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Le uova del Draghi

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buttanissima.it | 12.09.2022



Meloni vincerà, governerà e non cadrà il mondo

Mattia Feltri per HuffPost



Non so quanto siano fondati i retroscena con cui si accredita l’eventualità del milionesimo governo ammucchiata, Giorgia Meloni in fuga dalle responsabilità di governo o alla ricerca di una condivisione delle stesse, per la portata delle prove cui è attesa e per il piccolo calibro degli alleati: Matteo Salvini mai andato oltre la tecnica e la teoria dell’assemblea di istituto, e però circondato da sospetti di intelligenza (termine in questo caso spendibile) col nemico russo, e Silvio Berlusconi gioiosamente tornato dodicenne, a fare i pigiama party e la contabilità del suo successo su TikTok. Poco fondati, direi. Più ispirati a una diffusa disperazione di tendenza apocalittica per la vittoria di un partito postfascista cento anni dopo la Marcia su Roma e per il ritorno alla guida del governo di un leader, anzi una leader postfascista quasi ottanta anni dopo la caduta di Benito Mussolini. E poiché sembra impossibile, si pronosticano soluzioni improbabili. 

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C O M M E N T O

 

 

Ritengo questo essere il momento delle puntualizzazioni che, alla luce di certe sbavature, come quella del giornalista Cazzullo sulle vergogne del Fascismo, a mio avviso devono essere trancianti. Attesso che in questa Italia, oltre alle sue mille delizie possiamo contare cazzi, mezzi cazzi, cazzulli e teste di cazzo, pongo al Signor Cazzullo la domanda, quale delle testé elencate categorie intende scegliere per una sua collocazione e, una volta sedutosi sul cumulo di merda che ha scelto come poltrona, spiegarci le ragioni per le quali,dopo l' infausto tradimento bordighiano del Socialismo italiano, l' esperienza del "bienno rosso", tessuto con l' esaltazione della Rivoluzione d' Ottobre, più che sacrosanta per la Russia zarista e nefasta per la realtà italiana di quella stagione, si sia arrivati alla Rivoluzione fascista, che rivoluzione vera, di pensiero e di principi "socialisti" fu, che, in relazione alla consorella russa, fece dire e scrivere su Il Popolo d' Italia nel dicembre 1922 a Mussolini: Le rivoluzioni russa e fascista <possono essere comprese soltanto nella sintesi che allarga ed abbraccia, mai nell' analisi che separa e impicciolisce> (7.12.22, cit. secondo Quartararo, pag. 452), senza tralasciare quel particolare di grande rilievo secondo il quale, presentatosi a Lenin nel ruolo di capo della delegazione dell' appena nato Partito comunista , questi gli chiese: dov' è Mussolini? Nel corso delle grandi rivoluzioni non si distribuiscono cioccolatini, si ricorda al Cazzullo-testa di cazzo, in ispecie quando la responsabilità ricade su una persona, come nel caso del Mussolini socialista- "rivoluzionario" e del primo-Fascismo, al contrario di quanto avvenne nel caotico Partito Comunista d' Italia tra i vari Togliatti, Gramsci, Scoccimarro, Terracini ed altri. Nell' Italia democrOtica e repubblicOna del puritanesimo politico e del bigottismo democristiano con le loro stragi di stato (la prima quella di Portella delle Ginestre del 1° Maggio 1947 commissionata dal democristiano Bernardo Mattarella e dai monarchici Alliata e Geloso a Salvatore Giuliano) le cose sono andate in maniera molto più sporca, poiché sporchi e porci sono stati i suoi protagonisti da Andreotti a quello stolido di Gerardo Bianco il quale in riferimento all' ipotesi presidenzialista nell' intervista recentemente concessa al giornalista A. Picariello e pubblicata su Avvenire il 2 agosto u.s. disse: "Il presidenzialismo? Sarebbe uno stravolgimento della Costituzione (l' ostia consacrata dei falsi democratici à l' italiani che fanno finta di domenticare la male scopiazzatura dalla Carta Costituzionale della Prima Repubblica Italiana: la Repubblica Sociale Italiana). O del contesto dobbiamo dimenticare quel gioiello al nome di Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi con il quale a sua elezione avvenuta a capo dell' antistato, il giornalista Vladimiro Iuliano scrisse, <l' Italia vie(n)ne viene risucchiata all' indietro, fino ai piccoli borghi di Castellamare e di Alcamo nella Sicilia di Bernardo Mattarell e Maria Buccellato Rimi, papà e mamma dell' attuale Presidente Sergio.Non è un bene per l' Italia che si trascini, riproponendola, l' eredità siciliana più cupa. Sarebbe stato preferibile guardare avanti e non riesumare un passato scomodo che è bene però conoscere, anche per sapere di cosa "ringraziare" Renzi>. Più pesante la considerazione dell' ex direttore di Radio Radicale Massimo Bordi allorché scrisse: "Un Mattarella al Quirinale sarebbe il trionfo dell' antimafia, dei pataccari e dei mafiodi". "Almeno si sappia che incolpevolmente rappresenta questa storia familiare epolitica. Molto più tragica e grave di un carrello dell' Ikea o di un processo di truffa". Nella storia dei Mattarella, la mafia e l' antimafia s' intrecciano inesorabilmente. Avere portato questa storia al Quirinale non è stato davvero il massimo della vita, scrisse amareggiato Iuliano, per continuare: Sergio Mattarella, di fronte a cotanta parentela, sarà il figlio cui niente si fa sapere, di lui si ricordano le dimissionida ministro dell' istruzione nel 1990 in opposizione alla legge Mammì che era tuttavia nel programma di governo di cui Mattarella stesso faceva parte e che passò con i voti di tutta la maggiranza, compresa la sinistra democristiana, cioè di Sergio Mattarella e, prima e dopo la tragedia che vide vittima il fratello Piersanti, di mafia si è occupato poco salvo creare e sponsorizzare la candidatura di Leoluca Orlando Cascio, altro figlio di sospetto storico mafioso, a sindaco di Palermo in quota alla corrente della Dc anti-andreottiana e anti-Ciancimino e Lima, il politico che più apertamente ha attaccato Giovanni Falcone. . . . . In un Paese dilaniato da (stragi, ndr) e processi come quello sulla trattativa Stato-mafia, Mattarella alla presidenza ne appare il simbolo estremo, e in questa situazione, in questo momento e frangente, non è proprio il massimo per l' Italia. Così Vladimiro Iuliano del s' è persa ogni traccia, restando a noi, la speranza, ancora racchiusa nel vaso di Pandora, in attesa che sia Mario Draghi a consegarcela e farci dire: Mario, lasciaci sognare. Alla faccia dei cazzulli e delle teste di cazzo.

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