< weniger ist mehr >
(m
eno è più)
(L. Mies v. d. Rohe)

 

PIROURBATECTURESTUDIO: Progetti e Realizzazioni

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Concorso di progettazione per la costruzione di un kindergarten

 

 

 

Edicola funeraria dei Frati Minori Cappuccini a Cefalù, Italia

 

 

     ATHENAEUM ÉCOLE D' ARCHITECTURE L A U S A N N E  

Tesi di Diploma: Chiesa-Teatro come organismo polivalente

Relatore: Prof. Architect Alberto Sartoris

 

 

 

 

 

 

  

 Idea-Progetto per la ricostruzione del Ponte-Viadotto  Polcevera, ex "Riccardo Morandi", Genova

 

 

 

 

 

 

 

 

Edifici per Uffici: Idee-Progetti-Realizzazioni

 

 

 

 

 

Lottizzazioni per la residenza abitativa - Progetti - Realizzazioni

 

 

 

 

 

 

Proposta di autoparcheggio urbano e Modulo relativo

 

 

 

 

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Conglomerato cementizio armato "a vista", ricostruzione postsismica e rigenerazione urbana

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Un muro o una parete in c.c.a. a vista può costituire un interessante arricchimento visivo, ma ci sono alcune aspetti da considerare, sia in termini di costruzione che di manutenzione. Anche i costi di produzione sono un argomento che ne giustificano l' impiego. 

Proprietà del calcestruzzo a vista

Il calcestruzzo a vista è un calcestruzzo convenzionale, ma offre una superficie completamente liscia e visivamente accattivante. Di norma, solo alcune composizioni. Non disgiunte da una accurata miscelazione degli elementi costitutivi sono adatte a tal' uopo e un'attenzione particolare deve essere prestata alla cassaforma.

 

                                                                                  

 

 

 

 

 

I muri in c.c.a. a vista possono essere levigati, atteso che siano stati osservati gli spessori dei copriferro prescritti dalle norme o trattati in modo speciale.
In termini di costi, i muri di calcestruzzo a vista sono relativamente concorrenziali rispetto a ad esecuzione della muratura in laterizi sia secondo il razionale sistema ottometrico, adottato in Germania, che decametrico ibrido, adottato in Italia. Il prezzo può variare in modo significativo in base alle esigenze di progettazione e alla qualità del calcestruzzo a vista. Ci possono anche essere alcune differenze di prezzo significative tra i fornitori di conglomerato, in ispecie da trasporto.

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Coronavirus, URBATETTURA (URBAnistica + archiTETTURA) e Sociologia urbana

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"Dobbiamo prepararci a un cambio delle nostre vite, non per forza in negativo. La nuova normalità potrebbbe essere migliore della vecchia normalità".

(Ilaria Capua, virologa)



L' attacco globale e feroce del „coronavirus“ avviene nel pieno dell' epoca geologica nella quale da ottant' anni siamo immersi e della quale l' homo sapiens et aeconomicus, l' essere umano, e le sue molteplici attività si sono condensati come l' artifex et causa finalis delle modifiche climatiche, demografiche, strutturali e territoriali. Siamo, pertanto nel pieno di quell' Antropocene che, se non corretto a brevissima scadenza, può significare una fine atroce del genere umano da far impalladire gli strateghi degli armamenti supersonici i quali proprio in questi giorni annunciano le loro conquiste con il dittatore nordcoreano ancora a bocca asciutta, ma piena, non sappiamo per quanto tempo ancora.



Antropocene - dal greco antico ánthropos, „uomo“ e néa, „nuovo“ - altro non è che l' attività dell' uomo (sapiens et aeconomicus!) che ha proiettato il pianeta-terra in una nuova era geologica che sa di grandi ed innegabili conquiste tecniche, tecnologiche e scientifiche, ma – come stiamo assaporando in queste ore – anche di amaro.



Tutto incomincia con il geologo, paleontologo, patriota, accademico e presbitero (nelle Chiese cattolica, ortodossa e in altre Chiese cristiane, colui il quale in una specifica ordinazione ha ricevuto il mandato di presiedere il culto, guidare la comunità cristiana e annunciare la parola di Dio) italiano Narciso, Carl' Antonio Stoppani (Lecco, 15 agosto 1824 – Milano, 1° gennaio 1891), tralaltro autore dell' opera divulgativa sulle scienze naturali „Il Bel Paese“, per continuare negli anni ottanta del 20° Secolo con il biologo francese Eugene F. Stoermer, che diffuse per primo il termine Antropocene, successivamente nel 2000 adottato dall' olandese Paul Crutzen, Premio Nobel per la chimica che ne formalizzò il concetto in un suo articolo Geology of mankind, apparso nel 2002 su Nature, prima, e nel suo libro Benvenuti nell' Antropogene, poi.

