Nessun dorma
Quale futuro attende gli edifici urbani fatiscenti e inabitabili del Sud Italia, lasciati al degrado? I cartelli "Si vende" sui balconi dei piccoli e medi centri rimangono senza risposta, poiché né costruttori né privati mostrano interesse ad acquistare immobili in rovina la cui ristrutturazione richiederebbe ingenti investimenti.
Le autorità competenti (Regione e Comuni) potrebbero valutare la proposta di istituire società di edilizia popolare, gestite dai Comuni e controllate dalla Regione, magari sul modello delle società di edilizia popolare tedesche (ad esempio, SAGA ad Amburgo o degewo a Berlino), nate nel dopoguerra proprio per la ricostruzione e la gestione del patrimonio immobiliare e per contrastare la speculazione?
Questa sarebbe una soluzione di ampio respiro per la Sicilia, volta a una seria riqualificazione urbana e alla lotta contro la crescente disoccupazione. Prevede l'acquisizione di immobili fatiscenti a prezzi bassi a causa dell'imminente rischio di crollo, la loro ristrutturazione per migliorarne la funzionalità e l'integrità strutturale, e la successiva rivendita a chi cerca casa.
Sono consapevole che trasferire in Italia il modello tedesco delle società municipali di edilizia sociale, pur nel rispetto della legislazione italiana e delle normative specifiche della Regione Sicilia, non sia semplice. La questione non riguarda tanto la concorrenza con le piccole imprese edili locali e gli sviluppatori privati, quanto piuttosto il fatto che la creazione di "società di riqualificazione urbana con proprietà propria o partecipativa" potrebbe rappresentare un'alternativa seria e praticabile.
La procedura per i comuni e la Regione Sicilia potrebbe essere la seguente:
- Forma giuridica: Ad esempio, il comune di Castelbuono (magari in consorzio con altri comuni delle Madonie) e la Regione Sicilia potrebbero costituire una "società pubblica per azioni (S.p.A.) con capitale esclusivamente pubblico".
- Esenzione dal codice edilizio: In Italia, il Decreto Legge 175/2016 vieta ai comuni di costituire società sul libero mercato. La legge consente la costituzione di società pubbliche se il loro scopo è "l'erogazione di un servizio di interesse generale", come l'edilizia sociale e la tutela del territorio dai rischi idrogeologici e sismici.
– „Modello operativo (partenariato pubblico-privato)“: L'azienda comunale non impiegherebbe muratori propri (il che porterebbe a favoritismi e costi fissi insostenibili), ma agirebbe invece come "agenzia di sviluppo". Acquisirebbe edifici fatiscenti, ne pianificherebbe il restauro utilizzando materiali tradizionali (pietra locale, calce idraulica, legno, ecc.) e assegnerebbe gli appalti a rotazione a piccole imprese artigianali locali.
– Finanziamento: La Regione Sicilia potrebbe sostenere questa azienda con fondi del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), destinati all'integrazione sociale e alla lotta contro lo spopolamento rurale.
Questo modello permetterebbe di raggiungere gli obiettivi che ho proposto: formare giovani artigiani delle Madonie nelle tecniche costruttive tradizionali, creare posti di lavoro per le imprese locali e preservare i centri storici dal degrado.
In questo contesto, si propone una radicale razionalizzazione dell'apparato regionale, sovradimensionato e spesso inefficiente, che preveda una riduzione del 30% degli stipendi e delle altre indennità dei consigli regionali e dei comitati consultivi. Lo stesso vale per gli enti locali, i sindaci e i consigli consultivi, poiché l'onere non dovrebbe ricadere sulla società nel suo complesso (una forma di cattiva gestione facilmente perpetrata), ma dovrebbe piuttosto avvantaggiare principalmente i politici e i legislatori.
Solo in questo modo si può preservare la pace sociale dai pericolosi rischi di tensioni con conseguenze imprevedibili per il tessuto sociale, soprattutto in considerazione del rapido e inesorabile aumento del debito pubblico e degli eventi imprevisti che comportano rischi significativi, siano essi di natura sismica o idrogeologica.

