< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Palermo o Della . . .

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. . . . <città intelligente>, per neutralizzare le iniziative e i propositi idioti dei neo-assessori Salvatore Orlando e Maurizio Carta, e animare gli studenti della Facoltà di Architettura a scendere in piazza per far sentire la loro voce di protesta e cambiamento.
 
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In un momento in cui il benessere e l'ecologia sono al centro del dibattito è auspicabile che edifici possano anche diventare più facili da vivere e sostenibili. Ma come si può fare se non affidarsi alla ragione e concedendo fiducia allo Smart Building e, di questo, ad una delle sue creature, lo IoT. L' acronimo, che si è già affermato nell'uso comune e sta per Internet of Things (o Internet of Things).
 
Si riferisce a tutti gli oggetti fisici che possono essere collegati a Internet e collegati in rete tra loro. In questo modo è possibile, ad esempio, accendere e spegnere una lampadina collegata o cambiarne il colore solo con il suono della voce. Tuttavia, lo IoT non si limita all'hardware, ma include anche la connettività (trasmissione dei dati) e il software (analisi dei dati). L'idea alla base dell'IoT è quella di colmare il divario tra il mondo virtuale e quello reale con l'obiettivo di rendere la nostra vita quotidiana più facile o addirittura migliore.
 
Lo IoT è un universo dai possibili utilizzi pressoché infiniti, in cui secondo un recente report di IoT Analytics ci sono già 11,3 miliardi di dispositivi connessi di ogni tipo nel mondo. Si prevede che questo numero aumenterà a oltre 27 miliardi di dispositivi entro il 2025. Ma non solo il grande pubblico ha scoperto l'Internet delle cose da solo. Vari settori economici lo utilizzano per posizionarsi meglio. Questo vale anche per il settore edile, che dai primi anni 2000 ha conosciuto uno sviluppo rivoluzionario verso gli edifici intelligenti, ovvero verso gli “edifici intelligenti”. Attraverso l'uso combinato di IoT, AI (intelligenza artificiale) e big data, gli edifici sono diventati più flessibili, rispettosi dell'ambiente e più sicuri. E la gamma di possibilità è quasi illimitata!
 
Prendiamo come esempio il tema dell'energia: secondo il Building Energy Act, nessun edificio può essere costruito nel settore commerciale o privato se non soddisfa determinati requisiti energetici minimi. Pertanto, gli edifici in cui viene utilizzato IoT sono dotati di sensori in grado di monitorare e regolare la temperatura in particolare negli ambienti. Insomma utilizzando IoT, i dispositivi in ​​loco raccolgono e analizzano i dati rilevanti. Ciò consente quindi a un'intelligenza artificiale di controllare il consumo di elettricità (ad es. in base all'occupazione della stanza) e di conseguenza anche la manutenzione dell'impianto di riscaldamento e condizionamento.
 
Tali sistemi sono così affidabili che un rapporto pubblicato da Transforma Insights e 6GWorld's prevede che le soluzioni IoT ridurranno il consumo energetico di oltre 1,6 petawattora (PWh) entro il 2030. È abbastanza per alimentare circa 5 milioni di case negli Stati Uniti per un anno. C'è ancora molta strada da fare dagli edifici intelligenti alle città intelligenti Questi dati promettenti aprono la strada alle cosiddette città intelligenti. Si tratta di città fantascientifiche progettate esclusivamente per migliorare la qualità della vita degli abitanti attraverso una maggiore adattabilità ed efficienza. Ma c'è ancora tanta strada da fare. Anche se alcuni edifici, come il Cube a Berlino, The Edge ad Amsterdam o, più recentemente, il Tour Alto a La Défense, sono diventati il ​​punto di riferimento per gli edifici intelligenti, c'è da dire che non sono rappresentativi della maggior parte degli edifici o di ciò che è realizzabile per un edificio medio negli anni a venire.
 
Secondo IoT Analytics, il 58% degli edifici residenziali commerciali su larga scala in tutto il mondo dispone di un'infrastruttura tecnologica che consente un'ulteriore digitalizzazione. Di questo 58%, tuttavia, solo il 36% è già dotato di sistemi di gestione dell'edificio e ha digitalizzato diverse parti dell'edificio, ad esempio con soluzioni di accesso. Tuttavia, gli analisti presumono che l'edificio intelligente sarà la norma in futuro se le persone non solo vogliono consumare meno, ma anche meglio. Ma come si suol dire: la pazienza è la madre di tutte le virtù.
 
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Diciamocelo con tutta la modestia del caso: con questa Giunta municipale, Palermo è destinataa piombare negli abissi del più alto medioevo "moderno" siciliano per incontravi "questa" italia in attesa spamosdica della postfascista (e, meno male, che tale è per non creare zone d' ombra intorno ad un crescendo sentito anelito di SocialFascismo) Giorgia Meloni e della sua consorteria di disperacidos per risalire in superficie.
 
Tutti vi hanno contribuito e tutti portano i nomi di: "pepè e piripillè".

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