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eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

Presse della Germania "versus" I t a l i a

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Si, ma i calcioni in culo non dovrebbero essergli risparmiati. Adolfo Urso? Brutta copia di Musumè e come tale altro vuoto di destrume fradicio a perdere. Ma, scusate, Musumè non è stato colui che l' altro ieri dal culo della bocca ha vomitato del diritto alla casa? Non sarebbero più urgenti i casini? Ha promesso senza avere un' idea di come deve essere progettata e costruita una casa, oggi. Non lo sanno i proff. e gli architettini, gli ingegnerini, gli avvocaticchi e i notaricchi che ieri tifavano per Miceli (ed io ne conosco a iosa e li prenderei a calcioni in culo), sognavano la nuova abbuffata e ora sono costretti a lecarsi le ferite così come per sbarcare il lunario hanno leccato i culi dei politicanti. Non lo sa neanche il nuovo borgomastro di Palermo, ex-retrore, che ha inaugurato la sua stagione di lacrime e sangue con la sceneggiata del saluto alle vittime della mafia, che se avessero, gli avrebbero imbottito il culo di calcioni. Facciamole saper all' Europa e ai Paesi frugali queste "fetenzie", se vogliamo cambiare veramente la testa degli italiani sfasati andando "oltre manipulite con legalità e terrore", incominciando dalla Sicilia con feroci accertamenti patrimoniali retroattivi di 75 anni (a. L' attico di 600 mq. a Piazza Navona di De Mita, e chissà ben lato, non vada ai suoi pargoloni; b. Gli eredi dei vari Giuseppe La Loggia, Franco Restivo, Bernardo Mattarella (e i componenti dell' odierno <Clan de' Mattarella"), Vincenzo Carollo, Mario Fassino e di infiniti altri cadaveri in putrefazione, etc.). Il clima economico, sociale e politico è "ideale": 1. Questa italia che continua a sprofondare nella più paurosa miseria mai conosciuta in <tempi di Chaplin> e la sua emarginazione dal contesto europeo (il prossimo G7 si terrà nell' ordinata Spagna!); 2. Le odierne vittime del terremoto in Afganistan e quello che potrebbe accadere nel Mezzogiorno italico con le sue catapecchie stravecchie di secoli; 3. La crisi ucraina che va a braccetto con la crisi del pane, acqua, gas e petrolio, etc. <Insieme per il futuro> e non per l' Italia, è l' ultimo guaito del "guagliune" Di Maio che già appena nato dispose che il "lavoro" venisse passato alle armi. "Oltre manipulite con legalità e terrore", senza finti comunisti e finti fascisti, sporchi opportunisti (vedi i D' Alema-Letta, i Fini-Meloni sacrestani democristiani "papisti", leghisti rimbecilli (U. Bossi & Figli, Calderoli-Salvini et varia, etc. Incominciare si può, anzi si deve, almeno per avere una minima idea di come (nel caso che) si comporterebbero i capoccia di carabinieri, polizia e e segreti del <Villaggio "Braschi">, alla cui prole è riservato ben altro futuro dei quello dei figli di carabinieri e poliziotti, senza ancora ancora voler mettere nella conta i "privilegiati" finanzieri: piccoli, medi e grandi, allevati, cresciuti e nutriti in un clima di corruzione impunita mai conosciuti nei Paesi delle democrazie "compite" occidentali. Insomma, incomincia pur si deve. Ed ora una pausetta di distenzione per assaporare la versione della Germania sull' ennesima crisi politica, economica e sociale di "Bell' Italia". Dalla Germania: Come la crisi ukraina ha messo in crisi il malgoverno Draghi nato in crissi. E il PNRR. Gli irresponsabili, complici i media ruffiani, foraggiati e venduti non ne scrivono, sapando bene che la "panella" Lingua palermitana) dovrà essere pagata a lacrime e sangue dalle generazioni di oggi, domani e deopodomani. Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi dimission e lancio con sasso al collo dal Monte pellegrino in giù o sull' orlo di uno dei crateri dell' Etna attendere un calcione in culo da Eolo. L' Europa imbalsamata della Signora Ursula von der Leyen faccia un mossa. Anche di questa Europa questa itlia non è degna. Cosa si attende a cacciarla via? . - - - - Dalla Germania:In segno di protesta contro il corso del suo Partito Cinque Stelle nella guerra in Ucraina, il ministro degli Esteri Di Maio sta fondando un nuovo movimento – e soprattutto ha in mente il suo futuro. Ma anche l'equilibrio di potere nella coalizione di governo di Draghi si sta spostando. Nel peggiore dei casi, nuove elezioni minacciano.

 

Ministerpräsident Mario Draghi und Außenminister Luigi Di Maio bei der Parlamentsdebatte zum EU-Gipfel Quelle: Getty Images

© Getty Images

Ministerpräsident Mario Draghi und Außenminister Luigi Di Maio bei der Parlamentsdebatte zum EU-Gipfel Quelle: Getty Images

In Italia, il più grande partito di governo si è sciolto martedì sera nella disputa interna sulle consegne di armi all'Ucraina. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha lasciato il partito populista anti-establishment dopo le dispute con l'attuale leader del partito ed ex primo ministro Giuseppe Conte.

