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(L. Mies v. d. Rohe)

 

Vivere la città

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Vivere la c i t t à

A Vittoria, falcia due bambini con un Suv

 

Un galantuomo, figlio di galantuomo, ubriaco e imbottito di stupefacenti falcia due tenere vite e allora ci si chiede come funzionano le istituzioni in „questa“ italia senza regole con un un numero esorbitante di forze dell' ordine a garanzia del disordine, corroborate dalla presenza di guardie e comandanti di guardie municipali, onorevoli, piccoli e grandi, che „legiferano“, carabinieri con mitra spianati e gambe regolarmente divaricate e paletta conficcata nel gambale, talvolta in divisa impeccabile, scarpe da passeggio, camicia bianca, cravatta e guanti neri davanti ad una indicazione stradale con la scritta: Corleone.

 

E con tutto ciò cresce l' olocausto di giovani vite immolate sull' altare dell' ignavia, dell' ignoranza e del disordine istituzionalizzato e a nulla vale predicare che appana varcato il confine che separa il Trentino dal Sudtirolo la realtà assume altre sembianze che, poi, sono quelle dell' ordine e della presenza di Stato e sane Istituzioni dove questi doni del cielo valore e presenza hanno.

 

Quante volte abbiamo sollecitato il solerte ministro dell' Interno di adoperarsi a portare civiltà nel traffico urbano ed extrurbano da terzo e quarto mondo di „questa“ italia ed il risultato è stato sempre una crescita esponenziale di morti e stragi sulle strade la cui responsabilità è da collocare „soltanto“ in una ignominiosa e spudorata assenza di Stato, leggi, regolamenti, norme e regole.Si, Stato e Istitizioni dello Stato mandanti di morti e stragi, assenza del minimo in qualità della vita nelle città e sul territorio, in genere, ovunque ti giri, ovunque vai, ovunque ti trovi.

 

È da decenni che il limite di velocità di 30 km/h nei centri abitati è realtà in tutte le città e i centri minori della Mittel- e Nordeuropa e gli esempi che hanno fatto scuola, provenienti sia sia da Olanda che dai Paesi di lingua tedesca, scandinavi e anglosassoni, sono stati ripresi e divulgati in tanti altri Paesi del mondo civile. Ora, sull' esempio della cittadina di Bègles, a sud di Bordeaux (Francia), in molte città dell' Europa i responsabili vanno alla ricerca di altre soluzioni finalizzate alla riduzione del traffico automobilistico e così l' iniziativa coraggiosa di sei mesi fa del sindaco, Clément Rossigno Puech, della cittadina francese di 27mila abitanti di estendere il limite di velocità di 30 km/h. (in molte città e per aree particolari della Germania 20 km/h.) su tutte le strade ha consentito di restituire agli abitanti la totale disponibilità del loro spazio pubblico, sia pure in un clima di relativa tolleranza – cioè assenza di controlli – che saranno rigidi a decorrere dal prossimo settembre.

                                                                                               

La prima fase di riduzione del limite di velocità a 30 km/h. avrà la durata di 1 anno e servirà raccogliere tutte le informazioni necessarie alla verifica secondo la quale la riduzione di 10 a 15 secondi per il percorso di 1 km ha come risultato la riduzione del 65 per cento del consumo di carburante con ricadute positive di non poco rilievo anche sull' effetto-navi(gatore), allorché nei casi di ingorghi d' auto e intensità di traffico per l' accesso alla città metropolitana di Bordeaux appositi sistemi di navigazione raccomandano agli automobilisti percorsi di allegerimento. Meno traffico in città e, pertanto, meno emissioni di gas nocivi nell' aria, meno inquinamento acustico e più sicurezza. Alla velocità di marcia di 30 km/h. per fermarsi occorrono 14 metri invece dei 28 alla velocità di 50 km/h. E così che il giovane sindaco ha voluto mantenere le promesse fatte agli elettori che in occasione della recente elezione per il Parlamento Europeo hanno concesso un suffraggio del 22 per cento al suo partito < Europe Energy>.

                                                             

Anche a Zurigo continuano gli stessi esperimenti, poiché nella Svizzera il dibattito sulla riduzione dei limiti di velocità non è di meno sentito, grazie anche al rigore della legge che garantisce al cittadino la difesa da inquinamento atmosferico e acustico. A tal uopo la città di Zurigo e il Cantone di appartenenza (Regione) hanno già deliberato l' attivazione di percorsi urbani sperimentali per testare gli effetti di riduzioni scalari della velocità automobilistica anche su su strade intercomunali. I risultati sono attesi per la fine del 2019.

                   Monaco di Baviera (Germania)

Occorre far rilevare che sia in Svizzera che in Austria e Germania (una triangolazione di comunicazioni inimmaginabile in „questa“ italia caotica e senza regole) il limite di velicità di 30 km/h. nelle strade di quartiere è da anni una costante. Dei 673 km di percorsi urbani nella città di Zurigo su ben 330 vige il limite massimo di 30 km/h. e la raccolta dei dati, oltre ad oggettivare il già surriscaldato dibattito, servirà da piattaforma per interventi a grande scala.

    Jan Gehl

Proposte e concetti per una maggiore sicurezza sono in fase avanzata di studio e sulla scorta dei principi sulla filosofia del traffico urbano sviluppati dall' olandese Hans Mondermann negli anni Novanta provedono la rinuncia totale ad ogni forma di segnaletica stradale, verticale e pavimentale, semafori, etc. e, pertanto, la realizzazion di cosiddetti <Shared Space>, nel più assoluto riguardo per i portatori d' handicap pesante, come ciechi e sordomuti, in particolare. Su scala europea e mondiale sono state molte le città che anche in arterie principali di traffico hanno adottto il sistema dello <Shared Space> con risultati molto positivi in termini di riduzione del numero d' incidenti.

                                                          

La città di Barcellona ha in corso di sperimentazione in alcuni quartieri il concetto dei <Superrilles> consistente nell' incanalare grandi correnti di traffico veicolare in blocchi edilizi prestabiliti in guisa che negli altri, privi di traffico, possano essere consentiti giuchi, svaghi e „paseo“ nella massima sicurezza.

                                             

L' architetto e pianificatore urbano danese Jan Gehl (ha rinunciato alla sdolcinata appellazione tutta italiana di „urbanista“), avversario deciso della guida autonoma, noto anche in Italia, è un pioniere di fama mondiale e le sue umanizzanti realizzazioni, in primis nella sua Kopenhagen sin da gli inizi degli anni Sessanta, hanno cambiato radicalmente il modo di vivere la città.

 

 

 

 

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