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FINIS ITALIAE?

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ECONOMIA

18/12/2021 20:15 CET | Aggiornato 18/12/2021 20:38 CET

Lo strike di Draghi sul Recovery (ma ora i soldi vanno spesi)

Centrati gli obiettivi, la richiesta di pagamento all'Ue della prima rata da 24,1 miliardi per fine anno. Missione finita per il premier?



La formalizzazione del risultato sarà messa nero su bianco nella relazione che Mario Draghi presenterà all’inizio della settimana prossima nel corso di una riunione della cabina di regia a palazzo Chigi. Il risultato: il Governo ha centrato i 51 obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza entro la fine dell’anno. Mancano ancora alcuni decreti ministeriali e vanno ultimate alcune procedure, ma anche questi ultimi passaggi saranno completati prima della scadenza ufficiale. Al momento è il 28 dicembre la data cerchiata in rosso per inviare i documenti e la richiesta di pagamento della prima rata da 24,1 miliardi alla Commissione europea (i 24,9 miliardi ricevuti il 13 agosto erano un prefinanziamento). Al massimo, spiegano fonti di governo di primo livello, il tutto slitterà di un paio di giorni.

Fact-checking dello sprint finale nei ministeri

 

La ricognizione fatta da Huffpost tra i ministeri coinvolti dice che il Tesoro completerà entro Natale la relazione “per orientare le azioni del Governo volte a ridurre l’evasione fiscale”. E sempre prima del 25 dicembre si chiuderà l’iter del decreto del presidente della Repubblica, su proposta sempre del ministero dell’Economia, relativo allo Sportello unico doganale e dei controlli: approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 10 novembre, il provvedimento ha ricevuto il via libera della Conferenza Stato-Regioni il 2 dicembre e ora è alla firma del capo dello Stato. Al ministero dell’Università è in via di pubblicazione il decreto ministeriale per la riforma dei dottorati, mentre altri decreti ministeriali, quelli per la riforma delle borse di studio, sono all’attenzione della Corte dei Conti. 

Alla Funzione pubblica arriveranno nei prossimi giorni gli elenchi dei mille professionisti e esperti che supporteranno gli enti locali nella gestione delle procedure complesse. Spetta alle Regioni inviare gli elenchi alla Funzione pubblica e sarà poi il Dipartimento guidato da Renato Brunetta a girarli al Tesoro. Il procedimento si chiuderà comunque entro il 31 dicembre, ma non è escluso un anticipo di qualche giorno. Un altro traguardo vicino è la legge quadro sulle disabilità: manca solo il via libera del Senato, che arriverà la settimana prossima (il provvedimento sarà in aula il 20 dicembre). Il pacchetto corposo del ministero della Transizione ecologica è in via di chiusura. L’ultimo atto riguarderà la proroga del superbonus, ancora oggetto di una mediazione tra i partiti di maggioranza e il Tesoro, ma il disegno di legge di bilancio, che contiene la misura, sarà comunque convertito dalla Camera entro il 31 dicembre.

Dal ministero del Turismo fanno sapere che sono stati completate le ultime procedure sul Fondo nazionale per il turismo e sull’hub del turismo digitale. Resta fuori la riforma delle guide turistiche, ma questo perché il Governo ha scelto di dare spazio alle due proposte di legge, poi unificate, che sono state presentate in Senato. Due giorni fa, il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha annunciato che il suo dicastero ha ultimato gli impegni previsti. Il decreto sul piano Gol (Garanzia occupabilità dei lavoratori) ha ricevuto intanto il via libera della Corte dei Conti e sta per essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, mentre il decreto interministeriale per il Piano nuove competenze è stato firmato anche dal titolare del Tesoro Daniele Franco. 

L’Italia guarda al secondo assegno

Sarà la Commissione europea a valutare i documenti che il ministero dell’Economia invierà tra Natale e Capodanno. Subito dopo partirà il bonifico per l’Italia: altri 24,1 miliardi che si aggiungono ai 24,9 miliardi incassati ad agosto, quando Bruxelles erogò un prefinanziamento pari al 13% dell’importo totale del piano da 191,5 miliardi (68,9 miliardi a fondo perduto e 122,6 miliardi in prestito). Poi scatterà un nuovo round di scadenze, da completare entro il 30 giugno del prossimo anno per incassare la seconda rata, sempre da 24,1 miliardi. 

