il mio lavoro sia piacevole come qualsiasi altro. , , Abbiamo appena aperto una mostra intitolata "Formgiving", che consente agli architetti e ai progettisti di ricordare molto bene ciò che rende il nostro lavoro rilevante e importante: che gli diamo una forma che non ha uno, il futuro e soprattutto quello Futuro in cui vorremmo vivere. E non riesco proprio a immaginare un compito più eccitante e significativo di questo. Certo, a volte è difficile e una vera sfida - sicuramente non è sempre stato divertente lavorare su questo progetto, ci sono stati molti momenti di "fanculo, sì", ma poi ancora molti come "Jeeesus".
Bjarke Ingels ama i fumetti, forse dovremmo menzionarlo brevemente. Il suo fumetto architettonico «Sì è di più» è stato preso sul serio anche dal rigoroso settore dell'architettura. In questa Archicomic, il gruppo Bjarke Ingels, in breve BIG, ha formulato per la prima volta la speranza che l'architettura verde non dovrebbe apparire come noiose casse di cemento e non necessariamente vincoli per i suoi utenti.
Sul suo account Instagram, hai pubblicato una foto di un uomo che sembra che dici da 30 a 40 anni. Questo ti aiuta a entrare in empatia con il futuro?
Sì, come tutti, sono rimasto affascinato da questa app. , ,
, , , trasformando uno in una persona anziana usando i filtri. Immagina di avere 80 anni: che cosa hai raggiunto da allora?
Quindi se conti nella vita, ho poco più della metà dietro di me, giusto? Idealmente, sarei ricordato per cose che non ho ancora fatto. Voglio dire, sono molto contento dei nostri progetti, ma stiamo costantemente imparando e lavorando per esso o desideriamo crescere, svilupparci spiritualmente e creativamente. In tal senso, spero che il nostro contributo più significativo sia ancora davanti a noi.
E non hai ancora idea di come potrebbe essere?
Le idee fondamentali che hanno plasmato la nostra pratica per molti anni - come "Pragmatismo utopico" o "Sostenibilità edonistica" - continueranno a svolgere un ruolo importante nel nostro lavoro in futuro. Proprio come la convinzione che l'architettura e il design non abbiano nulla a che fare con lo stile o l'estetica, ma piuttosto modellano il futuro.
"Sostenibilità edonistica" è un'idea così entusiasmante, dopotutto, finalmente dissipa l'idea che sostenibilità significherà abbandono e proibizione: secondo il motto, se vogliamo proteggere l'ambiente, dobbiamo rinunciare alla nostra libertà, non possiamo più volare o carne mangia di più. Tuttavia, dicono: No, sostenibile può dare piacere, aumentare il piacere. Allora, quando hai fondato BIG nel 2005, pensavi che avresti avuto tanto successo?
Assolutamente no. Non sono mai stato particolarmente ambizioso o strategico. Ho aperto il mio ufficio solo perché ho lavorato per alcuni architetti in tutto il mondo e sapevo che volevo andare oltre la politica che è così diffusa negli studi di architettura. A tale proposito, preferivo rimanere senza alternative piuttosto che avere un piano.
Lasciamolo così.
Sempre più persone scendono in strada per il futuro. Ciò che guida e allo stesso tempo li scoraggia è l'idea di un pianeta Terra distrutto. Cosa ne pensi di un attivismo politico che si basa su scenari apocalittici?
Non credo che la disperazione sia particolarmente motivante. C'è molta incertezza sul futuro, non sappiamo se uno scenario del genere diventi davvero realtà. Tuttavia, se la Terra è la nostra unica opportunità di investimento, sarebbe saggio prendersene cura. Non possiamo permetterci di essere sorpresi o incasinati. Mi era stato detto in particolare a Berlino in occasione della conferenza "Progetto Manhattan" sulla molto propositivo sulle nuove tecnologie e il cambiamento climatico: E 'stato in particolare su come CO 2 in grado di ridurre le emissioni di CO 2 -free industria e gli investimenti in redditizia aziende. Una cosa del genere dimostra che stiamo affrontando una grande sfida e crisi, ma noi umani siamo molto bravi a affrontarla. Quindi sono ottimista, non perché penso che le cose funzioneranno da sole, ma perché le ripareremo.
Molti dei tuoi progetti non sembrano voler prevenire il cambiamento climatico, ma assumerlo. "Oceanix City", ad esempio, è costituito da gruppi di isole che possono nuotare nel mare. Forniscono alloggi per le comunità più piccole che sarebbero state sfollate dalle loro città alluvionate entro il 2050 e aree per molluschi e ostriche, centri culturali e sportivi, tetti solari. Tutto sommato un "ecosistema artificiale" senza gas di scarico e immondizia che ricorda un paradiso. Non è cinico vendere l'innalzamento del livello del mare come promessa?
Il chimico ed esperto di clima Sir David Kind ha recentemente mostrato immagini della Siberia, dove si sa che i terreni permafrost si scongelano. Questo rilascia il carbonio immagazzinato al suo interno, che porta a massicce esplosioni. Quindi, quando il mondo cambia, ci sono problemi molto grandi, ma possiamo gestirlo molto bene. Anche la vita si è evoluta attraverso l'adattamento e l'umanità si evolve attraverso la capacità di collaborare.

