È così che si vive nell' edificio residenziale più radicale della città di Basilea

Written by Nicolò Piro on .

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Si tratta di una vera sensazione. Un edificio d' abitazione, la Cooperativa d' ateliers sull' Erlenmatt, che pone in discussione molte convenzioni, progettata dall' architetto Heinrich Degelo secondo il principio „EasyJet“ con la rinuncia a qualsivoglia comfort. Neanche un impianto di riscaldamento e costi minimi di costruzione. È la Svizzera che sorprende e sollecità alle sfide tecnologiche.

La maggior parte dei 36 residenti dell' edificio residenziale sono artisti per i quali è stato realizzato un tanto atteso desiderio: lavorare e vivere nello stesso posto nella considerazione che la creatività non nasce con la semplice pressione di un pulsante, essendo per gli artisti i confini tra il lavoro e la vita quotidiana semplicemente interconnessi con il vantaggio che a Basilea pochi sono i luoghi e gli edifici nei quali tale modello di vita si lascia realizzare a costi accessibili.

In tal senso un gruppo di artisti ha ha fondato una propria propria cooperativa: la Cooperativa d’ateliers. L' architetto Heinrich Degelo ha fatto del suo meglio per individuare il sito ideale sull' Erlenmatt-Est in grado di soddisfare i presupposti per una vita e uno spazio abitativo a prezzi accessibili grazie alla Fondazione Habitat che concede assegna i lotti edificabili in forza del Diritto edilizio e in base al principio-guida della promozione di progetti sociali, ecologici e sostenibili.



Secondo il menzionato principio dell' EasyJet gli inquilino hanno preso in possesso il rustico dell' edificio comprensivo del blocco sanitario eseguendo in proprio tutte le necessarie finiture interne, poiché negli atelier agli utenti vengono consegnati spazi con soffitti alti e pareti a vista da refinire. Ogni spazio dispone di un blocco sanitario posizionabile in modo flessibile composto da elementi di cucina e bagno.



Il rustico consegnato agli inquilini ha attivato la loro fantasia, come risulta ad un anno dal completamento. Con pannelli economci a tre strati in legno di abete, sono stati installati mobili „intelligenti“ come divisori con un soppalco integrato. L'altezza della stanza di 3,45 m si è rivelata particolarmente utile non solo per ragioni di microclima interno (parola chiave: protezione termica estiva): molti inquilini hanno fatto propria l'opzione del doppio uso dello spazio del pavimento con installazioni intelligenti. Poiché la combinazione dei soffitti e dei pavimenti in cemento grezzo, le pareti in blocchi a base di calce (il notissimo „Kalkstein“ nei Paesi di lingua tedesca, purtroppo sconosciuto in Italia) rivestite in legno hanno conferito agli spazi una piacevole e confortevole atmosfera.

 



La maggior parte delle cucine ha qualcosa di composito, frutto di improvvisazione, ma anche d' ingegno. Superfici in acciaio cromato, frigorifero nel bel mezzo del soggiorno, scaffalature del tutto assenti si pongono come accenti molto interessanti. La standardizzazione delle cucine nell'edilizia residenziale contemporanea, connotata da una riduzione all'essenziale con notevole risparmio economico, avrebbe certamente contrastato col modello di cucina componibile tradizionale.

Gli impianti elettrici sono a vista con prese e interruttori installati direttamente dagli inquilini. Il tutto razionalizzato ed eseguito in maniera tale che l'elettricità possa soddisfare tutte le necessità come l' alimentazione di semplici lampade pensili dal soffitto grazie anche al ricorso parsimonioso all'illuminazione artificiale da parte degli inquilini con i tendaggi a tutta altezza a creare un' atmosfera di suggestione in uno con la testura delle pareti e positive ricadute per quanto attiene la microacustica interna.


Oltremodo gradevole e rilassante l' atmosfera dei vani adibiti a laboratori domestici o d' arte dove entra in gioco la robustezza spaziale e costruttiva della casa con graffiature varie ed altri segni di usura delle pareti ad accrescere un senso di particolare vivibilità, ma anche di appartenenza.

 


Insomma, una considerazione globale sul carattere di vivibilità dell'
Erlenmatt lascia subito percepire un senso di appartenenza immediata degli spazi di vita e di lavoro, oltre ad un' elevato grado di flessibilità d' uso. Edilizia sperimentale veramente riuscita all' insegna della semplicità e, soprattutto, dell' economia, a dimostrare che un buon architetto, conscio della sua reponsabilità sociale, può e deve confrontarsi con le problematiche del tempo nel quale si vive con la mente rivolta al futuro. È possibile, diciamo noi, anche se un non celato spirito calvinista ci ricorda che si è nella piccola-grande Svizzera, capace di coniugare in silenzio, come da tradizione, innovazione, economia e semplicità.

 

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