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Palermo: Meloni alla prova del diritto di cittadinanza

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www.buttanissima.it | 20.09.2022

 

Giù dal divano. Meloni alla prova del reddito di cittadinanza

di Paolo Cesareo

La leader di FdI a Palermo: "Non siamo contri i poveri, ma contro la povertà. Che non si abolisce per decreto". Lanciata la sfida al Movimento 5 Stelle, che al Sud riempie le piazze facendo leva sul sussidio

Ho sentito dire che sul reddito di cittadinanza noi facciamo la guerra ai poveri. Noi facciamo la guerra alla povertà, che non si abolisce per decreto come ha raccontato Luigi Di Maio; questo non lo fa manco il mago Otelma. Si combatte favorendo la crescita e l’occupazione. Chi crea ricchezza sono le aziende con i propri lavoratori, non è lo Stato che non deve rompere le scatole a chi vuole lavorare e fare”. Meloni sbarca a Palermo con la novità tanto attesa: basta col sussidio di Stato a chi può lavorare. Quella di Giorgia è una sfida al leader del M5s, che specie nel Mezzogiorno ha dato segnali di ripresa. Secondo l’ultimo rapporto dell’Inps, i percettori sono circa 2,5 milioni di persone, di cui 1,6 italiani e maggiorenni. Cioè con diritto di voto: valgono il 3,1% circa degli aventi diritto. Considerato il livello d’astensionismo, potrebbero avere un peso specifico del 5 per cento. Il 70% dei beneficiari vive al Sud e nelle Isole, ecco perché Meloni non vuole lasciare nulla d’intentato.

In un video diffuso sui social l’aspirante premier ha svela nei dettagli la ricetta che Fratelli d’Italia intende adottare sul sussidio: “Dicono che FdI voglia colpire i poveri perché siamo contro il Reddito – esordisce Meloni – lo dicono ricchi individui in abiti costosi, professoroni che non sono mai usciti dai quartieri bene delle grandi città, artisti pluri milionari dai jet privati… Lo dicono a noi che qualcosa sulle povertà lo abbiamo imparato sulla nostra pelle… Per questo – continua – diciamo che il Reddito di cittadinanza è sbagliato perché mette sullo stesso piano chi può lavorare e chi non può farlo”. “Pensiamo – aggiunge – che i 9 miliardi che lo Stato eroga per il Reddito possano essere spesi meglio, anche tralasciando le truffe che riempiono le cronache”. Poi la ricetta: “Vogliamo continuare a proteggere i più fragili, mantenere il sistema di tutela anche tentando di renderlo più dignitoso. Penso ai pensionati, agli over 60 privi di reddito, agli invalidi, alle famiglie senza reddito che hanno minori a carico”.

 

Per chi è in condizione di lavorare, e si tratta – ricorda la leader di Fratelli d’Italia – del 50% dei percettori del reddito, invece che prendere il sussidio sarà aiutato a trovare un posto di lavoro. Deve poter rispondere alle richieste di lavoro. Abbiamo – sottolinea – 28 miliardi fino al 2027″ di fondi europei e “altri 8 miliardi di euro che non abbiamo usato della programmazione precedente. Nel nostro modello chi si rivolge a un centro per l’impiego o a una agenzia per il lavoro deve essere immediatamente indirizzato a un corso di lavoro”, aggiunge la presidente di FdI, “durante quel periodo ci sarà comunque una copertura”. Questo progetto sarà “accompagnato da misure di sostegno alle aziende che assumono. È questa la differenza tra un partito serio e le forze politiche che vogliono tenere sotto ricatto dell’assistenzialismo di Stato quelle persone per poi poter chiedere loro il voto”.