Se il nostro futuro è così, non viene risolto. Lo studio di architettura BIG, tuttavia, vuole rispondere all'innalzamento del livello del mare e ha progettato una città di isole, che nel 2050 ospiterà fino a 10.000 persone. A Oceanix City, potranno prendersi cura di se stessi, ad esempio attraverso campi di alghe, ostriche e letti di cozze. Esistono istituti scolastici, centri sportivi e ospedali, nonché vivai di bambù, "sei volte più resistenti" dell'acciaio. E ovviamente un bilancio energetico sostenibile. (Immagine: PD) Il tetto della nuova sede di Google dovrebbe ora essere in piedi. Le prove circolano in rete e i blog riportano i progressi del grande campus di Mountain View, in California. Come il guscio di una tartaruga, si trova nella Silicon Valley, i fronti delle finestre tra i tetti a forma di tenda sono chiamati "sorren gaden luce". Insieme a Heatherwick Studio di Londra, BIG ha progettato il nuovo volto del motore di ricerca Internet di successo a livello globale. (Foto: BIG) Al gruppo Bjarke Ingels piace pensare su larga scala: BIG ha completato una piramide residenziale nel 2016 sulla West 57th Street. VIA è ora ufficialmente chiamato l'edificio con le sue circa 700 unità abitative, che BIG descrive come "cortile", ovvero una miscela di cortile e grattacielo. (Foto: PD) Nel giardino del cortile di VIA c'è un grande giardino, come ci si aspetterebbe dalle città europee con sviluppo del blocco perimetrale. Vista sul fiume Hudson sulla West 57th Street. (Foto: PD) L '"8-House" o "Endless House", che è stata spostata nel 2009, collega 475 unità abitative tramite un loop. Ci sono case a schiera da uno a due piani e appartamenti per single, uffici e negozi e strade pubbliche che le collegano. A Ørestad, sull'isola di Amager, tra l'aeroporto e Copenaghen, dove si trova l'edificio, è emersa una piccola città della città. (Foto: PD) Le mini ville della "Mountain House" a Ørestad, che erano ammucchiate sopra un garage, sono state il primo progetto acclamato a livello internazionale di BIG dal 2006. Qui, lo studio di architettura ha giocato con le forme della natura per dare all'architettura un'immagine verde , (Foto: PD) Primo piano delle mini ville. (Foto: PD) Mountain House da lontano. (Foto: PD) Spazio pubblico: la "Piazza Rossa" nella superkilen di Copenaghen con pezzi fissi destinati a commemorare la società multiculturale nel distretto di Nørrebro. (Foto: PD) Con saggi cubici, BIG è stato in grado di realizzare un gesto estremamente efficiente in termini di spazio e formalmente efficace nel magazzino di transito nell'ex magazzino a cielo aperto di Basler Dreispitz. I balconi degli appartamenti angolari si affacciano direttamente sulla torre residenziale "Helsinki" di Herzog & de Meuron. (Foto: PD) La visualizzazione del "Musée Audemar Piguet" a Le Brassus nella Vallée du Joux, che aprirà nell'aprile 2020, mostra una serie di rampe d'accesso che possono essere utilizzate per lo sci di fondo in inverno. (PD)

Se il nostro futuro è così, non viene risolto. Lo studio di architettura BIG, tuttavia, vuole rispondere all'innalzamento del livello del mare e ha progettato una città di isole, che nel 2050 ospiterà fino a 10.000 persone. A Oceanix City, potranno prendersi cura di se stessi, ad esempio attraverso campi di alghe, ostriche e letti di cozze. Esistono istituti scolastici, centri sportivi e ospedali, nonché vivai di bambù, "sei volte più resistenti" dell'acciaio. E ovviamente un bilancio energetico sostenibile. (Immagine: PD)

Ciononostante, sembra che le future bozze come "Oceanix City" dicano: Rilassati, quando il mondo crollerà, possiamo ancora averlo bello.
Sono convinto che possiamo influenzare il futuro. È fantastico essere un formulatore. Ed è fantastico che ora ci sia un museo qui in Norvegia che collega due sponde del fiume, che sono stato in grado di realizzare qualcosa del genere in un periodo di otto anni. Quasi allo stesso tempo, abbiamo aperto la centrale elettrica a Copenaghen dove è possibile sciare perché abbiamo costruito la centrale elettrica più pulita al mondo. Quindi sì, se non facciamo nulla, molto può andare storto, ma è per questo che non dovremmo fare nulla.
(Inserto breve: Copenhill, un inceneritore di rifiuti a Copenaghen dove si può effettivamente sciare, è stato un argomento caldo per la stampa per anni , ed è uno di quei prestigiosi progetti degli architetti BIG che sono tanto sbagliati quanto loro: i rifiuti vengono trasformati in elettricità qui, I filtri del gas di scarico all'avanguardia assicurano che nessuna sostanza tossica penetri nell'atmosfera, come hanno finalmente attestato le autorità danesi, e ai bambini è ora ufficialmente permesso indossare gli sci sulla collina dell'edificio nell'area industriale. "Non c'è neve, ma la plastica verde La domanda è se questa forma di "sostenibilità edonistica" - non segnali anche alla prole che i rifiuti sono buoni per l'uso ricreativo.)
Cosa mi consigliate?
Dovresti trovare suggerimenti pratici e tangibili. Attualmente stiamo lavorando a una sorta di meta-progetto che chiamiamo Masterplanet, un piano generale per il pianeta. Sappiamo che gli umani sono in grado di coordinare le missioni intergenerazionali che hanno bisogno di risorse infinite. È così che abbiamo costruito cattedrali. Abbiamo solo bisogno di un piano generale. Al momento c'è molta letteratura e molti documenti che dimostrano il caos e definiscono i problemi, ma ci sono solo obiettivi climatici parziali: questa città vuole cambiare questo in questo momento e quelli raggiungono qualcos'altro . , , ma questo non va da nessuna parte in un piano generale.
E che aspetto ha questo "piano generale"?
Dobbiamo ancora svilupparlo, ma riunirà alcune grandi società private, istituzioni internazionali, opportunità di investimento e progetti. Il cambiamento climatico è nelle mani dei politici o poi degli scienziati. Ciò che architetti e designer possono contribuire è che le cose vengono realizzate, implementate e progettate. Sappiamo come farlo: tracciare un'idea, studiarla, testarla e sviluppare una tabella di marcia. Politici e scienziati non dovrebbero decidere il nostro futuro, ma architetti, ingegneri e investitori.
Riesci a immaginare di lavorare con Greta Thunberg?
Chiaro! Greta è una grande mascotte per una generazione frustrata dall'idea che il mondo sembra andare in rovina e nessuno ci sta facendo nulla. Mi piacerebbe sentire il tuo contributo, ma probabilmente avremmo bisogno di molta esperienza nel campo della scienza, della tecnologia, della chimica. Si tratterà di materiali, calcestruzzo, soluzioni pratiche.
Un rapporto delle Nazioni Unite del 2017 documenta che l'industria delle costruzioni rappresenta il 36 percento del consumo globale di energia e quasi il 40 percento delle emissioni di CO2. In altre parole, l'architettura è percepita come un problema; tu la presenti come una soluzione. Come funziona?
Se le persone fossero etichettate come parte del problema, sarebbe vero, ma stupido allo stesso tempo o no? Proprio perché le persone stanno producendo e accelerando i cambiamenti climatici, saranno sicuramente la soluzione. Se cambiamo il clima sulla Terra quasi per caso, immagina cosa è successo se volessi cambiarlo consapevolmente. Abbiamo la capacità - il potere di farlo.
Eppure l'industria delle costruzioni sta distruggendo l'ambiente. BIG è al 50 ° posto nella classifica "WA100" con 248 dipendenti nei più grandi studi di architettura del mondo. I tuoi progetti sono all'altezza del nome del tuo ufficio: sono enormi complessi residenziali, hotel, grattacieli per i maggiori investitori. Come si combinano la protezione del clima e la macchina del denaro architettonico?
Chiunque pensi che l'architettura sia un problema così grande dovrebbe cercare di essere senzatetto. Se gli edifici sono un problema, eliminali. Quindi sarà molto difficile sopravvivere all'inverno a Zurigo.