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Le radici dell' Urbatettura in italia: dalla polis alle "città di fondazione del Fascismo

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Il testo seguente viene pubblicato come R i p e t. Prima pubblicazione Giugno 2016.

 

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Le radici dell' Urbatettura in Italia: dalla „polis“ alle „città di fondazione“ del

Fascismo


I riferimenti all’architettura della casa e all’urbanistica della Grecia arcaica, classica ed ellenistica, nel contesto storico della colonizzazione greca del Suditalia e nella Sicilia (Magna Grecia) e della fondazione delle póleis, costituiscono la struttura di una paziente ricerca nell’ambito degli studi agli inizi degli Anni Settanta in Svizzera sotto l’amorevole guida del nostro compianto méntore, professore Alberto Sartoris, durante i corsi di Teoria dell’Architettura e Storia della Città. Sono trascorsi molti anni da quella ricca e intensa stagione di vita senza che, tuttavia, la specificità di quella esperienza – arricchita, successivamente, dall’altra feconda, professionale, in Germania – avesse perduto nelle intensità, attualità e aderenza ai molteplici bisogni materiali dell’uomo, tra i quali annoveriamo il diritto irrinunciabile ad una casa e ad una città a misura di cultura e di dignità umana.

Ma è anche l’occasione per rivelgere un pensiero di riconoscimento all’opera poliedrica di Iannis Xenakis (1922-2001), componista e architetto di nazionalità greca, dal 1947 al 1959 collaboratore di Le Corbusier, per i suoi preziosi contributi dati alla simbiosi tra Musica e Architettura.
Non è questa la sede per approfondire un discorso serio e di spessore culturale su quella che fu la meravigliosa stagione dell’architettura e dell’urbanistica negli Anni Venti e Trenta in Italia: quel (ri)condurre il progetto di architettura alla sua essenzialità formale e strutturale e l’altro di piano nel collegamento tra una esigenza di rappresentazione socio-politica con l’autorappresentazione del Fascismo italiano, come sottilmente ha fatto osservare Meinhard von Gerkan nel suo saggio dal titolo Città ideale-Progetti reali, con il richiamo alla fondazione di Latina, nata dall’impegno personale del Duce. Dalla decisione della fondazione nell’aprile 1932 all’insediamento delle prime 19 famiglie provenienti dal Norditalia, trascorsero soltanto sei mesi, fa osservare von Gerkan.

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Il Bello e il Sublime in I. K a n t

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Il Bello e il Sublime in I. K a n t

Della critica della forza del giudizio: Analisi del Bello e Analisi del Sublime

 

 

Bello della natura, oggetto e concetto della limitazione. In sostanza il bello della natura non può che essere riferito alla forma dell' oggetto, la quale consiste nella limitazione. Il sublime, invece, può trovare il suo riferimento anche in un oggetto informe dove il <gesto> (tede.: dieGestaltung) non ha trovato ancora la sua collocazione, in quanto in esso, o per per suo motivo, sia rappresentata una illimitatezza a cui si aggiunga il pensiero della sua totalità. In tal guisa l' oggetto può trovare la sua rappresentazione in quanto sublime in due modi: sublime matematico e sublime dinamico.

 