Blindato l’avvio dell’operazione Pnrr. Ma ora i soldi vanno spesi

Draghi è arrivato a palazzo Chigi con due missioni: mettere in sicurezza il Paese per via dell’emergenza Covid e fare il Recovery per risollevare l’economia. Fare nel senso letterale del termine perché il via libera del Pnrr del Parlamento e l’invio a Bruxelles è arrivato il 30 aprile al termine di un lavoro che ha modificato (in alcune parti in maniera sostanziale) l’impianto messo a punto dal governo Conte 2. 

Il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti entro il 31 dicembre blinda l’avvio dell’operazione Recovery, ma ora i soldi vanno spesi. La partita del Quirinale, che vede coinvolto anche il premier, deve tenere conto anche di questo elemento: la missione Recovery per Draghi può dirsi conclusa? L’indirizzo alla programmazione e alla spesa va garantito a lungo perché le scadenze sono semestrali e andranno avanti ancora per cinque anni, con i progetti che vanno ultimati entro il 31 agosto 2026.

La missione Recovery per Draghi è finita?

Il punto è proprio qui. Fino ad ora il tutto è stato gestito da palazzo Chigi e dal Tesoro, con gli impegni portati a termine dai singoli ministeri. Insomma è stata la centralizzazione a garantire il successo del Pnrr. Ora però i soldi vanno spesi. Entrano in campo le Regioni e i Comuni, che sono i soggetti attuatori. È il passaggio più delicato: se fila liscio allora i soldi stanziati dai bandi si trasformano in asili nido, scuole cablate e in tutto quello che prevede il piano. Se fallisce, invece, si inceppa non solo la spesa, ma anche il meccanismo che sta a monte e cioè il rispetto degli impegni. Tutto tranne che una questione formale o di immagine pubblica negativa: non è più la questione dell’Italia che non riesce a spendere i fondi europei, ma l’impossibilità di accedere alla rata successiva. 

È evidente che, proprio perché inedito, questo passaggio va garantito, ancora prima costruito. Innanzitutto bisogna completare i bandi, cioè la fase che sta in mezzo tra i soldi in cassa al Tesoro e i progetti dei Comuni o delle imprese che costruiranno gli asili nido. Fino ad ora sono 27 gli avvisi pubblici e gli accordi quadro che hanno iniziato a incanalare i soldi (altre risorse vanno a finanziare misure già regolate da leggi). Poi inizierà la fase dell’aggiudicazione, quindi i lavori. Si innesta qui il tema degli intoppi e dei ritardi. Nel Pnrr è previsto che l’attuazione spetta agli enti locali e ai ministeri, in base alle rispettive competenze, mentre il coordinamento e i rapporti con Bruxelles sono in capo al ministero dell’Economia. La control room che deve verificare i progressi del piano è a palazzo Chigi. Potrà attivare poteri sostitutivi in caso di inadempienze e lentezze. Basta il freno d’emergenza a garantire il buon cammino del Recovery? Anche intorno a questa domanda ruota la questione della necessità della permanenza o meno di Draghi a palazzo Chigi. 

C O M M E N T O

Così, tanto per sparare un colpo in aria. E allora se la missione Recovery per lui è finita (e secondo è finita proprio male prima d' incominciare), beh . . . che tolga il disturbo il più presto possibile e tenga presente per i 100 anni che gli restano per vivere a pagare la prima rata di un conto salato fatto di lacrime e sangue saranno coloro che saranno costretti a lavorare per tenere in piedi un' Italia fradicia, e la seconda rata, fatta di miseria e di vergogne, saranno le generazioni di giovani di oggi e domani che dovranno restituire ai creditori i miliardi del "Ricovery" trovandosi con un pugno di mosche in mano.

 

Prevedere 51 obiettivi nel giuco dell' oca è una cosa facile da dire a da fare. Il punto è come conseguirli e, se conseguiti, verivicarne la qualità. E questo non è compito dei microfoni di Draghi. Sognare la moneta che arriverà, se arriverà, a consuntivo di quanto è stato fatto (male), è umano. C' è poi la partita del Quirinale. Una partita considerata chiusa per quanto riguarda Silvio Berlusconi, come chiusa è l' altra che deve vedere consegnati onore e dignità dell' Italia nelle mani pulite della Nobildonna Marta Cartabia.

