< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Il programma elettorale di "Cambiamo Castelbuono"

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2 avvocati e 1 avvocatessa, non sappiamo se "giuristi" per affrontare Diritto urbanistico, Diritto edilizio pubblico e Diritto contrattuale come "Cultura del Diritto" nei modi unici, unanimemente riconosciuti alla scala europea ed oltre, da me metabolizzati e posti in opera in 51 anni di esperienza professionale come Architetto (Dipl.- Architekt) in Germania; 1 ingegnere civile del quale non si conoscono percorsi di approfondimenti ed esperienza professionale quali premesse alla responsabilizzazione di un Assessorato allo Sviluppo, Pianificazione urbana, Edilizia e Mobilità; 2 esperti in discipline commercialiste (il "dott." è veramente fuoritempo, ridicolo e fuoriluogo!) da ipotizzare come ispiratori di scelte e prospettive strategiche reali per una Castelbuono del futuro; 2 medici dalla tempra ferrea da prefigurare nel ruolo di tessitori di relazioni/connettori, si, di politiche urbatettoniche (p.e.: rigenerazione urbana), medicina residenziale e fisiologia abitativa (non si tratta di voli pindarici, bensì di realtà nel contesto geopolitico mitel- e nordeuropeo!); 1 discutibile figura accademica (dottoressa contabile) che sfugge ad ogni razionale collocazione nel contesto europeo; 1 ingegnere energetico che potrebbe già far pensare a grandi cose;1 agrotecnico che già ci pone in un clima di autentica transizione alimentare; 1 artista a portare una nota tutta nuova nel mondo della cultura e dell' arte; 1 esperta in servizi sociali indispensabile alla gestione degli aspetti e delle complessità della terza età, ma anche dei negletti bisogni dell' infanza e dell' adoloscenza (quel "dottoressa" disurba non poco!) che in armonia con 1 docente assolverebbero un ruolo di primo piano al servizio delle generazioni future; 1 artigiano nella vitalità di attivare la rinascenza di un artigianato moderno in tante delle sue molteplici articolazioni e, dulcis in fundo, 1 imprenditore ad introdurre le giovani generazioni nel mondo affascinante dell' intrapresa e dell' intraprendere. Il tutto nella mente di un primo cittadino che deve essere dotato da grande spirito di coordinamento e visioni, se non vuole piompare nel clima stagnantedi una routine anticipatrice di un <patatrac> impietoso e intollerabili. Entusiasmante, quanto potrà essere la prospettiva, amara quantro potrà essere una fine impietosa. Ma le sfide non possono essere intese tali, se non se accettano rischi e pericoli da sodomizzare col ricorso alla collegialità decisionale, alla tolleranza, al confronto delle idee con la realtà quotidiana, al coinvolgimento dei cittadini e, non ultimo, al pragmatismo. Auguri, pertanto, avv. Antonio Maiorana e candidati tutti. Ma anche estrema attenzione, Sigg. Giuristi, ad evitare il tonfo in quel pantano di avvocaticchi, notaricchi, architetticchi, ingegnericchi, pepè e piripillè, à la Marco Falcone, Salvatore Cordaro, Calogero Beringheli, ma anche Leonardo Santoro e, dulcis in fundo, Nello Musumè(ci) dietro i quali non possono sfuggire i contorcimenti spasmotoci dei vari Maurizio Carta, Franco Miceli, Iano Monaco et varia che non solo non hanno "veramente" capito quanto assente siano i sani concetti e principi di Urbatettura e Pianificazione urbana in "questa" italia (con esclusione della Regione Trentino/Alto-Adige a caratterizzazione sudtirolese), ma anche, e soprattutto, una Legge urbanistica "nazionale" (la 1150/'42 !), un Ordinamento "nazionale sull' uso dei suoli e dei lotti edificabili (Diritto urbanstico), così come Regolamenti edilizi "regionali" e Statuti urbani (Diritto edilizio pubblico). È si, poiché la "Rivoluzione Urbanistica" in Sicilia, come imposta da menti malate di sedicenti urbanisti nella ridicola versione di <Nuova legge urbanistica regionale, n, 23 (che poi è "culo")/2021, supinamente accettata dal culturame siciliano intriso di avvocaticchi, notaricchi, sedicenti architetti e urbanisti, geomtri sempri e laureati (che vergohne!), alias "Norme per il buon governo del territorio siciliano, Note a margine di una legge" (Maurizio Carta), impugnata dal Governo, in quanto "postasi in contrasto con le norme statali di grande riforma economico-sociale" è semplicemente un bluff da paese di terzo o quarto mondo.

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