Questa è una risposta molto polemica.

Sì, è anche una risposta stupida, ovviamente, ma se abbiamo una scelta tra architettura e senzatetto, scegliamo architettura. Esistono pochissimi posti al mondo in cui da 7,5 a 8 miliardi di persone potrebbero vivere senza di loro, almeno non in Norvegia, Zurigo o Copenaghen: abbiamo bisogno dell'architettura. Una delle caratteristiche che definisce la vita in contrapposizione alla materia morta è che consuma energia. Il consumo di energia non è una brutta cosa, ma una buona cosa, almeno se pensi che la vita sia una buona cosa. Vogliamo usare l'energia. Non vogliamo semplicemente sprecarlo. In un certo senso, questo è anche il problema dell'inquinamento atmosferico: CO 2 e gas a effetto serra sono sottoprodotti che nessuno vuole o di cui ha bisogno. Ma cosa succede se diventano risorse quando creano nuove cose, ad esempio le fibre di carbonio? In Svizzera, c'è la società Climeworks, che ha sviluppato una tecnologia che cattura il carbonio.
Proprio come le navi dell'aspirapolvere devono pescare la plastica dai mari. Invece di combattere la causa - l'uso della plastica, l'industria dell'imballaggio e così via - stai inventando sempre nuove macchine. Questo aumenta l'economia.
Vedi la verità in faccia. Se vuoi respirare aria pulita, smetti di fumare, ma non lo fai. Quindi dobbiamo pulire l'aria mentre stiamo ancora fumando. Non tutte le auto sono elettriche e tutte le centrali elettriche sono pulite, il riscaldamento globale è realtà. Sono d'accordo che devi arrivare alla causa del problema, ma finché non lo abbiamo risolto, dobbiamo usare altri mezzi. Sono un ottimista, abbiamo la cultura per affrontarla, solo molte persone devono metterci molta energia.
Non di rado, gli architetti cercano di risolvere il problema dal punto di vista architettonico: ad esempio, non ricostruendo, ma utilizzando lo stock esistente o riciclando i rifiuti di costruzione.
Anche questa è un'ottima idea. Tutti i nostri uffici sono situati in edifici esistenti, stiamo trasformando un vecchio grande magazzino sulla 5th Avenue a New York in un ufficio, un vecchio magazzino a Soho presso la sede di "The Atlantic" e un vecchio bacino portuale in un museo. Certo. Ma quando guardi alla crescita della popolazione, è chiaro che avremo bisogno di più edifici, che dovremo sostituire quelli vecchi, che le persone potrebbero voler uscire dalle loro capanne e condividerle con dodici membri della famiglia. Sarebbe folle condannare l'architettura. Al contrario, è così buono che può migliorare la qualità della vita, forse proteggere un bambino dalla respirazione nell'aria inquinata. Stiamo appena iniziando a comprendere le conseguenze delle nostre azioni, quindi saremo in grado di disinnescarle e trasformarle in qualcosa di positivo.
Credono nei buoni vecchi progressi.
L'equilibrio non è uno stato stabile - un funambolo bilancia, perché se si ferma, cadrebbe immediatamente. Continua a muoversi un po ', il che significa che usa molta energia per mantenere l'equilibrio.
Stai parlando di te? Si muovono sempre. Secondo il tuo account Instagram, fai il pendolare tra il Burning Man Festival nel deserto del Nevada, King's Landing, il sito principale della serie televisiva Game of Thrones, le Maldive, le isole greche e, naturalmente, la Scandinavia. Qual è la tua impronta ecologica?
È molto bello che tu lo chieda. Io volo cioè SAS, e ci compensare il CO ₂ emissione di tutti i nostri voli business.
E l'impronta ecologica della tua azienda?
Non ho ancora calcolato, ma sono sicuro che è praticamente nel range negativo. , ,
Come annunciato, eravamo a solo mezz'ora di distanza per questa conversazione. Bjarke Ingels ora deve guidare un gruppo di giornalisti internazionali attraverso The Twist, il museo del ponte privato della Norvegia. Tra un'ora arriverà anche la regina Sonja con la banda di ottoni e i suoi colorati dipinti di paesaggi. Il collezionista d'arte, imprenditore di successo e proprietario del parco di sculture Christian Sveaas la saluta come la sua migliore amica. Prost. Grazie E arrivederci

Riconciliazione con architettura insignificante? Il museo privato norvegese "The Twist" brilla in alluminio, non arte.
Antje Stahl 30.10.2019, 05:30
Un architetto danese si affida alla narrazione
svf. · Bjarke Ingels, nato nel 1974, ha fondato il suo ufficio Bjarke Ingels Group, abbreviato BIG, all'età di 31 anni. Nel frattempo, dopo Copenaghen, la compagnia ha anche sede a New York, Londra e Barcellona, ​​con 17 soci, 26 associati e 15 direttori. La carriera di Ingels iniziò con il boom dell'edilizia abitativa nella parte meridionale della città di Copenaghen, Ørestad, dove dapprima attirò l'attenzione con due edifici figurativi di grandi dimensioni (sotto forma di lettere V e M e poi come paesaggio collinare sopra un garage).
La svolta internazionale è arrivata nel 2009, anche a Ørestad, con la "Casa senza fine" (da non confondere con il lavoro concettuale di Friedrich Kiesler), che non è affatto una casa, ma un intero distretto di case a schiera lungo una strada interna. Questo conduce come un ciclo di Möbius, o proprio come un 8 sdraiato per infinito, attraverso l'enorme struttura. Contrariamente allo scetticismo iniziale dei tradizionali sviluppatori urbani, se il sogno di megastrutture formalistiche non riemerga qui, l'8-House è stata ben accolta dai residenti e, nonostante la sua posizione periferica, un vivace quartiere. L'idea di continuare l'Unité d'habitation di Le Corbusier in un adattamento contemporaneo può essere sentita nelle case a schiera, negli appartamenti e nelle vie di accesso strettamente annidate e collegate. L'unico problema è forse i molti turisti architettonici a cui viene detto alla rampa verso la rampa che le loro visite qui non sono davvero desiderabili.