 

Draghi? O "appuzza",sino al 31 agosto 2026 + 2 anni a garanzia, se quello che ha fatto è stato fatto bene, pena il l' esproprio per ira di popolo dei beni mobili e immobili di famiglia. Veda lui, pertanto, e decida senza perdere tempo, poiché le alternative alla sua magie se mancano in Italia, per salvarla da una totale scomparsa possono essere richieste in Europa. Vivere, tanto per vivere, guardando alla penombra degli assegni provenienti (sic) da Bruxelles, compone soltanto un trinomio fatto di illusione, cinismo e perversione. Così come è da illusi presumere che la Commissione sia in grado di valutare i documenti che il MdE.le farà pervenire il 31 dicembre 2021, giorno della Befana, e "subito dopo", cioè il giorno di capodannno, il boni-fico di altri 24,1 miliardi partirà per l' Italia col primo volo diretto a Palermo o a Catania, e far sì che gli spiccioli rimasti, raggiungano Roma per l' Epifania e "si aggiungano ai 24,9 miliardi incassati in agosto, quando Bruxelles erogò un prefinanziamento pari al 13 % dell' importo totale del piano da 191, 5 miliardi (68,9 miliardi a fondo ("veramente") perduto e 122,6 miliardi in prestito", da restituire con lacrime e sangue.

 

Tutto questo, ritenendo che a Bruxelles siano tutti fessi al punto da non chiedere contezza, dettagliata e documentata di quanto è stato fatto " con gli impegni portati a termine dai singoli mi(ni)steri e grazie alla (de)centralizzazione del tutto a palazzo "Gigi" a al Teso(ri)no. A questo punto scoppia la boma all' idrogeno in quanto entrano in campo (di battaglia) Regioni e Comuni, tutti in default totale (tranne Regione e Comuni del Trentino-Altoadige/Sudtirolo) che, nientepocodimenoche, sono i soggetti dissipatori. Questo è il (sotto)passaggio più delicato o del doppio salto mortale senza rete: se fila liscio (che stile giornalistico è questo, Mario Draghi? Esiste qualcuno, in "questa" italia dai quotidiani ruffiani e spazzatura, capace di sottoporre a cernita i vomiti che scrivono scrivono piccioni e colombi, prima che arrivino nelle Cancellerie dei Paesi benefattori, nei quali buona parte del tutto vien fatto seriamente?).

 

E a questo punto del "passaggio delicato" che, per intercessione del Santo Padre, reduce e combattente dall' arrivederci con il PdR. "emerendo", Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi, il colombo, alias Spirito Santo, trasformerà, come per incanto, "i soldi(ni) stanziati dai bandi in: asili nido, scuole cablate e in tutto quello che prevede il piano"- forte. Bandi che presuppongono l' esistenza di un ferreo Diritto contrattuale; Diritto Urbanistico (Legge urbanistica "nazionale" e Ordinamento "nazionale" sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili); Diritto edilizio pubblico (Regolamenti edilizi "regionali“ e Statuti urbani); Diritto professionale, "brusca e striglia", per archh.(, ingg., e geomm. in Italia); Norme edilizie DIN e EN; Procedure di collaudo in corso d' opera e finali di tutte le categorie dei lavori da parte del progettista, direttore e contabile dei lavori (sia che si tratti di committenza pubblica che privata), come da prassi costante da noi, in Germania; Garanzie di lunga durata nel tempo per difetti "visibili e non visibili" dipendenti dal progettista, direttore e contabile dei lavori e dalle ditte esecutrici degli stessi; Serie procedure di approvazione del „Progetto architettonico“ da parte del Comune nel quale viene realizzata l' opera e della Regione di competenza e del „Progetto strutturale“. Si badi bene che questo ben costruito corsetto Made in Germany vale per tutte le opere, sia che si tratti di committenza pubblica che privata. Inoltre si fa presente che in Germania, come in tutti i Paesi civili del mondo, il „Progetto strutturale“ è sottoposto ad una miniziosa verifica preliminare da parte di ingg. verificatori all' uopo abilitati, come da „prescrizione“ sancita Regolamenti edilizi „regionali“ die Lender.

