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eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Prove di disgelo dal recente incontro tra monsignor Giuseppe Marciante, Vescovo di Cefalù, e il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci

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Ambito molto complesso, quello dell' immigrazione, che deve restare di competenza della politica a tutti i suoi livelli, nazionale, europeo e mondiale, senza interferenze di secondi e terzi, populisti e filantropi da sinistrume nel ruolo di sciacalli alla ricerca di vetrina, come con fermezza, chiarezza di visioni e determinazione da Grecia, Francia, Germania e Paesi „frugali“ a livello europeo è in via di soluzione il dramma umano di Lesbo.

Ho colto l' impressione che Monsignor Marciante abbia voluto fare soltanto vuoto protagonismo narcisista, ma anche stupido movimentismo che potrebbe mettere a buon uso all' interno della sua traballante grande famiglia con Francesco, quello "vero", che ancora continua a puntellare

 

„la basilica lateranense (metafora della Chiesa cristiana del tempo, ndr) già prossima alla rovina; la quale era sostenuta da un poverello mettendole sotto il proprio dosso perché non cadesse“ (così nella Legenda Maior, III, 10, di san Bonavetura di Bagnoregio) con il papa Innocenzo III

disteso sul letto a sognare il Santo che sostiene la Basilica di San Giovanni in Laterano pericolasemente inclinata. San Francesco con la sua predicazione salverà così la Chiesa dalle accuse di corruzione e decadenza.

Si tratta della sesta (Sogno di Innocenzo III) delle ventotto scene del ciclo di affreschi della storia di san Francesco`, dipinta nel 1299, che si ammirano nella Basilica superiore di Assisi,

attribuiti a Giotto di Bondone (forse ipocoristico* di Ambrogio (Ambrogiotto), o Angiolo, Parigiotto, Ruggero (Ruggerotto) o ancora Biagio, senza escludere l' ipotesi che Giotto possa essere un nome proprio, conosciuto semplicemente come Giotto (Colle di Vespignano, Vicchio 1267(?), Firenze 8 Gennaio 1337).

 

*ipocoristico: in linguistica la modificazione fonetica o raccorciamento di un nome di persona che può originare un diminuitivo o un vezzeggiativo. P.e.: Luigi . . . Lui | gino, il nostro bravo ministro degli Esteri, nato, politicamente, per destinazione divina come leader, poi da esperto di pianificazione pseudo-economica e ora esperto di relazioni internazionali in quell' Italia contemporanea, democrOtica e repubblicOna, che canta Bella Ciao, dove gli asini, ragliamdo . . . . ragliando, diventano presidenti di Regione, oggi „Governatori“ (Zingaretti), vice-ministri (Gianfrà Cancelleri,) e ministri (Paola De Micheli, dottoressa in Scienze politiche, in passato impegnata in una societá cooperativa di lavorazione e trasformazione del pomodoro), entrambi responsabili in società con sottosegretari, di un sedicente Ministero delle Infrastrutte e dei Trasporti (sic) - successore di quel fantomatico Ministero dei Lavori Pubblici che fece grande e potente l' Italia, e rcchi tanti sciacalli del dopoguerra. I due sono i prossimi gestori di un fantomatico Recovery fund del quale s' incomincia a conoscre una saggia ed oculata impostazione a base di: assunzioni di precari nella pubblica disamminastrione, misure per lo smart working, voto elettronico per gli italiani all' estero, fino ad una costellazione di piccoli satelliti per il monitoraggio delle discariche di rifiuti solidi, liquidi e umani, ma anche di monitoraggio degli spazi atmosferici e siderali. Chi vivrà vedrà. E vedrà anche come si comporteranno i Paesi „frugali“ che, di certo, non accetteranno il ruolo di„fregati“.

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La tematica è si' complessa da imporre alcune considerazioni in relazione ai concetti di Diritto naturale e Diritto comune ricorrendo ad un apparente gioco di parole - che poi giuoco non è, bensì cosa molto seria che soltanto bravi giuristi potrebbero spiegarci – nel senso che non ci può essere Diritto in assenza di Diritto naturale e Diritto naturale in assenza in Diritto comune, laddove nella storia del Filosofia del Diritto per Diritto naturale o della Ragione (lat.: ius naturale) o legge naturale, viene inteso il richiamo costante all' Idea che si rifà all' esistenza di un primordiale ordine dell' essere sociale derivante dalla Natura dell' uomo o semplicemente dai suoi rapporti di vita allo stato naturale, in contrapposizione al Diritto positivo che in un determinato tempo regola come Diritto (ius), strictu sensu, con le sue leggi vincolanti e unanimamente riconosciute secondo l' Idea di Giustizia la vita di una comunità o di una comunità di diritto (ordine sociale statalmente organizzato).

La legge naturale, affinchè possa diventare reale, deve essere sempre rafforzata positivamente dalla legge, mentre, al contrario, il diritto positivo ha bisogno degli standard del diritto naturale al fine di poter assumere un ruolo regolatore delle relazioni e dei comportamenti umani. Molti studiosi del diritto in passato si sono posti la domanda <Perché non esiste legge senza diritto naturale>, chiarendo il pensiero del diritto naturale ponendolo al confronto con il rapporto tra diritto naturale e diritto positivo dilatato al rapporto tra abilità linguistica e linguaggio concreto. In altri termini, così come il neonato non potrebbe mai aggiornare e parlare i suoi naturali strumenti di linguaggio senza il linguaggio della madre, così poco la legge naturale diventerebbe reale senza una legge positiva concreta. Ora il diritto del bambino sano di sviluppare la sua capacità di parlare attraverso un aiuto esterno è già garantito dalla dignità umana ancorata nella Legge Fondamentale, ma che dire dell'immutabilità della natura con cui nasce? Se ci fosse la possibilità di migliorare significativamente l'embrione, la dignità umana sarebbe un ostacolo per capire che, se si vuole rendere la politica eugenetica socialmente accettabile – E dio dovrebbe sapere quanto in “questa” italia sia urgente - occorre porre in gioco la sua richiesta di "idoneità genetica".