Tra i numerosi e importanti progetti internazionali che BIG è stato in grado di progettare e implementare parzialmente includono una torre residenziale a forma di piramide a New York e la Lego House a Billund, in Danimarca, che integra la Lego Land danese come hotel. Tutti mostrano non solo il linguaggio pittorico dell'ufficio, ma anche i giochi in scala e talvolta la GRANDE massa. I mattoncini Lego diventano letteralmente il modello di un blocco di case o una spirale ispirata all'orologeria diventa una rampa per gli sciatori di fondo: nel museo dell'orologeria "contemporaneo e tradizionale" con la pensione "Museo Atelier Audemars Piguet" a Le Brassus (Vallée de Joux) nella Svizzera francese , che è attualmente in costruzione e dovrebbe essere aperto nella primavera del 2020. In Svizzera, la conversione e l'estensione del campo di transito di Dreispitz nell'ex magazzino a cielo aperto di Basilea-Münchenstein sono state completate nel 2016.

La mostra "Formgiving" di BIG presso il Danish Architecture Centre di Copenaghen, durerà fino al 12 gennaio 2020.

 


 

 

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BIG -Bjarke Ingels Group, Danimarca

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Dal prestigioso quotidiano NZZ (www.nzz.ch)

 

Das Klima inspiriert den Architekturstar Bjarke Ingels: «Gerade weil Menschen den Klimawandel hervorbringen und beschleunigen, werden sie auch die Lösung sein.»

Über den dänischen Architekten Bjarke Ingels werden Netflix-Filme gedreht. Mit seinen Fans kommuniziert er bevorzugt über Instagram. Dabei vertritt er die Ansicht, dass Klimaschutz nichts mit Verboten, sondern mit der Steigerung von Lebenslust zu tun haben sollte. Antje Stahl traf ihn in Norwegen zum Gespräch.

Antje Stahl30.10.2019, 05:30 Uhr

 


Bjarke Ingels, Gründer des dänischen und internationalen Architekturbüros BIG. (Bild: PD)

Über die Königin Sonja von Norwegen könnten wir jetzt ein wenig plaudern: Vor wenigen Wochen hat sie, begleitet von der Blasmusik der Militärkapelle, nämlich nicht nur ein Privatmuseum nördlich von Oslo eingeweiht. Nein, sie hat für die knapp 500 Gäste dieses Events auch noch höchstpersönlich bunte Landschaftsdrucke angefertigt. Im Anschluss an Reden, Dinner und Party wurden diese Bilder von knöchrigen Bäumen handsigniert und zusammen mit einer Elchwurst in einem Jutebeutel ausgehändigt.

Ob Sonja dieser bizarren Goodie-Bag-Mischung zugestimmt hat?, fragte man sich. Oder sie den anderen Künstlern Konkurrenz machen wollte, die hier ausgestellt werden, darunter Anish Kapoor, Yayoi Kusama und Olafur Eliasson? Das werden wir an anderer Stelle klären müssen. Die Royals (der Kronprinz Frederik von Dänemark war auch da) würden uns einfach zu sehr von unserem eigentlichen Protagonisten abbringen: Immerhin steht der Architekt Bjarke Ingels hier im norwegischen Wald bei Jevnaker für ein Interview zur Verfügung.

Über Wochen, ach Quatsch, Monate haben wir sein Architekturbüro BIG angeschrieben mit der Bitte, uns doch endlich einmal einen Termin mit dem dänischen Architekten einzurichten, der so ganz anders über den Klimawandel, die Nachhaltigkeit und die Krise spricht, als man das von Aktivisten und Politikern und sogar von Architekten so gewohnt ist. Netflix-Filme werden deshalb über Bjarke Ingels, Jahrgang 1974, gedreht, er gibt TED-Talks und kommuniziert mit seinen unzähligen Fans über Twitter und Instagram (mit immerhin knapp 700 000 Followern). Das macht ihn zu einem der wenigen Architekten, die nach den Massen greifen. Auch Investoren lieben ihn für seine Storytelling-Künste, überhäufen ihn weltweit mit Aufträgen. Manhattan soll er sogar vor dem steigenden Meeresspiegel retten und bis 2050 einen neuen Landstreifen rund um den südlichen Teil der Insel bauen. Kollegen nervt dieser grossmassstäbliche Erfolg des Büros natürlich. Über die Universität Harvard findet man einen offenen Brief, in dem sogar der Nachwuchs zugibt, wie neidisch er auf den Erfolg von Ingels ist – und wie frustriert, dass er die Welt mit seinen Mammutprojekten vielleicht doch nicht retten wird. Es gibt also viel zu besprechen. Eine halbe Stunde gewährte uns die PR-Maschine anlässlich der Eröffnung des Museums in Norwegen mit diesem Pop-Star. Verschwenden wir daher keine Zeit und . . .

. . . schauen uns mit ihm in aller Ruhe ein Foto von seinem knapp einjährigem Sohn auf seinem Mobiltelefon an, das er auch auf seinem Instagram-Account teilt . . .

Wie heisst Ihr Sohn?

Darwin. Er hat auch seinen eigenen Instagram-Account, da ich so viele Fotos von ihm poste. Ich bin halt wie alle anderen Eltern auch: Ich denke, er ist das interessanteste, faszinierendste, schönste, brillanteste Wesen.

Als Anmerkung der Redaktion müsste an dieser Stelle eigentlich zum ersten Mal «lacht» auftauchen, da Bjarke Ingels aber ununterbrochen lacht, verzichten wir darauf und setzen ab sofort voraus, dass die Leserin dieses «Lachen» mitliest.

Und Darwin wie in Charles . . .

. . . ja, wie Charles Darwin. Er hat am 21. November Geburtstag, und Darwin hat sein erstes Buch, «Über die Entstehung der Arten», am 24. November 1859 publiziert. Seine Mutter Ruth ist zudem Spanierin, und der Name funktioniert sowohl auf Spanisch als auch auf Dänisch und Englisch. Und Ruth bedeutet auf Hebräisch «Freund», und Darwin nannte man in England früher seinen «lieben Freund», und ja: Ich liebe halt Charles Darwin.

Herr Ingels, warum sind Sie eigentlich der einzige Architekt, der wirkt, als bereite ihm sein Job so richtig gute Laune?

Ha, ja, das ist lustig. Also ich glaube, mein Job bereitet mir genauso viel Freude wie anderen auch . . . Wir haben gerade eine Ausstellung eröffnet mit dem Titel «Formgiving», die uns Architekten und Designer ganz gut daran erinnern kann, was unseren Beruf eigentlich relevant und wichtig macht: dass wir dem eine Form geben, das noch keine hat, der Zukunft und insbesondere der Zukunft, in der wir gerne leben möchten. Und ich kann mir einfach keine aufregendere und bedeutungsvollere Aufgabe vorstellen als diese. Selbstverständlich ist es manchmal hart und eine echte Herausforderung – es war definitiv nicht immer lustig, an diesem Projekt zu arbeiten, es gab viele «Fuck, yeah»-Momente, dann aber auch wieder viele wie «Jeeesus».

