< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Lagà e Maurì hanno conquistato Balerm per distruggerla. Non vi riusciranno!

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Maurizio Carta nominato avendere "fumiere" di qualità e tutti sanno a Palermo cosa s' intende per "fumiere". Nel merito della labile denominazione dell' assessorato messogli a disposizione dal sindaco, chissà se più per ragioni di simpatia e richiamo a vecchi rapporti ai tempi del suo rettorato o cognizione di causa, ho ritenuto di postare sul mio sito-internet (www.facebook.com/nicolo.piro.50) un video con punto di forza la <riqualificazione edilizia e trasporti green in città (integrale)>.

Uno dei tanti vomiti-denuncia che connotano il fare-(mala)politica in "questa" italia delle pose e della bellafigura istituzionalizzate che dalle sdolcinate Torino e Milano scende "verso il basso", facendo un sosta in Toscana, breve sosta nella capitale stracolma di monnezza, vergogne e di suidi made Ps-sinistrume, dalle cui concimaie istituzionali palazzo Gigi e Quorinale, rispettivamente esalano i gas pestiferi prodotti dalla "sfinge" (Mario Draghi) e tutta la sua corte di ben nutriti parassiti, e dalla smorfia umana (l' eterno e inamovibile per il bene dalla partria, quel Sergio Mattarella- Buccellato-Rimi, rettore del Clan de' Mattarella) che per poter stare in piedi, dopo il suo oscuro genitore, ha dovuto vergognosamente fare ricorso alle due stampelle: il portatore della voce, Giovanni, il suffleur Ugo. Non sappiamo bene cosa la Palermo dell' ex rettore dell' Unipa abbia reclutato per muovere i primi passi verso il principio e se nell' agenda del Lagà ad emergere sono le spine al cuore della città: malaffare, sporcizia e Rotoli, quest' ultima con in cima un umano crematorio da città civile e moderna e la redazione di un PRG di un cimitero - almeno nella pervenza di una delle tante serie realtà nell' ordinata Germania della quale a breve pubblicherò una documentazione fotografica-, da mettere nei pidi dell' ancora non emerito prof. ordinarius di urbanistica, Maurizio Carta. Padre-autore di quella vergogna che va al nome di "nuova legge urbanistica regionale" il tipo continua ancora a godere dalla fortuna di non venire pernacchiato tutte le volte che apre il foro della bocca per emettere note stonate di partiture che dalla sua "città aumentata", oggi coprono l' arco a sesto ribassato a base di conci che da una presunta rigenerazione urbana, via sviluppo urbanistico (piuttosto urbano), tange una sedicente "città policenrica", per emettere l' ultimo respiro nella mobilità sostenibile. Il "genio" ha parlato o ancora vomitato? Fatto è che al Lagà non restava che calare la testa, e basta, al posto di saggiamente dire al suo Maurì: lascia ch' io prima m' informi con "specialisti" di ars urbium e poi si vede. Iintanto incomincia dalla "Città del Sole, del domicano Tommaso Campanella, se riesci a capirne senso e sostanza. E, no, il Maurì, criniera al vento, dà sotto con la moda corrente in "questa" italia dai "vomiti continui" e della perenne, quanto irrisolvibile (come tutte le sue cogenti "questiones"), dicotomia "centro-caod-periferia", senza preventivamente adoperarsi di far capire al confuso cittadino e ai suoi sfornutati discepoli la semplice differenziazione di sostanza tra policentrismo e monocentrismo e di conseguenza, nel merito, tra città policentrica e città monocentrica, laddove:

 

Una città policentrica (struttura spaziale) si riferisce all'orientamento di una città (struttura spaziale policentrica) verso più luoghi centrali.

 

Una città monocentrica (struttura monocentrica), invece, si riferisce all'orientamento di una città o di una conurbazione verso un centro urbano in contrasto con l' articolazione strutturale della città policentrica.

 

Una "città multicentrica" ​​si differenzia per via delle strutture urbane omogenee o monocentriche a servizio dell'esistenza di numerose sottoaree, per lo più più piccole, strutturalmente dense con funzioni diverse per il contesto urbano complessivo, senza dimenticare la storia della città centro-europea, il suo sviluppo e la sua vasta area che ha prodotto nel tempo strutture disomogenee. Le città con una struttura centrica erano il risultato di società orientate al mercato che tendevano ad essere egualitarie. Già la città medievale, orientata al ruolo ed alla funzione del mercato, strutturata funzionalmente e socialmente, organizzata in corporazioni e/o gilde. Le espansioni urbane stavano già creando periferie in questo momento, che spesso avevano una propria chiesa, piazza del mercato e, talvolta, anche un proprio municipio.

