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Pensiero della notte

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Draghi pigliatutto

di Gregorio De Falco

 

Con l'attuale premier al Quirinale si creerebbe una concentrazione di potere del tutto incompatibile con l'ordinamento della Repubblica



Huffingtonpost 23 Gennaio 2022



quirinale



 

Due premesse di fatto:

1. La credibilità internazionale del nostro Paese dipende dalla credibilità personale di Mario Draghi;

2. È necessaria, e richiesta, assoluta continuità nell’azione di governo.

 

Poste queste premesse, che se vere rappresentano indubbiamente un limite imprescindibile, si deve osservare che l'Ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualunque altra carica, come sancisce la norma e la logica costituzionale.

E tuttavia, se Draghi venisse eletto Presidente della Repubblica, allora o le premesse in fatto sono false, e non lo sono, oppure Draghi cumulerebbe in sé la Presidenza della Repubblica e, al contempo quella egemonia di fatto sul Governo che consentirebbe rimanere credibili, assicurando continuità all'azione di Governo, ma che andrebbe contro il dettato costituzionale.

E d'altra parte, vi sarebbero espressioni anche formali di tale commistione, poiché è il Presidente che nomina il Presidente del Consiglio e ha la potestà di sciogliere le Camere, ad esempio qualora queste non sostenessero il Presidente del Consiglio da lui incaricato.

Inoltre, nell'attuale contesto la maggioranza parlamentare che sostiene il Governo, per molte ragioni, è assolutamente schiacciante mentre si registra l'assenza di qualunque bilanciamento e contropotere, formale o informale che sia, con una magistratura disgregata e delegittimata e un’informazione totalmente appiattita, rende evidente la inaccettabile violenza agli equilibri tra le istituzioni costituzionali.

Al di là, e propriamente al di sotto, di queste considerazioni, se ne potrebbero formulare altre di natura politica, ma sarebbero impertinenti rispetto al livello istituzionale e sempre lecitamente discutibili.

Qui, invece voglio segnalare quanto sia concreto, attuale ed imminente il pericolo per il corto circuito istituzionale che si creerebbe con l'elezione di Mario Draghi alla Presidenza della Repubblica: una concentrazione di potere del tutto incompatibile con l'ordinamento della Repubblica.

C O M M E M T O

Pensiero a notte profonda su una scelta che più della mente deve coinvolgere lo spirito e la coscienza, poiché il non sapere è un grande impulso del pensiero e della scienza che non assolve dal peccato, se una scelta è sbagliata. Contrariamente alle forme di ignoranza che sorgono a causa di limitate capacità cognitive umane, mancanza di metodi adeguati, mezzi insufficienti, sviluppo tecnico insufficiente, il problema è troppo poco attraente o il problema è troppo complesso, ma che potenzialmente può essere convertito in conoscenza si sviluppa una forma di ignoranza fondamentale, che è ignoranza verificabile. È così che la conoscenza emerge dall'ignoranza. Esempi di ciò possono essere i teoremi di incompletezza di Gödel in matematica o il principio di indeterminazione di Heisenberg in fisica. L'ignoranza di base nasce anche dalle proprietà autoreferenziali dei sistemi sociali e socio-economici. Potrebbe esserci una fondamentale mancanza di conoscenza in merito allo stato mentale alieno o in connessione con questioni etiche e legali particolarmente difficili, e allora occorre approfondire la questione delle forme in cui l'ignoranza di base può manifestarsi nei vari campi del sapere. Dovrebbero essere discusse anche le conseguenze di ciò per il concetto di conoscenza e per il concetto di scienza. Or quì non vuol farsi un discorso di lana caprina, donde attenersi al dato (o ai dati) di fatto molto evidente/i dell' Italia riconducibile/i ad una profonda crisi istituzionale, etica, morale e sociale senza precedenti nelle democrazie occidentali il cui tentativo si soluzione può essere delegato al ricorso della Cultura, latu sensu, e giuridica, strictu sensu. Ecco perché a notte avanzata, allorché lo spirito si riflette sullo specchio della coscienza per affrontare con una certa serenità la fatica del giorno che viene, sento il dovere di raccomandare ai grandi elettori di abbandonare per una volta le passioni e immaginare la leggiadria di una donna, che da tempo ho visto nella persona della ND Signora Prof. Dr. Marta Cartabia, rapresentarci come Italia, sintesi di Cultura ed emozioni, dentro e fuori dei confini nazionali. A mio debol parere sarebbe un atto d' amore nei riguardi della nostra strafigurata Italia. Buona notte. 

 

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