Bjarke Ingels liebt Comics, das sollten wir vielleicht kurz erwähnen. Sein Architekturcomic «Yes is more» wurde sogar vom strengen Architekturbetrieb einigermassen ernst genommen. In diesem Archicomic formulierte die Bjarke Ingels Group, kurz BIG, zum ersten Mal die Hoffnung, dass umweltverträgliche Architektur nicht aussehen müsse wie langweilige Betonkisten und nicht unbedingt Einschränkungen für seine Nutzer bedeuten müsse.

Auf ihrem Instagram-Account haben Sie das Foto eines Mannes gepostet, der aussieht wie Sie in sagen wir 30 bis 40 Jahren. Hilft Ihnen das, sich in die Zukunft hineinzuversetzen?

Jaaa, wie alle war auch ich von dieser App fasziniert . . .

. . . die einen mithilfe von Filtern in einen alten Menschen verwandelt. Stellen Sie sich vor, Sie wären 80 Jahre alt: Was haben Sie bis dahin erreicht?

Also wenn man in Lebenszeit rechnet, habe ich etwas mehr als die Hälfte hinter mir, richtig? Idealerweise würde ich für Dinge erinnert werden, die ich noch nicht gemacht habe. Ich meine, ich bin sehr glücklich mit unseren Projekten, aber wir lernen doch ständig dazu und arbeiten dafür oder sehnen uns danach, zu wachsen, uns geistig und kreativ weiterzuentwickeln. Insofern hoffe ich, dass unser bedeutsamster Beitrag noch vor uns liegt.

Und Sie haben noch keine Vorstellung davon, wie dieser aussehen könnte?

Grundsätzliche Ideen, die unsere Praxis seit vielen Jahren prägen – wie «Utopian Pragmatism» oder «Hedonistic Sustainability» –, werden auch in Zukunft eine grosse Rolle für unsere Arbeit spielen. Genauso wie die Überzeugung, dass Architektur und Design nichts mit Stil oder Ästhetik zu tun haben, sondern vielmehr der Zukunft eine Form geben.

«Hedonistic Sustainability» ist ein so aufregender Gedanke, immerhin vertreibt er endlich die Vorstellung, dass Nachhaltigkeit Verzicht und Verbote bedeuten wird: nach dem Motto, wenn wir die Umwelt schützen wollen, müssen wir unsere Freiheit aufgeben, dürfen wir nicht mehr fliegen oder kein Fleisch mehr essen. Sie hingegen sagen: Nein, nachhaltig kann Vergnügen bereiten, Lust steigern. Hätten Sie damals, als Sie im Jahr 2005 BIG gründeten, gedacht, dass Sie so viel Erfolg haben würden?

Auf keinen Fall. Ich war nie besonders ambitioniert oder strategisch. Ich habe mein eigenes Büro nur deshalb aufgemacht, weil ich bereits für einige Architekten rund um die Welt gearbeitet hatte und wusste, dass ich mich jenseits der Politik weiterentwickeln wollte, die in Architekturbüros so am Wirken ist. Insofern gingen mir eher die Alternativen aus, als dass ich einen Plan gehabt hätte.

Das lassen wir jetzt einfach mal so stehen.

Immer mehr Menschen gehen für die Zukunft auf die Strasse. Was sie antreibt und zugleich abschreckt, ist die Vorstellung eines zerstörten Planeten Erde. Was halten Sie von einem politischen Aktivismus, der auf apokalyptische Szenarien setzt?

Ich denke nicht, dass Hoffnungslosigkeit besonders motiviert. Es gibt sehr viel Ungewissheit über die Zukunft, wir wissen nicht, ob so ein Szenario wirklich Realität wird. Wenn die Erde allerdings unsere einzige Anlagemöglichkeit ist, wäre es weise, sich besonders gut um sie zu kümmern. Wir können es uns schlichtweg nicht leisten, überrascht zu werden oder es zu versauen. Ich war gerade in Berlin auf der Konferenz «Manhattan Projects», auf der sehr proaktiv über neue Technologien und den Klimawandel gesprochen wurde: Es ging konkret darum, wie man CO2-Emissionen reduzieren kann, um CO2-freie Industrie und Investitionen in profitable Unternehmen. So etwas zeigt doch: Wir stehen vor einer grossen Herausforderung und Krise, aber wir Menschen sind sehr gut darin, damit umzugehen. Ich bin also optimistisch, nicht weil ich denke, dass sich die Dinge von selbst regeln, sondern weil wir sie regeln werden.

Viele Ihrer Projekte scheinen den Klimawandel nicht verhindern zu wollen, sondern vorauszusetzen. «Oceanix City» zum Beispiel besteht aus Inselgruppen, die im Meer schwimmen können. Sie bieten Wohnraum für kleinere Gemeinden, die im Jahr 2050 aus ihren überfluteten Städten vertrieben worden sein würden, und Anbauflächen für Muscheln und Austern, Kultur- und Sportzentren, Sonnendächer. Alles in allem ein «menschengemachtes Ökosystem» ohne Abgase und Abfall, das einem Paradies gleicht. Ist es nicht zynisch, den steigenden Meeresspiegel als Versprechen zu verkaufen?

Der Chemiker und Klimaexperte Sir David Kind zeigte jüngst Bilder aus Sibirien, wo bekanntlich die Permafrostböden tauen. Das setzt den Kohlenstoff frei, der darin gespeichert ist, und das führt zu massiven Explosionen. Wenn sich die Welt verändert, entstehen also sehr grosse Probleme, aber wir können sehr gut mit so etwas umgehen. Das Leben entwickelte sich ja auch durch Anpassung, und die Menschheit entwickelt sich durch die Fähigkeit zur Kollaboration.

