< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

THE URBAN VISION

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Certo . . . . Castelbuono non è Shenzhen (Cina) con a Sud Hong-Kong e a Ovest Macao, né un Comune di un Paese della Mittel e del Nordeuropa, ma è un piccolo centro delle basse Madonie dalla dimensione (ancora) umana ad appena 14 km dal mare e da due arterie, ferroviaria ed autostradale, di grande rilievo che, in uno con la sua placida orografia, in ispecie quella a nord e ad est dell' agglomerato urbano, gode di tutte le premesse per essere promossa ad <area speciale di sviluppo economico> di un terziario avanzato da terzo millennio, capace di mobilitare risorse della natura più svariata tra il territorio meropolitano di Palermo fino alll' hinterland nisseno, il tutto da tessere con commercio, intrapresa, cultura e turismo. ambiti sufficientemente ispiratti dallo spirito intreprenditoriale e di grande respiro dai F. lli Martino, Nicola e Fausto Fiasconaro e facendo del generoso e raro dono della natura. la "manna", un punto di forza di benessere fisico dall' imprevedibile sviluppo. Il punto è come disegnare le linee-quadro di un sì grande progetto individuandone i cardini di base (pochi, ma efficaci) da ancorare saldamente alla visione di una politica da costruire passo....passo in realtà articolate e aperte nei modi più efficaci ad innovazione e flessibilità e e tali da connettere con i sempre più mutevoli e rapidi segni del tempo, poiché il mondo corre come mai è accaduto in passato e, pertanto è vietato sia restare indietro che lasciarsi trascinare dagli altri. Indispensabile è il dover entrare in sintonia con questo "ordine"di cose imponendosi coordinate sicure e individuere alla micro ed alla grande scala polarità di sviluppo tali da scuotere immobilismo, pigrizia e fatalismo, liberando, in primis, la politica dalle scorie umane e ideologiche che continuano ad impastoiarla. Poche idee, ma efficaci e di rottura, che non possono prescindere dai sani principi di ordine, partecipazione e democrazia , premesse tutte per poter crescere nel senso più vasto e nobile del termine, poiché sani crescita e sviluppo possono danzare soltanto in un <pas de deux> regolato dall' ordine. E quando si parla di ordine, da architetto con esperienza di di vita e professionale in un Paese come la Germania, non posso esimersi dal riferimento ad un ordine di Piano e Architettura e, per la nostra Castelbuono, esigere a breve scadenza l' eleborazione di una un Piano Regolatore Generale che in forza delle sue "indicazioni" (donde il suo carattere di programmazione) sia capace di fare buon uso di tutto il territorio comunale individuandone le più sagge "destinazioni d' uso" e i capisaldi di un Piano Particolareggiato, fecondato dal contributo di "Statuti urbani" (e così siamo alla ancora negletta Urbanistica medievale italiana nella sua unicità in Europa e nel mondo), che con le sue "prescrizioni", la condanna del disonesto "indice di cubatura" (il PP è "pro-getto"!) ed una oculata gestione dei suoli è ragione di una costruzione "logica e razionale" (L.B. Alberti) della città, oltreché di difesa di uomo, ambiente e natura. Gestire, dopo lo stupro del territorio a decorrere dagli anni Sessanta del secolo scorso, in maniera ragionevole la contrazione urbana in atto deve essere percepito dalla politica e dal pianificatore urbano come "legge morale", oltre a fare da soglia di accesso al concetto imprescindibile e canonico di <spazio urbano>, nei suoi aspetti di vie, piazze e aree pubbliche, che, ahinoi, a Castelbuono - come alla scala nazionale - è stato consegnato al caos d' auto, alle polveri sottili ed agli scarichi industriali e delle centraline dei riscaldemanri domestici. Si, poche ma solide, coraggiose e, pertanto, realizzabili idee a breve scadenza per la nostra Castelbuono, quali, p.e., potrebbero essere dalla valorizzazione paesaggista, come grande spazio urbano, della vasta area castellana da consegnare ad un concorso di progettazione con prevalenza di architetti-paesaggisti, alla pianificazione organica del vasto bacino ad est dell' agglomerato urbano compreso tra l' ex via Geraci e la tangenziale-est da consegnare ad un concorso di progettazione con prevalenza di pianificatori urbani, il tutto a riprendere e continuare la trama del tessuto edilizio urbano esistente, liberato dal ricorso a cortine doppie e connotato dalla casa urbana "a schiera", mono e plurifamiliare, questa da elevare al ruolo di "sistema" in un ormai indilazionabile contesto (nazionale) di rigenerazione urbana (renovatio urbis, latu sensu) come risposta certa alle paure di un latente rischio sismico che una politica cieca e ottusa, in versione di malopolitica, ha consegnato ad un inutile, diseducante e populistico <bonus-sisma>, alla pari del sedicente <bonus-facciate>, a conferma sia di una inspiegabile assenza di coscienza civica nazionale e stato di necessità metabolizzato che del pauperismo formativo e professionale di ingg., archh., geomm. e maestranze, imperante, funzionali soltanto alla perpetuazione di un clima di rassegnazione, assuefazione e avvilimento, piuttosto che ad onorare i propositil le risorse (che saranno le generazioni future a restituire all' Europa) e le finalità di un coraggioso PNRR.
Vehicles Of The Future - Future Transportation System 2050

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