 

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La ragione dei litigi era apparentemente la posizione del partito sulle consegne di armi all'Ucraina, che Conte respinge. Di Maio, invece, è considerato un sostenitore della linea del premier Mario Draghi. A rigor di termini, tuttavia, si trattava della questione se sia legittimo utilizzare questa disputa per raccogliere voti – come il populista Partito Cinque Stelle ha recentemente provato.

 

La risposta di Di Maio è no. Ecco perché ha lasciato il partito e ha portato con sé almeno 60 deputati, tra cui molti leader di partito. Di conseguenza, i Cinque Stelle perdono circa un quarto dei loro vice e il loro status di gruppo più numeroso nel parlamento italiano. Il primo partito è ormai la Lega nazionalista di destra di Matteo Salvini.

 

L'equilibrio di potere nell'ampia coalizione di governo di Draghi si sta quindi spostando in modo significativo. Di Maio vuole sostenere la linea di governo di Draghi con il suo nuovo movimento chiamato "Insieme per il futuro". Ma la scissione ha reso la già fragile alleanza di governo ancora più traballante e le elezioni anticipate più probabili. Si tratta di scarse prospettive per l'Italia, che attualmente ha abbastanza problemi a causa della difficile situazione economica, di un periodo di siccità e di un debito pubblico estremamente elevato.

 

Di Maio e il suo partito sono stati finora strettamente legati. L'ormai 35enne Di Maio è passato da nessuno a Vice Primo Ministro d'Italia nel giro di dieci anni solo grazie ai Cinque Stelle. E i Cinque Stelle hanno beneficiato anche di Di Maio: come loro primo candidato, li ha resi i vincitori delle elezioni nel 2018 con il 33 per cento.

 

Oggi, tuttavia, solo un terzo di questa approvazione è rimasto con il dodici per cento. I Cinque Stelle sono diventati il più piccolo dei grandi partiti. E poiché le elezioni sono previste per la prossima primavera, il leader del partito Conte sta cercando sempre più disperatamente di riconquistare gli elettori. In tal modo, punta alla posizione pacifista diffusa tra la popolazione – e si oppone quindi alla linea di Draghi, anche se il suo partito fa parte della coalizione e fornisce persino al ministro degli Esteri Di Maio.

 

Conte sta sempre più fomentando sentimenti contro le consegne di armi all'Ucraina e polemicizzando contro l'aumento delle spese militari. A febbraio i Cinque Stelle avevano votato in parlamento per le consegne e Conte aveva promesso all'epoca come premier un aumento del bilancio della Difesa.

 

L'ultima prova che Conte era interessato solo a raccogliere voti e mai a un vero cambio di direzione, l'ha consegnata martedì: quando la linea di Draghi è stata votata in parlamento prima del vertice UE, Conte e i Cinque Stelle non si sono messi in mezzo, ma hanno votato a favore.

 

Di Maio ha approfittato di questo momento per lasciare il partito a causa della doppiezza dei Cinque Stelle: "È irresponsabile mettere a repentaglio la stabilità del governo perché si hanno troppo pochi voti", ha detto. "Di fronte alle atrocità di Putin, non possiamo continuare ad essere ambigui, non possiamo essere dalla parte sbagliata della storia".

 

Il discorso di addio di Di Maio è stato anche una resa dei conti con il populismo del partito che lo ha reso grande: "Credo che sia finito il tempo dell'ipocrisia, il tempo di chi propone soluzioni semplici a problemi complessi". Grandi parole di Di Maio, che qualche anno fa ha festeggiato di aver "abolito la povertà" quando il suo partito aveva introdotto un reddito di base simile a Quello di Hartz IV.

 

Ma nei suoi quattro anni di governo, Di Maio è ovviamente cresciuto politicamente. Le sue dichiarazioni sono sempre meno segnate dal populismo. E soprattutto da quando Draghi è stato primo ministro, si distingue come membro impegnato del governo.

 

Ma naturalmente, questo episodio della politica italiana non sarebbe completo se non si trattasse anche di mantenere il potere personale: Di Maio e i deputati che lo seguono nel suo nuovo movimento stanno anche impedendo che la loro carriera politica finisca automaticamente l'anno prossimo. Attualmente, c'è un limite massimo di due mandati per i Cinque Stelle. Dopodiché, i politici non sono autorizzati a ricandidarsi – quindi la carriera di Di Maio si sarebbe conclusa con la scadenza di questa legislatura.

 

La ricerca di mantenere il potere è anche ciò che suggerisce che, nonostante il caos, la coalizione di governo non si disintegrerà immediatamente e devono essere indette elezioni anticipate. Non sarebbe nell'interesse dei partiti, perché il parlamento è stato ridotto di un terzo: dopo le prossime elezioni ci saranno 600 deputati in meno.

 

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