Ob unser aller Zukunft so aussieht, sei einmal dahingestellt. Das Architekturbüro BIG allerdings will auf die steigenden Meeresspiegel reagieren und entwarf eine Stadt aus Inseln, die im Jahr 2050 bis zu 10 000 Menschen beherbergen soll. In Oceanix City werden sie sich selbst versorgen können, etwa durch Algenfelder, Austern- und Muschelbänke. Es gibt Bildungseinrichtungen, Sportzentren und Krankenhäuser sowie Baumschulen für Bambus, «der sechsmal so belastbar» sei «wie Stahl». Und selbstverständlich einen nachhaltigen Energiehaushalt. (Bild: PD)
Das Dach der neuen Firmenzentrale von Google soll mittlerweile stehen. Im Netz kursieren die Beweisfotos, und in Blogs wird über den Baufortschritt des grossen Campus in Mountain View, Kalifornien, berichtet. Wie der Panzer einer Schildkröte liegt er da im Silicon Valley, die Fensterfronten zwischen den zeltartigen Dächern werden «lächelnde Lichtgaden» genannt. Gemeinsam mit Londons Heatherwick Studio entwarf BIG das neue Gesicht der weltweit erfolgreichen Internetsuchmaschine. (Bild: BIG)
Die Bjarke Ingels Group denkt gerne im grossen Massstab: An der West 57th Street stellte BIG 2016 eine Wohnpyramide fertig. VIA heisst das Gebäude mittlerweile offiziell mit seinen rund 700 Wohneinheiten, das BIG als «courtscraper», also eine Mischung aus Hof und Hochhaus, beschreibt. (Bild: PD) Im Hofgarten von VIA befindet sich nämlich, wie man das eher von europäischen Städten mit Blockrandbebauung gewohnt ist, ein grosser Garten. Blick zum Hudson River an der West 57th Street. (Bild: PD) Das 2009 bezogene «8-House» oder «Endless House» verbindet über eine Schlaufe 475 Wohneinheiten. Es gibt ein- bis zweigeschossige Reihenhäuser und Apartments für Singles, Büros und Geschäfte und öffentliche Wege, die diese miteinander verbinden. In Ørestad auf der Insel Amager, zwischen dem Flughafen und Kopenhagen, wo das Gebäude sich befindet, entstand so eine kleine Stadt in der Stadt. (Bild: PD) Die über einer Parkgarage gestapelten Mini-Villen des «Mountain House» in Ørestad waren das international vielbeachtete Erstlingsprojekt von BIG aus dem Jahr 2006. Hier spielte das Architekturbüro mit Formen aus der Natur, um der Architektur ein grünes Image zu schenken. (Bild: PD)

Close-up der Mini-Villen. (Bild: PD)
Mountain House aus der Ferne. (Bild: PD)
Öffentlicher Raum: Der «Rote Platz» in Kopenhagens Superkilen-Anlage mit Versatzstücken, die an die multikulturelle Gesellschaft im Stadtteil Nørrebro erinnern sollen. (Bild: PD) Mit kubischen Aufsätzen gelang BIG beim Transitlager auf dem ehemaligen Freilager im Basler Dreispitz eine überaus flächeneffiziente und formal wirksame Geste. Die Balkone der Übereck-Wohnungen blicken direkt auf das Wohnhochhaus «Helsinki» von Herzog & de Meuron. (Bild: PD) Die Visualisierung des «Atelier Musée Audemar Piguet» in Le Brassus im Vallée du Joux, das im April 2020 eröffnet wird, zeigt eine Reihe von Zugangsrampen, die im Winter zum Langlauf benutzt werden dürfen. (PD)

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Ob unser aller Zukunft so aussieht, sei einmal dahingestellt. Das Architekturbüro BIG allerdings will auf die steigenden Meeresspiegel reagieren und entwarf eine Stadt aus Inseln, die im Jahr 2050 bis zu 10 000 Menschen beherbergen soll. In Oceanix City werden sie sich selbst versorgen können, etwa durch Algenfelder, Austern- und Muschelbänke. Es gibt Bildungseinrichtungen, Sportzentren und Krankenhäuser sowie Baumschulen für Bambus, «der sechsmal so belastbar» sei «wie Stahl». Und selbstverständlich einen nachhaltigen Energiehaushalt. (Bild: PD)

Trotzdem scheinen Zukunftsentwürfe wie «Oceanix City» zu sagen: Entspannt euch, wenn die Welt untergeht, können wir es trotzdem schön haben.

Ich bin davon überzeugt, dass wir die Zukunft beeinflussen können. Es ist phantastisch, ein Formgeber zu sein. Und es ist phantastisch, dass es jetzt hier in Norwegen ein Museum gibt, das zwei Flussseiten miteinander verbindet, dass ich so etwas in einem Zeitraum von acht Jahren verwirklichen durfte. Fast gleichzeitig eröffneten wir das Kraftwerk in Kopenhagen, auf dem man Skilaufen kann, weil wir das sauberste Kraftwerk in der ganzen Welt gebaut haben. Also ja, wenn wir nichts tun, kann eine Menge schiefgehen – aber deshalb sollten wir nicht nichts tun.

(Kurzer Einschub: Copenhill, eine Müllverbrennungsanlage in Kopenhagen, auf der man tatsächlich Skilaufen kann, wird schon seit Jahren in der Presse diskutiert. Es ist eines dieser Prestigeprojekte des Architekturbüros BIG, das so falsch wie richtig wirkt: Abfall wird hier in Strom verwandelt, und modernste Abgasfilter sorgen dafür, dass keine Giftstoffe in die Atmosphäre treten, wie die dänischen Behörden nun endlich auch attestierten. Kindern ist es nun ab sofort hochoffiziell erlaubt, auf dem Gebäudeberg im Industriegebiet Ski anzuschnallen. Es gibt zwar keinen Schnee, aber das grüne Plastik auf dem Dach der Müllverbrennungsanlage tut es offenbar auch. Die Frage ist nur, ob diese Form der «Hedonistic Sustainability» – «hedonistischen Nachhaltigkeit» – dem Nachwuchs nicht auch signalisiert, dass Abfall gut für die Freizeitgestaltung ist.)

Was schlagen Sie vor?

Man sollte mit praktischen, handfesten Vorschlägen kommen. Wir arbeiten gegenwärtig an einer Art Meta-Projekt, das wir Masterplanet nennen, also einen Masterplan für den Planeten. Wir wissen ja, dass Menschen fähig sind, generationsübergreifend Einsätze zu koordinieren, die unendlich viele Ressourcen brauchen. So haben wir Kathedralen gebaut. Wir brauchen nur einen Masterplan. Gegenwärtig gibt es eine Menge Literatur und viele Dokumente, die das Chaos belegen und die Probleme definieren, aber es gibt nur partielle Klimaziele: Diese Stadt möchte dies zu diesem Zeitpunkt verändern und jene etwas anderes erreichen . . . aber das läuft nirgendwo in einem Masterplan zusammen.

Und wie sieht dieser «Masterplan-et» aus?

Wir müssen ihn erst noch erarbeiten, doch er wird einige grosse Privatunternehmen, internationale Institutionen, Investitionsmöglichkeiten und Entwürfe zusammenführen. Der Klimawandel liegt entweder in den Händen von Politikern, oder dann von Wissenschaftern. Was Architekten und Designer beitragen können, ist, dass Dinge realisiert, umgesetzt und gestaltet werden. Wir wissen, wie das geht: eine Idee zu verfolgen, dieses zu studieren und jenes zu testen und einen Fahrplan zu erarbeiten. Über unsere Zukunft sollten nicht Politiker und Wissenschafter entscheiden, sondern Architekten, Ingenieure und Investoren.