In tal senso ricordiamo a monsignore Marciante che, se nel nome del concetto sublime della dignità umana si dovesse fondare l' auotodeterminazione normativa dell' uomo e corrispndentemente interpretare male i diritti umani non si otterrebbe altro che la pretesa ai liberi movimenti dei migranti in ogni Paese di loro gradimento ignorando i confini di Stato. Con l' abrogazione dei confini nazionali si persegue soltanto anarchia. Dal punto di vista di un "socialfascista" come chi scrive, la dignità umana è da intendersi come un concetto fondamentale di etica e di diritto da non confondere con una dispensa già esistente di ricette primitive di delizia mondiale.

Cosa insegna, allora, l'individualismo normativo e cosa s' intende per tale?

Essenzialmente si tratta del pensiero fondamentale della filisofia liberale, secondo cui il riferimento finale ultimo di una giustificazione di decisioni etiche, morali, giuridicche e politiche è l' individuo, non il colletivo, sia esso la famiglia, una comunità religiosa o lo Stato inteso come polis. Insomma al centro di ogni teoria individualista normativa c' è l' uomo con le sue esigenze e interessi.Le decisioni di una comunità e anche le sue norme e regole, sono consguentemente giustificabili soltanto se tengono conto delle esigenze che li riguardano. In ispecie in Germania è stato Dietmar von der Pfordten ad analizzare il conceto dell' individualismo normativo approfondendo i principi di un' etica normativa-individualistica.

L' individualismo normativo è nettamente in contrasto con le teorie che ammettono la giustificazione di decisioni collettive riguardanti una comunità. Un' etica o una filosofia politica ha tratti collettivistici se antepone all' individuo una comunità. In tal caso l' individuo è visto più come parte di un collettivo e le sue esigenze vengono considerate nella misura in cui sono conciliabili con i fini o gli interessi del collettivo. E se il collettivo è lo Stato, vale allora il principio etico di Giovanni Gentile secondo il quale <lo stato è tutto, l' individuo nulla>.

In un articolo scritto per Repubblica e pubblicato il 06/08/2009 la studiosa di Scienze sociali Nadia Urbinate ebbe tralaltro a notare che „la reazione che si sta (per fortuna) alzando giorno dopo giorno contro le abitudini private e pubbliche del nostro premier (Berlusconi, ndr) mostra, ha scritto Michela Marzano su Repubblica, un' Italia <individualista, materialista e machista che ha vergogna quando si guarda allo specchio“, così come ha vergogna, oggi, quando tutti i quotidiani-spazzatura e, purtroppo, qualch' altro estero hanno fatto di un Berlusconi colpito da Coronavirus un caso cosmico che nel peggiore dei casi avrebbe oscurato il Golgata mondiale da XXI Secolo.

L'alternativa sbagliata: tra natura matematico-fisica e interessi umani da una natura che appartiene all'individuo e alla società, l'individualismo normativo prende le distanze dalla posizione di un sé scettico che reagisce ai suoi bisogni. Questo individualismo non vuole parlare della natura umana, forse perché non può essere provato da teorie scientifiche. Anche la metafisica è "troppo ampia". Tuttavia, l'ancoraggio della legittimazione al terreno di giudizio del sentimento umano e il bisogno umano di autodeterminazione non è più all'altezza delle obiezioni di una comprensione riduzionista della natura. Assumendo leggi causali oggettive con metodi matematico-fisici, allora una coscienza, un ego agente o sofferente, un individuo affetto non può essere osservato. D'altra parte, se si afferma che torturare una persona semplicemente per il fatto di essere cattiva e malvagioa, allora si segue il primo principio della legge naturale. La reazione all' esempio della tortura mostra che l' uomo moderno è in grado di distinguere tra il bene e il male e che per il cristiano il riferimento diretto a Dio o ad un essere divino è decisivo per una giustificazione religiosa o trascendente, ma in in considerazione della plurizzazione delle visioni del mondo in un' etica secolare e immanente, non può costituire una base di sostegno. Persino una legge naturale dipende in ultima analisi da vaste ipotesi metafisiche. Questa visione della legge naturale è, pertanto, un errore.

Se il cristiano si schiera a favore della protezione della vita degli embrioni, il suo pensiero è esso stesso basato su presupposti metafisici. È proprio attraverso un consenso implicito a un diritto naturale che differisce dall'individualismo estremo. L'individualismo estremo, qualcosa come quello di un boss mafioso, potrebbe sempre giustificare i suoi crimini con la sua alterità. Il termine scettico strumentalizzato "pluralizzazione delle visioni del mondo", che è stato infestato da alcuni filosofi moderni, non era né un ostacolo negli stati ben ordinati in passato, né lo è oggi, dal momento che i cittadini discutono criticamente cosa è giusto e cosa è meglio per poter vivere insieme e nello specifico del fenomeno (im)migratorio e nel contesto di una una democrazia compiuta, come si deve comportare il sistema che li rappresenta: la (buona) politica.

La Chiesa contro Musumeci: „Penoso“, scrisse un ruffiano cronista di quel Blog Sicilia che di cronaca spicciola quotidiana, politica „tuttifrutti“, ruffianesimo e ricette alimentari fa una vergognosa insalata mista tutta siciliana che fa pensare ad una, si „penosa“, somministrazione di alimenti, comunque sufficienti per sbarcare il lunario.

 

 

 

 

 

 

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