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(L. Mies v. d. Rohe)

 

La città, l' urbatettura, l' energia

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I problemi energetici attualmente dominano l'edilizia urbana e di solito sono visti come un compito puramente ingegneristico correlato al singolo edificio. Inoltre sovente vengono trascurate le potenzialità di soluzioni e design del quartiere e del contesto urbano. Tuttavia per realizzare effettivamente la transizione energetica e promuovere unp sviluppo sostenibile nelle nostre città e quindi nel modo di vivere, è necessaria una riflessione globale. Il quartiere è un ambito di azione adeguato, ppiché è lì che la complessità della città e la questione della responsabilità che essa mpone si riflettono su una scala gestibile e risolvibile. Inoltre, alla scala di quartiere c'è tanto di quel potenziale necessario a ridurre i consumi energetici e ad aumentare l'uso delle energie rinnovabili.
Per risolvere l'aspetto energetico alla scala di quartiere e integrare l'adeguamento qualitativo sia dell'edificio che dell'intero quartiere, è necessaria la ricerca di un “modello”. Un modello in grado di considerare la transizione energetica come una componente dei compiti architettonici e urbanistici e in tal guisa d' interpretare la questione energetica come un catalizzatore per l'ulteriore sviluppo urbano. È una cogente questione della quale i dipartimenti universitari di competenza.dovrebbero tenere in debito conto e conseguentemente includere - come altrimenti accade in molte università e politecnici in Germania, dove vengono concepiti concetti energetico-spaziali a definire una metodica per l'integrazione delle questioni energetiche in uno sviluppo integrale del quartiere.
Un primo passo potrebbe essere la commistione di destinazioni d'uso, come abitare, svago, lavoro e consumo, in modo che i quertieri possano essere percepiti come luoghi di vivacità. Oggi lo sviluppo dei quartieri misti rappresenta una sfida del tutto particolare. È urgente ampliare le aree residenziali per includervi altri usi: in questo senso le moderne strutture commerciali non costituiscono solitamente più un handicap per la vita urbana, al contrario: migliorano l'offerta di approviggionamento, oltre a creare nuove occasioni di lavoro nelle immediate vicinanze dell'area residenziale facendone parte della vita e della reltà quotidiana. Ciò comporta un ridotto volume di traffico, un fabbisogno energetico costante e la possibilità di utilizzare l'energia in eccesso proveniente dalle aree commerciali.
Inoltre impellente si impone l' urgenza d' integrazione delle aree commerciali e industriali (del tipo leggero) con la residenza ida trasformarle in quartieri con nuove qualità. Anche in questo caso valgono i vantaggi del mix, quali la riduzione del traffico e un migliore utilizzo dell'energia in eccesso. “Densità” dovrebbe essere la parola magica, poiché la <città europea> nella siamo cresciuti, viviaamo e dobbiamo continuare a vivere, ha bisogno di densità come generatrice “urbanità e vitalità”, aspetto che allo stesso tempo significhi brevi distanze e meno traffico.
La densità riduce, inoltre, il fabbisogno di risorse per l'infrastruttura tecnica, oltre a consentire una maggiore efficienza energetica.
Con l'aumento della densità d'uso del patrimonio edilizio esistente si registrano notevoli riserve d'uso che consentono nuovi usi e quindi incidono positivamente sullo sviluppo dei quartieri. Inoltre, l' edificazione di lotti liberi (interstizi urbani), in uno con la densificazione degli spazi urbani e la soprelevazione di piani o l'ampliamento di edifici esistenti consente un migliore sfruttamento delle infrastrutture tecniche (Reti idriche, fognanti, telefoniche e telematiche, etc., e sociali (case per anziani, asili, bibliotech, club's, etc.) esistenti. Ma c'è un altro aspetto da considerare ed è quello relativo ad un uso mirato della luce e del sole, poiché l'uso architettonico della luce diurna non solo riduce i consumi energetici, ma ha anche effetti positivi sul benessere dei residenti.
Ragionando è agevole constatare una molteplicità delle possibilità di ottimizzazione e tra queste non va trascurato il miglioramento della riflessione del calore delle superfici orizzontali urbane, poiché le superfici luminose riducono la necessità di luce artificiale negli spazi pubblici urbani e negli edifici, nonché la maggior richiesta di raffrescamento estivo, se consideriamo gli aspetti letali dei mutamenti climatici già consolidatisi. Regolare, pertanto, l' intensità della luce diurna e l'ombreggiatura attraverso il ricorso a particolari vegetazioni urbane (donde un ricorso senza limiti ad architetti paesaggisti), contribuiscono in modo significativo alla protezione dal caldo estivo degli spazi urbani e degli edifici.
Particolare attenzione dovrebbe essere prestata al potenziamento dei sistemi energetici, poiché, come come nella logica delle cose, aumentare l'efficienza nell'uso dell'energia non è solo un compito puramente tecnico. Piuttosto, pone grandi sfide di progettazione. I necessari adeguamenti tecnici risulterebbero socialmente più accettabili soltanto se risolti n maniera adeguata a sostegno di un uso diverso e più razionale dell'energia.
Una nuova prassi progettuale a beneficio di nuove forme di composizione architettonica significherebbe consegnare alle facciate degli edifici ben altre pontezialità progettuali in termini di valori di isolamento termico, agevolando così l'integrazione dei sistemi di energia rigenerativa. La produzione di energie rigenerative, come quelle eolica e solare, spesso intesa come un compito puramente tecnico, assume di conseguenza un carattere di pusvalore. In un futuro che spinge deve, pertanto, essere ancora più rilevante una „intelligente“ integrazione di tali tecnologie nella città e nel paesaggio. Impiegate in modo sensibile in termini di design, possono aprire a nuove ipotesi di approvvigionamento energetico più rispettoso dell'ambiente.
A ciò potrebbe contribuire una sensibile integrazione architettonica dei sistemi energetici planari, poiché i sistemi solari, come collettori, sistemi fotovoltaici, dispositivi di protezione solare o elementi di direzione della luce, richiedono un'integrazione creativamente più sensibile e contenuta nell'involucro dell'edificio. Un 'integrazione che consente il risparmio di spazio aggiuntivo, ma anche di sinergie, come, ad esempio, una connessione con l'involucro dell'edificio e/o la protezione solare, aumentando conseguntemente la durata di tali sistemi.
Pertanto la raccomandazione del all' impiego di nuovi sistemi energetici rispettosi paesaggio urbano nella considerazione che i nuovi componenti di sistema di un approvvigionamento energetico sostenibile, come reti di riscaldamento, sistemi geotermici, fotovoltaici e altri sistemi di energia rigenerativa -, cambieranno sensibilmente l'immagine della città, in genere, e della città storica europea, in particolare. In conclusione, sistemi energetici da non intendere soltanto come elementi tecnici, bensì, e/o soprattutto, un multiplicatore di benessere estetico e funzionale nella vita del quartiere e, latu sensu, della città.
 
In ispecie se si tratta della <città europea>
 
 

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