Können Sie sich vorstellen, mit Greta Thunberg zusammenzuarbeiten?

Klar! Greta ist ein grossartiges Maskottchen für eine Generation, die frustriert ist von der Vorstellung, dass die Welt unterzugehen scheint und niemand etwas dagegen tut. Ich würde gerne ihren Input hören, aber wir würden wohl schon sehr viel Expertise aus der Wissenschaft, der Technologie, der Chemie brauchen. Es wird um Materialien gehen, um konkret umsetzbare, praktische Lösungen.

Ein Uno-Bericht aus dem Jahr 2017 dokumentiert, dass die Bauindustrie 36 Prozent des weltweiten Energieverbrauchs ausmacht und fast 40 Prozent des Co2-Ausstosses. Architektur wird mit anderen Worten als Problem wahrgenommen, Sie präsentieren sie als Lösung. Wie geht das zusammen?

Wenn man die Menschen als Teil des Problems bezeichnen würde, wäre das wahr, aber gleichzeitig auch bescheuert, oder nicht? Gerade weil Menschen den Klimawandel hervorbringen und beschleunigen, werden sie auf jeden Fall auch die Lösung sein. Wenn wir das Klima auf der Erde quasi aus Versehen verändern, stellen Sie sich vor, was passierte, wenn man es bewusst verändern möchte. Wir haben die Kapazität – die Kraft dazu.

Und trotzdem zerstört die Bauindustrie die Umwelt. BIG wird im «WA100»-Ranking mit 248 Mitarbeitern auf Platz 50 der weltweit grössten Architekturbüros geführt. Ihre Projekte machen dem Namen Ihres Büros alle Ehre: Es sind riesengrosse Wohnkomplexe, Hotels, Hochhäuser für Grossinvestoren. Wie passen Klimaschutz und Architekturgeldmaschine zusammen?

Jeder, der denkt, dass Architektur so ein grosses Problem darstellt, sollte versuchen, obdachlos zu sein. Wenn Gebäude ein Problem sind, dann schaffen Sie sie ab. Dann wird es nur sehr hart, den Winter in Zürich zu überstehen.



Das ist eine sehr polemische Antwort.

Ja, es ist auch eine dumme Antwort, klar, aber wenn wir die Wahl haben zwischen Architektur und Obdachlosigkeit, entscheiden wir uns für die Architektur. Es gibt nur sehr wenige Orte auf der Welt, wo 7,5 bis 8 Milliarden Menschen ohne sie leben könnten, jedenfalls nicht in Norwegen, Zürich oder Kopenhagen: Wir brauchen Architektur. Eines der Merkmale, die das Leben im Gegensatz zu toter Materie definieren, ist, dass es Energie verbraucht. Energie zu verbrauchen, ist also keine schlechte, sondern eine gute Sache, jedenfalls wenn man das Leben für eine gute Sache hält. Wir wollen Energie verbrauchen. Wir wollen sie nur nicht verschwenden. In gewisser Hinsicht ist das auch das Problem mit der Luftverschmutzung: CO2 und Treibhausgase sind Nebenprodukte, die niemand will oder braucht. Aber was ist, wenn sie Ressourcen werden, wenn sie neue Dinge hervorbringen – Kohlenstofffasern zum Beispiel? In der Schweiz gibt es die Firma Climeworks, die eine Technologie entwickelt hat, die Kohlenstoff einfängt.

So wie die Staubsaugerschiffe das Plastik aus den Meeren fischen sollen. Statt die Ursache – den Einsatz von Plastik, die Verpackungsindustrie und so weiter – zu bekämpfen, erfindet man immer neue Maschinen. Das kurbelt die Wirtschaft an.

Sehen Sie der Wahrheit ins Gesicht. Wenn man saubere Luft einatmen möchte, sollte man aufhören zu rauchen, aber man tut es nicht. Also müssen wir die Luft reinigen, solange wir noch rauchen. Es sind eben noch nicht alle Autos elektrisch und alle Kraftwerke sauber, globale Erderwärmung ist Realität. Ich stimme ja zu, dass man an die Ursache des Problems kommen muss, aber solange wir diese nicht behoben haben, müssen wir uns mit anderen Mitteln behelfen. Ich bin Optimist, wir haben die Kultur, damit umzugehen, es müssen nur sehr viele Menschen sehr viel Energie hineinstecken.

Architekten versuchen das Problem ja nicht selten architektonisch zu lösen: Beispielsweise indem nicht neu gebaut, sondern der Bestand genutzt wird oder Bauabfälle wiederverwertet werden.

Das ist auch eine sehr gute Idee. Alle unsere Büros befinden sich in bestehenden Gebäuden, wir verwandeln einen alten Department-Store auf der 5th Avenue in New York in ein Büro, eine alte Lagerhalle in Soho in den Hauptsitz von «The Atlantic» und ein altes Hafenbecken in ein Museum. Klar. Aber wenn Sie sich das Bevölkerungswachstum anschauen, ist es klar, dass wir mehr Gebäude brauchen werden, dass wir alte ersetzen müssen, dass Leute vielleicht einmal aus ihren Hütten ausziehen wollen, die sie mit zwölf Familienmitgliedern teilen. Es wäre aberwitzig, Architektur zu verdammen. Sie ist im Gegenteil so gut, dass sie die Lebensqualitäten verbessern kann, ein Kind vielleicht davor schützt, verpestete Luft einzuatmen. Wir fangen doch gerade erst an, die Konsequenzen unseres Handelns zu verstehen, daher werden wir sie auch entschärfen und in etwas Positives verwandeln können.

Sie glauben an den guten alten Fortschritt.

Gleichgewicht ist kein stabiler Zustand – ein Seiltänzer balanciert, denn wenn er stillstünde, würde er sofort fallen. Er bewegt sich ununterbrochen ein klein wenig, das heisst, er verwendet sehr viel Energie darauf, sein Gleichgewicht zu halten.

Sprechen Sie über sich selbst? Sie bewegen sich ja auch ständig. Laut Ihrem Instagram-Account pendeln Sie zwischen dem Burning-Man-Festival in der Wüste des US-Bundesstaates in Nevada, King’s Landing, dem Hauptschauplatz der Fernsehserie «Game of Thrones», den Malediven, griechischen Inseln und natürlich Skandinavien. Wie ist Ihr ökologischer Fussabdruck?

Es ist sehr nett, dass Sie das fragen. Ich fliege nämlich mit SAS, und wir kompensieren den CO-Ausstoss aller unserer Geschäftsflüge.

Und wie sieht es mit dem ökologischen Fussabdruck Ihres Unternehmens aus?