Stranamente non solo le due procedure sono venute meno nel caso della ricostruzione del Ponte-Viadotto di Genova, ma ad oggi, nononostante le mie reiterate segnalazioni e denunce sui media, né si è a conoscenza del costo finale dell' opera, in riferimento alla somma messa a disposizione dal Governo, né se sono stati stipulati contratti di consegna ed esecuzione d' opera con le ditte esecutrici dei lavori, debitamente sottoscritti da un rappresentante istituzionale per la committenza pubblica e da un rappresentante giuridico per le imprese esecutrici dei lavori. Nel caso in c.c.a. e in acciaio.. E le garanzie nel tempo rispettivamente a carico del progettista e dalle ditte esecutrici dei lavori, per non tacere del ruolo di „advisor senior“ dell' architetto e sentatore a vita, Renzo Piano, progettista dell' infrastruttura? Inciuci (!) „à l' italiana“, nonostante la presenza sulla scena dei tre grandi giuristi, Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi, Giusppe Conte e quel tale Toninelli. Il tutto senza quel tam-tam di Guardia di Finanza e Procura della Repubblica di Genova a seguito del collasso di una tratta del Ponte.Viadotto „Riccardo Morandi“. Insomma: è in questi clima e contesto che dovrebbe essere gestita quell' operazione-miracolo del PNRR o sarebbe stato più saggio, teoricamente, mettere il tutto nelle mani e nei piedi di un ipotetico <Piano di Rinascita> à la Licio Gelli?

 

E, poi: cosa significa „completare i bandi“ - se l' uomo della strada non sa cosa s' intende per tali, tranne che non ' intenda „la fase che sta in mezzo tra i soldi in cassa del Tesoro e i progeti dei Comuni o delle imprese (redatti da asini raglianti e anitre zoppe, certamente non da architetti e ingegneri di un' era, quella fascista, con i Provveditorati regionali alle OO.PP. e gli Uffici provinciali del Genio Civile a costituire un fiore all' occhiello della Nazione„e si costruiranno gli asili nido“. E, poi, ancora: solltanto gli asili nido, dopo prima e dopo la riunificazione in Germania sono state realizzate un' infinità di OO.PP., soltanto sulla base di seri Concorsi nazionali e internazionali di progettazione che hanno premiato e dato lavori architetti di tutto il mondo, l' architetto Renzo Piano, compreso, il quale, soprattutto nelle vesti di senatore della Repubblica, irresponsabilmente e disonestamente mai ha sentito il dovere di attenzionare la malapolitica italiana in relazione alla meticolosa indicando altrettanto irresponsabili e disonesti, della malapolitica in ordine alla serietà di un „sistema“, quello della Germania, espressione di impegno e di una lunga tradizione culturale

 

Operazione che da misero Don Quijote, concittadino italiano in Germania e architetto: a. Forte dalla mia esperienza di studio; b. Corraborato da una esperienza professionale in posizioni direttive conseguita in prestigiosi Studi di Architettura della Germania, attastata e documentabile da lusinghiere certificazioni di lavoro; c. Orgoglioso della mia articolata attività di libero professionista, conduco da decenni coinvolgendo (invano) subdoli e meschini personaggi della vita politica italiana (dalla degenerata Letizia Moratti nel ruolo di sindaco di Milano, al „demerito“ PdR. Giorgio Napolitano, all' insignificante ex sindaco di Roma, Veltroni, ed ex ex assessessore ai LL.PP., Murassut, gentaglia tutta da me nutrita dalle più disparate e dettagliate informazioni sull' unicità della prassi di Pianificazione urbana e territoriale, dei Regolamenti e del rigorso apparato normativo edilizio della Germania, mentre in passato era stato proprio il Duce. Benito Mussolini, mosso dal suo unanimamente riconosciuto interesse per l' Urbatettura, a predisporre che giovani architetti (e maestranze dell' edilizia) potessero arricchire il loro sapere con una esperienza di studio nelle Scuole Tecniche e Politecnici della Germania.