 

Mentre, soprattutto, negli stati con una struttura più centralizzata, una metropoli dominante spesso promuove lo sviluppo di una struttura spaziale monocentrale, per la qualcosa ,p. e., gli assi di traffico principali radiali diretti verso un punto sono caratteristici, gli stati organizzati a livello federale hanno spesso una struttura spaziale multicentrica (policentrica). Gli svantaggi dei fenomeni di concentrazione unilaterale, da un lato, e delle tendenze allo svuotamento su larga scala, dall'altro, vengono così parzialmente evitati.

 

In Germania, p.e., la struttura spaziale policentrica è rafforzata dalla distribuzione delle funzioni principali in diverse città o agglomerati (metropoli bancarie come Francoforte, città fieristiche come Colonia e Lipsia, città-capitale come Berlino. città della stampa e dei media come Amburgo e Monaco, etc..). La struttura spaziale policentrica viene propagata anche per l'intera regione europea nel concetto di sviluppo spaziale europeo (EUREK). Un concetto più recente basato sul principio di una struttura spaziale policentrica è quello della concentrazione decentralizzata.

 

Il Concetto di sviluppo spaziale europeo (EUREK) è un concetto generale di pianificazione territoriale (concetto di sviluppo spaziale) a livello europeo, adottato nel 1998/1999. Può essere definito un "master plan europeo". Consente agli Stati membri dell'UE di influenzare la pianificazione del territorio e fornisce il quadro per la pianificazione del territorio a livello dell'UE, includendo interventi e orientamenti per lo sviluppo territoriale al fine di rafforzare gli obiettivi di coesione economica e sociale. Il predecessore di EUREK è stato il cosiddetto programma Europa 2000.

 

EUREK ha lo scopo di garantire la coerenza e la complementarietà della pianificazione territoriale dei vari Stati membri. Non è giuridicamente vincolante e non conferisce all'UE nuovi poteri nel campo della pianificazione territoriale, oltre a perseguire persegue essenzialmente l'obiettivo di uno sviluppo spaziale equilibrato nel senso della sostenibilità.Secondo il Brundtland Report non solo i tre aspetti classici della sostenibilità (ecologica, economica, sociale) fanno parte dello sviluppo sostenibile, ma anche uno sviluppo spaziale equilibrato. Questo sviluppo spaziale comprende quattro aree importanti: 1. Lo sviluppo delle aree urbane 2. Sviluppo rurale 3. Traffico 4. Patrimonio naturale e culturale. Altri suoi aspetti sono: coesione economica e sociale, tutela e onservazione delle basi naturali della vita e del patrimonio culturale, competitività più equilibrata dell'area europea, poiché le disparità spaziali continuano ad aumentare. L' EUREK funge da mezzo di comunicazione tra gli stati membri dell' UE.

 

Sulla base degli obiettivi dell'EUREK, sono stati inclusi tre modelli, che tuttavia erano già stati formulati nel 1994. Lo sviluppo della struttura spaziale e insediativa dell'UE dovrebbe basarsi su quanto segue: Lo sviluppo di un sistema urbano equilibrato e policentrico e le nuove relazioni urbano-rurali. (vedi anche Sistema dei Luoghi Centrali); garantire parità di accesso alle infrastrutture e alla conoscenza; lo sviluppo sostenibile, la gestione „intelligente“ e la tutela del patrimonio culturale e naturale.

 

La prospettiva di sviluppo dello spazio europeo è applicata a livello comunitario, transnazionale, nazionale, regionale e locale. Viene utilizzata anche nei cosiddetti PECO (Paesi dell'Europa centrale e orientale). Si tratta di un importante insieme di strumenti per la formazione di <reti transeuropee>. Fornisce inoltre un quadro di orientamento per le regioni metropolitane europee. Sebbene, come sopra accennato, l' EUREK non sia in alcun modo giuridicamente vincolante per gli Stati partecipanti, è generalmente molto efficace, poiché la partecipazione e l'attuazione nazionale degli obiettivi sono ampiamente finanziate dall'UE.

 

Non partire da queste cognizioni di base, oltre ad essere stupidi, si è oltremodo perversi, in sintesi: tipicamente italiani postfascisti „superficiali e approssimativi“, così come, per un sedicente „ordinarius“ di urbanistica, la negazione a studenti (e società ,in genere) di significato, ruolo e funzione di urbaniistica, pianificazione urbana, Diritto urbanistico (Legge urbanistica „nazionale“ nella preminenza di piano regolatore generale, e piano particolareggiato), Diritto edilizio pubblico (nella preminenza di Regolamenti edilizi „regionali“ e Statuti urbani) equivale a disonesta irresponsabilità, nella considerazione che percorsi irrinunciabile di un paese civile protesi alla realizzazzazione di ordine, rigore e disciplina (anche) in una democraziache, in Italia, possa a breve scadenza essere a vocazione „corporativa e organica“.

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