Den habe ich noch nicht berechnet, aber ich mit mir sicher, er ist praktisch im Minusbereich . . .

Wie angekündigt, stand uns für dieses Gespräch nur eine halbe Stunde zur Verfügung. Bjarke Ingels muss eine Gruppe von internationalen Journalisten nun durch «The Twist», das private Brückenmuseum in Norwegen, führen. In einer Stunde wird auch Königin Sonja mit der Blaskapelle und ihren bunten Landschaftsbildern eintreffen. Der Kunstsammler, erfolgreiche Geschäftsmann und Skulpturenparkbesitzer Christen Sveaas begrüsst sie, wie seine besten Freundin. Prost. Vielen Dank. Und adieu.

Versöhnung mit sinnloser Architektur? Im norwegischen Privatmuseum «The Twist» glänzt das Aluminium, nicht die Kunst.

Antje Stahl 30.10.2019, 05:30

Ein dänischer Architekt baut auf Storytelling

svf. · Bjarke Ingels, Jahrgang 1974, gründete 31-jährig sein Büro Bjarke Ingels Group, abgekürzt BIG. Unterdessen ist das Unternehmen nach Kopenhagen auch in New York, London und Barcelona ansässig und wird von 17 Partnern, 26 Associates und 15 Direktoren geführt. Ingels’ Karriere begann mit dem Wohnungsbauboom in Kopenhagens südlicher Stadterweiterung Ørestad, wo er zuerst mit zwei figurativen Grossbauten (in Form der Buchstaben V und M und dann als Hügellandschaft über einer Parkgarage) auf sich aufmerksam machte.

Der internationale Durchbruch erfolgte dann 2009, ebenfalls in Ørestad, mit dem «Endless House» (nicht zu verwechseln mit Friedrich Kieslers konzeptueller Arbeit), das gar kein Haus, sondern ein ganzes Quartier aus Reihenhäusern entlang einer inneren Strasse ist. Diese führt wie eine Möbiusschlaufe, oder eben wie eine liegende 8 für unendlich, durch die riesige Struktur. Entgegen der anfänglichen Skepsis der traditionellen Städtebauer, ob hier nicht der Traum formalistischer Megastrukturen wieder auflebe, wurde das 8-House von den Bewohnern gut angenommen und trotz der peripheren Lage zum lebendigen Quartier. Die Idee, Le Corbusiers «Unité d'habitation» in einer zeitgenössischen Adaption weiterzuführen, ist in den eng verschachtelten und ineinander verschränkten Reihenhäusern, Wohnungen und Erschliessungswegen spürbar. Das einzige Problem sind vielleicht die vielen Architekturtouristen, denen am Aufgang zur Rampe mitgeteilt wird, dass ihre Besuche hier eigentlich nicht erwünscht sind.

Zu den zahlreichen und internationalen Grossprojekten, die BIG seither entwerfen und teilweise verwirklichen konnte, gehören auch ein pyramidenförmiges Wohnhochhaus in New York und das Lego-House im dänischen Billund, welches als Hotel das dänische Lego-Land ergänzt. Sie alle zeigen nicht nur die bildhafte Sprache des Büros, sondern auch die Massstabspielereien und zuweilen die Masslosigkeit von BIG. Legosteine werden hier buchstäblich zum Modell für einen Häuserblock, oder eine von Uhrwerken inspirierte Spirale wird zur Rampe für Langläufer: so im «zugleich zeitgenössischen wie traditionellen» Uhrenmuseum mit Gästeunterkunft «Musée Atelier Audemars Piguet» in Le Brassus (Vallée de Joux) in der Romandie, das zur Zeit im Bau ist und im Frühjahr 2020 eröffnet werden soll. In der Schweiz bereits fertiggestellt wurden 2016 der Umbau und die Aufstockung des Transitlagers am Dreispitz im ehemaligen Freilager in Basel-Münchenstein.

Die Ausstellung «Formgiving» von BIG im Danish Architecture Center, Kopenhagen, läuft noch bis zum 12. Januar 2020.



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Vivere la c i t t à

A Vittoria, falcia due bambini con un Suv

 

Un galantuomo, figlio di galantuomo, ubriaco e imbottito di stupefacenti falcia due tenere vite e allora ci si chiede come funzionano le istituzioni in „questa“ italia senza regole con un un numero esorbitante di forze dell' ordine a garanzia del disordine, corroborate dalla presenza di guardie e comandanti di guardie municipali, onorevoli, piccoli e grandi, che „legiferano“, carabinieri con mitra spianati e gambe regolarmente divaricate e paletta conficcata nel gambale, talvolta in divisa impeccabile, scarpe da passeggio, camicia bianca, cravatta e guanti neri davanti ad una indicazione stradale con la scritta: Corleone.

 

E con tutto ciò cresce l' olocausto di giovani vite immolate sull' altare dell' ignavia, dell' ignoranza e del disordine istituzionalizzato e a nulla vale predicare che appana varcato il confine che separa il Trentino dal Sudtirolo la realtà assume altre sembianze che, poi, sono quelle dell' ordine e della presenza di Stato e sane Istituzioni dove questi doni del cielo valore e presenza hanno.

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Artisti a confronto

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Artisti a confronto



Da Giorgio De Chirico

 

 

a

 

Massimo Colonna

 

 

 

con la realtà che resta quella che noi riusciamo ad immaginare.

 

Dalla grafica (a destra) distinguiamo a malapena se si tratta di una foto o di un Rendering e, se si una foto si tratta, potrebbe essere anche un fotomontaggio. È l' insicurezza che traspare dal lavoro di Massimo Colonna nella certezza Assoluta che si tratta di composizione generate al Computer capaci di ammaliare lo spirito grazie alle tenue tonalità cromatiche, ad un chiaro ordine geometrico ed all' incanto della sorpresa: un tutto che genera pacatezza, una realtà deformata sulla soglia di sconfinare nella finzione, come sovente accade nella nostra realtà quotidiana nella quale perfezione e imperfezione vengono percepite in quella maniera soggettiva, impossibile nella percezione di ordine e disordine in quanto l' uno non può essere confuso con l' altro, e viceversa, avendo ciascuno le sue connotazioni e i suoi caratteri con l' illusione e/o il metafisico come meccanismo capace di sottrarre alla perfezione e all' imperfezione il loro significato.

Comunque sia, un architetto che disegna col cuore e cavalca le onde hertziane del sentimento non può che trarre isprazione dai mondi di Giorgio De Chirico e Massimo Colonna e così accostarsi all' uomo, per il quale disegna un oggetto d' uso o <pro-getta>.una casa, ed alla natura della quale deve rispettar(n)e l' integrità, con umiltà.

È possibile.

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