 

E proprio così è stato che a tanti colleghi italiani e sdolcinati proff. di Facoltà di Ingegnerie e Architettura, ho inviato quanto di più irrinunciabile, ancora oggi, viene ritenuto in Germania per una costruzione „logica e razionale“ (L.B. Alberti): Copie in grande formato di Piani Particolareggiati (PP) elaborati dai ben organizzati Uffici per lo Sviluppo, la Pianificazione urbana e territoriali di grandi città che con le loro „Prescrizioni“ (allineamenti stradali, tipologie urbanistiche, tipologie edilizie, indici di superficie edifiicabile riferiti alla superficie dei lotti, indici di superfici di piano per iil numero dei piani fuoriterra consentiti, distanze tra gli edifici, forma dei tetti, etc.) e l' esclusione di ogni forma del disonesto <indice di cubatura>, gà escluso dalla L.U. „nazionale“ n.1050 del 10 agosto '42 in Italia, a liberazione avvenuto venne introdotto da politicanti, architetti, ingegneri e sedicenti urbanisti dell' Italia democrOtica e repubblicOna per appagare gli appetiti di palazzinari, mafie e sciacalli, cioè gli attori della più disonesta speculazione fondiaria ed edilzia, in tal misura e spudoratezza sconosciuta nei Paesi delle democrazie occidentali, per offrire al mondo città-necropoli, come Palermo, e distruggere in maniera irreparabile la <città europea>, nata dalla <polis> greca, passata, poi, alla <polis> della Magna Grecia per essere coniugata dall' <urbs> romana e, infine, sublimata dalla <civitas> medievale e consegnata alle raffinatezze della trattatistica e dell' utopia rinascimentali, offerta ai primi assalti di speculazione nella città del Settecento e dell' Ottocento.

 

La pausa di riflessione (ma anche di grande fermento) imposta dall' Italia degli anni Trenta fu di breve durata, ma di notevole portata, se si considera il contributo culturale, unanimamente riconosciuto ancora oggi, a livello internazionale, per i risultati conseguiti in Italia e nelle colonie d' oltremare e, in particolare nel Dodecanneso, dove per la prima volta venne positivamente sperimentato il connubio tra archeologia e urbanistica.

 

Nulla è rimasto di quella esperienza, se non il ricordo rivificato da studiosi e cultori di Urbanistica italiani e, soprattutto, delle Scuole Tecniche Superiori e dei Politecnici della Germania, in primis il Prof. Dr. Harald Bodenschatz, TU Berlin, Dipartimento „Planungs- und Architektursoziologie“; Dr. -Ing. Daniela Spiegel M.A., storica dell' Arte e Ricerca edilizia con Tesi di Dissertazione per il Dottorato „Le città nuove dell' Agro Pontino nel quadro dell' Architettura di Stato fascista“; Prof. Dr. Uwe Altrock, Pianificazione urbana e regionale, ex Direttore del Dipartimento „Strasformazione e Rinnovamento urbano“ dell' Università di Kassel; Dipl.-Ing. Lorenzo Kirchner, Architekt, dello Studio di Architettura „Bruno Fioretti Marquez Architekten“ con la Tesi di Diploma alla TU Berlin 2008 su „Era Mussolini, Neustadt Carbonia, Sardegna“; Prof. Dr. Ursula von Petz, Pianificatrice urbana, Istituto per la Pianificazione Spziale presso l' Università di Dortmund, redattrice ed editrice della Storia della Pianificazione urbana in Italia ed editrice dei „Quaderni tematici per la rivista „La città antica“ e „Città e Pianificazione in Italia“.

 

Ora siamo all' inizio del nulla per finire in una vergogna programmata dal destino, creatore di „questa“ italia difficile da cambiare o possibile cambiare se si hanno forza e capacità di applicare il sano principio andreottiiano del <fare del male per ottenere il bene>. E il bene è uno solo: salvare quel che resta della dignità e dell' onore dell' Italia e le generazioni di oggi e domani che dovranno restituire il prestito a finanziatori privati da un destino amarissimo di cui non porteranno colpa, se non quella di aver subito passivamente un taglione imposto dalle menti malate di smorfie umane raccolte tutte all' ombra di una irrefrenabile e insaziabile malapolitica.

