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Agenta 2030 per lo sviluppo sostenibile: gli obiettivi ONU per le le infrastrutture del futuro

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La storia dell’Agenda 2030 inizia lontano nel tempo. È possibile cominciare il racconto che porta alla sua formazione dalla Conferenza Onu di Stoccolma del giugno 1972 sull’Ambiente, o più tardi dal giugno del 1992, quando a Rio de Janeiro ebbe luogo la prima vera e propria conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente, chiamata Summit sulla Terra. Quello fu un evento senza precedenti, con la partecipazione di 172 diversi governi e di 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative.

Vent’anni dopo, nel 2012, nella stessa città brasiliana, si è tenuta la conferenza nota come Rio+20 (in riferimento al Summit sulla Terra) e chiamata ufficialmente Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile. In quella sede venne prodotto il documento programmatico The Future We Want, grazie al quale si avviò la definizione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, conosciuti più comunemente, per l’appunto, come gli obiettivi dell’Agenda 2030 (dal nome del documento ufficiale, ovvero “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile”).

Cos’è l’Agenda 2030

Cos’è quindi l’Agenda 2030 ONU? Si tratta di una serie di 17 obiettivi interconnessi tra loro, definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite in seguito a quanto discusso a Rio de Janeiro nel 2012. Il fulcro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è individuabile nella concezione per la quale il benessere dell’essere umano dipende in modo diretto dalla salute dei sistemi naturali. A partire da questo presupposto, l’umanità deve affrontare diverse sfide, per raggiungere degli obiettivi specifici. Lo sguardo dell’Agenda 2030 è molto ampio: si spazia da questioni economiche e sociali, prendendo in considerazione temi come la povertà, il cambiamento climatico, la fame, la giustizia, l’energia, il lavoro, l’urbanizzazione, l’uguaglianza, la produzione, il consumo e via dicendo. Va detto che gli obiettivi reali dell’Agenda 2030 sono 169, così come enumerati dalla Risoluzione delle Nazioni Unite A/RES/70/1 del 2015: i 17 goals dell’agenda 2030 sono quindi dei raggruppamenti tematici.

I 17 obiettivi dell’Agenda 2030

 1. Sconfiggere la povertà: il primo obiettivo è quello di porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque nel mondo

2. Sconfiggere la fame: il secondo obiettivo è quello di porre fine alla fame, contemplando anche altre mete parallele, come il raggiungimento della sicurezza alimentare, il miglioramento generale della nutrizione e la promozione su larga scala dell’agricoltura sostenibile

3. Salute e benessere: il terzo obiettivo punta a garantire una vita sana e a promuovere il benessere per tutti, per tutte le età

4. Istruzione di qualità: i Paesi si sono impegnati anche a garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa, nonché a promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti>

5. Parità di genere: raggiungere l’uguaglianza di genere e garantire l’emancipazione per tutte le donne e le ragazze

6. Acqua pulita e servizi igienico-sanitari: la garanzia della disponibilità e della gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti è un punto fondamentale di Agenda 2030

7. Energia pulita e accessibile: il settimo obiettivo è dedicato alla promozione dell’accesso all’energia sostenibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti

8. Lavoro dignitoso e crescita economica: non sempre avere un lavoro garantisce benessere, ed è quindi necessario promuovere una crescita economica inclusiva e sostenibile, garantendo a tutti un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso

9. Imprese, innovazione ed infrastrutture: il nono obiettivo guarda gli investimenti da fare per creare infrastrutture resilienti, per promuovere un’industrializzazione inclusiva e sostenibile, favorendo una progressiva innovazione

10. Ridurre le disuguaglianze: ridurre le disuguaglianze all’interno di e tra le nazioni, eliminando le disparità.

11. Città e comunità sostenibili: le città e in generale gli insediamenti umani devono essere inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili

12. Consumo e produzione responsabili: è necessario assicurare modelli di consumo e produzione sostenibili

13. Lotta contro il cambiamento climatico: il tredicesimo obiettivo si concentra sulla tematica ambientale, al fine di adottare misure concrete e tempestive per combattere i cambiamenti climatici e le relative conseguenze:

14. Vita sott’acqua: il quattordicesimo obiettivo guarda all’acqua, per proteggere, conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine in ottica di sviluppo sostenibile

15. Vita sulla terra: dal mare si torna alla terra, per proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, con particolare attenzione ai temi della deforestazione, della desertificazione e della biodiversità

16. Pace, giustizia e istituzioni solide: l’Agenda 2030 punta alla promozione di società inclusive e pacifiche, nelle quali la giustizia sia accessibile a tutti

17. Partnership per gli obiettivi: l’ultimo obiettivo sottolinea la necessità di partenariati tra governi, società civile e privati per raggiungere le mete definite.

 L’Agenda 2030 e le infrastrutture del futuro

Diversi obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 hanno a che fare in modo diretto o indiretto con il mondo dell’architettura e delle grandi opere. Quello che tocca più da vicino questi settori è l’obiettivo 11, dedicato a “Città e comunità sostenibili”, e che richiede un approccio multidisciplinare per riqualificare i quartieri, per costruire un’urbanizzazione inclusiva, sostenibile e integrata. L’orizzonte di riferimento è quello di un sempre maggiore accentramento nelle aree urbane: la stima è che nel 2030 il 60% dell’umanità vivrà in città, le quali occupano attualmente il 3% della superficie terrestre. Questi stessi agglomerati urbani, però, sono responsabili del 75% delle emissioni di carbonio, il che ci porta a un altro punto relativo al mondo delle costruzioni, ovvero il 7, dedicato a “Energia pulita e accessibile”: si parla qui di green building, e quindi di edifici che vantano un alto livello di efficienza energetica e una preferenza per le energie rinnovabili. Al crescere della richiesta di green building è peraltro associato un incremento della forza lavoro, il che sottolinea la vicinanza di questi settori anche all‘obiettivo 8, dedicato a “Lavoro e crescita economica” (e a dimostrarlo ci sono i tanti incentivi per la crescita dell’edilizia). Altri obiettivi legati in modo indiretto alla realizzazione e alla gestione delle infrastrutture del futuro sono il 3, “Salute e Benessere”, partendo dalla forte connessione tra progettazione di un edificio e benessere degli inquilini; e il 13, “Lotta al cambiamento climatico”, a partire dalla consapevolezza che gli edifici e il settore delle costruzioni emettono circa il 30% delle emissioni globali di gas serra.

 

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