 

Durante il comizio del Politeama, aperto da Musumeci, la Meloni è tornata a parlare delle vicende regionali: “Renato Schifani è una persona di grande esperienza e capacità per continuare il lavoro fatto da Nello Musumeci. Sono stata fiera, sostenendo il governo, di vedere una Sicilia, che eravamo abituati a conoscere per i dati negativi, che in questi ultimi cinque anni su diversi temi si è trovata ai primi posti in classifica nell’apertura dei cantieri, nella lotta al Covid, nel sostegno alle attività produttive. Renato Schifani è l’unico candidato del centrodestra”, ha aggiunto. Non tutto è filato via liscio nel pomeriggio palermitano: la polizia, infatti, ha caricato un gruppo di manifestanti, una cinquantina, che aveva tentato di sfondare il cordone di polizia attorno all’area dove era in corso il comizio. Una persona è stata fermata.

 

C O M M E N T O

 

I poveri hanno mani e piedi per lavorare e camminare, ma nella testa hanno grilli, cavallette e segatura di legno. Io sono dell' avviso che a loro dovrebbe essere offerto un lavoro a dignità d' uomo e chi rifiuta, lasciato a crepare di fame e solecitato a traghettare nel Pd e sinistrume, nel M5Stalle o adorare il santo e bacchettone Di Maio. Musumeci? Un buono a nulla e magnaccio del Fascismo come La Russa, la stessa Meloni e tutto il suo harem. Hanno campato di rendita e il SocialFascismo li metterà alla berlina nel contesto di una lotta spietata nel segno di una cultura della legalità che deve inevitabilmente presupporre una lotta senza cedimenti alla connessione Stato e mafia, politica e corruzione, squarciando le tenebre sulle collusione di politici, partiti e colletti bianchi col malaffare e così rompere l' incantesimo del potere oligarchico che nega ogni spazio al nuovo soffocando iniziative libere da pressioni. Togli allo Stato la mafia (Sergio Mattarella-Buccellato-Rimi abita ancora nella casa dello Stato: il Quirinale!) e allora l' Italia può incominciare a respirare le prime ventate di una democrazia che per essere totalizzante e conquistare gli animi altro non può essere che "organica", nel senso che, pur non rinunciando al ruolo dei partiti, sia capace di eliminare le tare della democrazia liberista, le derive partitocratiche, spinte verso una corruzione strutturale e l' immobilismo burocratico, aprendo l' orizzonte a forme di associazionismo basale d' ispirazione corporativista ispirate da quel modello storico quale fu l' organizzazione corporativa del tardo Medioevo che il Pontificato ottocentesco seppe magistralmente coniugare in termini di Dottrina Sociale, elaborando la Teoria filosofica, sociale, economica e politica del "Distribuzionismo" che prevedeva la proprietà dei mezzi di produzione (e di lavoro) da ripartire nel più equo ed ampio modo possibile tra la popolazione attiva in un clima di proprietà diffusa, giammai concentrata nelle mani dei soliti pochi, sottratta alla centralizzazione del controllo dello Stato, chiamato, invece, ad un ruolo "super partes", vigile attento e promotore di una proprietà capace di produrre ricchezza di cose necessarie ed in primis la promozione del diritto alla proprietà della casa, irrinunciabile sia per la stessa vita dell' uomo che per la famglia. Insomma una democrazia organica e corporativa che, fecondata dalla partecipazione dei cittadini, possa essere nelle piene condizioni di razionalizzare l' intero sistema rappresentativo vigente decimandone la ferrea legge ologarchica dei partiti a vantaggio di ricambi a tutti i livelli in forza e ragone di una meritocrazia selettiva in ragione della sottoposizione dei rapresentanti politici a periodiche valutazioni di base. Pertanto: partiti, si, ma dotati di idee e programmi seri la cui vita deve essere regolata da una apposita "Legge dello Stato sui partiti". È troppo presto per parlarne ora? Certo. Attendiamo cosa verrà fuori il 25 p.v. e se ci troveremo ancora di fronte al consueto coitus interruptus tra buone intenzioni e bla-bla-bla.

 

 

 

 

 

 

 

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