 

Altro che „innanzitutto completare i bandi, cioè la fase che sta in mezzo tra i soldi in cassa al Tesoro e i progetti dei Comuni“. Quali Comuni, di grazia? Quelli dei Paesi Scandinavi, dei Paesi Bassi, della Germania, dell' Austria, del Belgio, del Lussemburgo e della Francia? O del Comune di 90013 Castelbuono, mio Paesino natio, dove ieri, 17 dicembre 2021, un sindaco senza arte e mestiere, parassita, analfabeta e moralmente corrotto, tanto quanto il marcio culturame comunistoide locale che per ben tre sindacature lo ha espresso e per la quarta intende farsi esprimere (accadrebbe soltanto in „questa“ italia senza regole e morale, putrida e marcia!), scimmiottando le mascherate in tema di intitolazioni di strade, piazze, scuole, saloni e salette di editfici pubblici, sollecitate dall' ancora PdR Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi in memoria del fratello assassinato*, ha intitolato una Scuola Elementare alla figura di un immondo nella vita pubblica e privata,

sindaco comunista, l' aula consiliare ad un immondo politico Dc locale, esponente di primo della peggiore espressione della Democrasia cristiana siciliana, presidente della Regione, Senatore della Repubblica e membro della Loggia Massonica P2. Il tutto nella totale mancanza delle indispensabili delibere consiliari anticipate da inccepibili motivazioni che ne giustificassero i caratteri di esemplarità e relativa consegna al ricordo da parte di cittadini e delle scolaresche attuali e future. Un fatto ancora più sporco per la latitanza sia del prefetto di Palermo nelle sue funzioni di rappresentante del Governo e attento controllore di tutto quanto ha luogo nei Comuni di sua competenza, ma anche della locale Stazione die Carabinieri nei compiti informativi delle istanze superiori militari di Arma e civili, quale il prefetto.

 

È in questo clima di dissesto istituzionale, economico e sociale, etico e morale, caos e malaffare che vengono indetti „bandi“ per costruire asili e scuole, ridare un volto di legalità e di ordine amministrativo all' Italia.

Ma dove vive il Signor Draghi e per chi lavora questo signore? Conosce la realtà vera e autentica di questa italia che soltanto i prefetti avrebbero potuto dargli, se ne avesse fatta richiesta sia nel ruolo di Capo di Governo, in primis, che in forza delle sue tanto esaltate esperienze di lavoro in ambito nazionale e internazionale. Il fenomeno di degrado sviluppatosi a macchia d' olio coinvolgendo Stato, Regioni, Province e Comuni (piccoli, medi e grandi, da Milano a Palermo) e, ahinoi, istanze di controllo tecnico e amministrivo e organi di polizia a tutti i livelli operativi centrali e territoriali/periferici è unico nella storia die popoli e delle democrazie dell' era moderna e questo a soglia di XXI secolo già varcata. Si tratta di una realta impossibile da correggere con il ricorso ai sani principi democratici e il richiamo al rigore del Diritto e alla durezza della Legge, in specie allorché la seconda è andata a finire nel tritacarne della malapolitica e del malaffare, donde blaterare a vanvera di asili, scuole e chissà ancora quale ben di Dio è semplicemente baro, perversione e inganno della grande famiglia europea della quale si è parte. Non è onesto nella misura in cui ci si chiede, e si chiede al Signor Draghi, se non ritiene di dover tappare la bocca di chi scrive<Recovery e architettura. Draghi rilancia la „scuola modulo“ e annuncia il coinvolgimento di archistar per progettare edifici scolastici prefabbricati e accelerare i tempi. Da Renzo Piano a Mario Cucinella. Chi sono i grandi architetti che progetteranno il nuovo standard edilizio, come già promesso dal premier?> . Sono i „grandi“ architetti come Renzo Piano „che tutto il mondo c' invidia“, come più volte ha scritto un suo ruffiano cantore, soltanto in Italia o quelli che sanno progettare opere in legno sono da ricercare in primo luogo in quei luoghi in cui il legno e l' industria relativa sono di casa? E le scuole di pietra e di mattoni chi li deve progettare e costruire, pepè o piripillè? S' informi, il premier cosa avviene oltre l' orlo del piatto#Italia pieno di brodaglia e allora si renderà conto e ragione che il buon senso dovrebbe condurlo nei Paesi Scandinavi, avendo fatto prima lunghe soste in Austria,Svizzera, Francia. Germania, etc. e avendo letto e riletto quei quotidiani italiani che proprio qualche settimana addietro hanno scritto:“Classi fredde e tetti di carta“, studenti palermitani protestano contro scuole fatiscenti; Palermo, studenti in piazza per diritti civili, „L' odio non è un' opinione“ (VIDEO); L' ALLARME: „Il tetto non è sicuro“. Chiusura immediata per il palaghiaccio di Como; Maltempo a Catania, la lampada da soffitto del liceo colpisce due studenti; Il crollo del tetto al liceo Boggio Lera. „Catania a rischio ma politica tace“; Scuole gelate. E le procedure anti-Covid accentuano il problema . . . con il padre die boschi verticali, l' architetto Stefano Boeri, a scrivere su „Le distopie dell' urbanistica (e della politica) e di „Urbania“, fra speranze ecologistiche e presunzioni del passato. Sulla stampa estera delle sue meraviglie milanesi si deve leggere: Molti dei presunti edifici-vetrina devono essere mantenuti in vita con grandi spese. I 20.000 cespugli e gli 800 alberi per la foresta dei grattacieli di Stefano Boeri, ad esempio, hanno dovuto essere coltivati ​​appositamente e testati in galleria del vento per resistere agli agenti atmosferici dei grattacieli. I lavoratori impiegarono un anno per issare gli impianti in posizione con le gru. Da allora sono curati da tre giardinieri che devono calarsi su balconi e logge. Costi aggiuntivi per inquilino e mese: 1500 euro. Il Bosco Verticale, compatibile con Instagram e pluripremiato, è in realtà una nobile foresta per alti guadagni.

 

L' incarico conferito a Draghi dalla fallita classe politica dirigente attuale, come tutte per le precedenti susseguitesi negli anni morta per asfissia dei partiti, in quanto alla mancanza di guide morali e intellettuali latu sensu, ha posto in primo piano l' emergenza Covid e la gestione del PNRR, giammai una visione più generale comprensiva di una rinascita morale dell' intero Paese con punto di forza una analisi impietosa dello stato di fatto, il ricorso ad una cura radicale che avrebbe dovuto porre come obiettivo primario la rifondazione dello Stato (per me lo „Stato etico“) come chiaro punto di riferimento. La terapia per mettere le cose in un certo ordine avrebbe dovuto ispirarsi al dettato dell' unico principio affidabile, in quanto efficace, del „fare del male per poter ottenere il bene“: senza se e senza ma . . . in maniera impietosa, in quanto finalizzata alla difesa della „democrazia“, la quale, per poter esistere, essere percepita da tutti i cittadini e così non ricadere nelle maglie della dittatura, aldilà dei rischi già ravvisati da Anatole France (l' avere troppi parenti), elevati a potenza dagli abusi all' eccesso dei tempi moderni, deve poter far ricorso a ordine e disciplina in forza del rigore del Diritto e della durezza della Legge. Una Legge che deve guardare sempre avanti e non indietro (lex prospicit, non respicit), e nello stesso tempo essere dura (dura lex, sed lex). Non è stato così per ignavia e presunzione di saper e voler fare tutto. Dire o scrivere che non c' è piì tempo da perdere è amio debol pare fuori tempo (mala tempora currunt) e luogo (locus non lucendo est).

 

Allo stato delle cose e responsabilmente, l' invocazione di aiuto esterno non è rinviabile di un giorno. E, allora: fare del male per ottenere il bene? E cosa per male in questo caso, ipotizzare una condizione dormiente per i bonifici per la durata della messa a piombo del muro e così evitare che dal dramma si possa, senza accorgersene, alla tragedia?

 

L' Italia va salvata nel suo onore e nella sua dignità e l' Europa tutelata per quel che ancora può dare, se cambiata.

 

 

 

 

 

*(non si sa per quali reconditi motivo ancora, dopo 40 anni) nel corso del suo indecoroso settennato presidenziale nel corso del quale tutte le stragi commesse nell' Italia democratica ha ricordato in monotone scadenze, tranne quella del 1. Maggio 1947, passata agli annali come „Prima strage di Stato“, data in commissione dal padre, il patriarca dc Bernardo Mattarella, ad una banda terroristica, che a Portella delle Ginestre con 13 vittime e tanti feriti.

 

Si, è lo stesso Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi, con la rivista LA STORIA che in passato aggiunse precisazioni sulla vita del padre, col titolo: Mattarella sbianchetta `Wikipedia sul padre. Precisando, inoltre, che nel 2009 un utente col nome del futuro capo dello Stato ha modificato online i passaggi „scomodi“ della biografia del patriarca Dc sulla vecchia arrivata dalla commissione Antimafia.

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