"Sublime" chiamiamo noi ciò che in sé è grande. Ma tra l' essere grande e una grandezza, sostiene Kant, occore collocare alcuni concetti come quello di magnitudo e quantitas. Nello stesso tempo sempliciter dire che qualcosa è grande e come dire che assolutamente è grande. Kant precisa: <absolute, comparative magnum>. Esattamente, scrive Kant: <Das letztere (cioè "magnum"), was über alle Vergleichung ist>: ciò che è sopra tutti i confronti, che si può interpretare per dire che sublime matematico è ciò che è assolutamente grande, ciò che è grande al di là di ogni comparazione. Ma cosa significa l' espressione secondo cui qualcosa può essere grande o piccola o mediocre? Certamente non si tratta di un concetto comprensibile; men che una visione dei sensi e ancor meno un concetto della ragione, poiché alcun principio della conoscenza conduce al Sublime. Deve essere, allora, un concetto della forza del giudizio o di un principio da questa derivante o una soggettiva praticità dell' idea che poggia sul principio della forza del giudizio. Se poi la Natura - ed ecco un Kant a noi contemporaneo in riferimento alla profonda crisi ambientale - deve esssere giudicata da noi dinamicamente sublime, deve essere rappresentata come tale da provocare timore, poiché il piacere del sublime è diverso dall' altro del bello che produce direttamente un sentimento di esaltazione della vita, mentre il sublime è un piacere che ha solo un' origine indiretta in quanto sorge dal sentimento di un momentaneo arresto delle energie vitali, cui segue una loro esaltazione. Ed è così che Sublime è ciò di cui il solo fatto di essere pensato dimostra la presenza di una facoltà del nostro animo che trascendeogni misura sensibile.Kant: <Erhaben ist,was auch nur denken zu können ein Vermoegen des Gemuets beweiset, das jeden Masstab der Sinne übertrifft.>

 

Il sentimento sublime della Natura è pertanto riguardo e rispetto per la nostra propria destinazione (Bestimmung) mettendoci nella condizione di intuire la superiorità della determinazione razionale delle nostre facoltà conoscitive anche, se non soprattutto, sul massimo potere della sensibilità.

Dove sta allora il Sublime, si chiede Kant, se non in alcuna cosa della Natura, bensì nel nostro animo, in quanto noi possiamo riconoscerci superiori alla Natura?

 

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Il Medioevo italiano

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Il MEDIOEVO

Con le sue città e borghi, come grande risorsa di Cultura e fonte inesauribile di ricerca, lavoro e innovazione.

Dal Rinascimento all' Illuminismo

 

 

 

Ogni epoca s' è data un' immagine propria del Medioevo. Per gli Illuministi del 18. Secolo è stata è stata un' epoca connotata da superstizioni e crudeltà, a differenza fondamentale dal punto di vista dei Romantici, per i quali s' è trattato di un' epoca contraddistinta da spiritualità e comportamenti cavallerschi.

Naturalmente nessuno sapeva nel Medioevo di vevere nel Medioevo.L' etichetta retroattiva consegnata a tale epoca deve essere ricondotta a quelle generazioni nate a cavallo tra la fine del Basso Medioevo e la fase del Proto-Rinascimento,.i cui eruditi ricorsero al nomignolo Medioevo con una certa aria di superiorità per dividere le loro radici culturali giammai con i loro predecessori medievali, piuttosto con il patriziato dell' antica Roma, donde la tripartizione della storia in <Antichità, Medioevo ed Era moderna> e il ricorso degli Umanisti all' espressione pregna di adulazione "Rinascenza", poi Rinascimento.

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Aristotele - Trattato dei governi

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Aristotele – Trattato die governi

 

(Politica, iv Secolo a.C.)

traduzione dal greco di Bernardo Segni (XVI secolo)

 

Libro primo – Capitolo II: Che cosa sia città

 

 

Ma la città è una compagnia perfetta di più borghi composta, la quale ha, per via di dire, l' ultimo di ogni sufficienza; e è stata costituita per cagione del vivere: ma infatto si mantiene per cagione di ben vivere. Laonde conseguita, che ogni città sia per natura, dappoichè per natura sono le compagnie prime, che la compongono; che inverso essa città è il fine di tutte l' altre, e la natura non è altro, che fine. E ciò si prova, perchè è si si dice ciascuna cosa avere la natura sua, quando la generazione di essa di essa cosa ha la sua perfezione, e il suo fine; come è, verbigrazia, nell' uomo, nella casa, e nel cavallo,. Oltra di questo la cagione, onde son fatte le cose, e il fine si ripone infra le cose ottime; e però la sufficienza è il fine e è ottima come medesimamente.

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La città come prospettiva... la città come speranza

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Introdurre il discorso sulla città scrivendo di democrazia ? Perché no ? Se per città si deve intendere il luogo di socializzazione per eccellenza e della comunicazione tra individui, il luogo dove l’ urbanità e il divenire “cittadino” si percepiscono come processo…, allora dobbiamo parlare della e sulla città per dirci, per l’ appunto, che la democrazia non è soltanto l’ uguaglianza di tutti, bensì la diversità di molti che con la dovuta e necessaria tolleranza vogliono riconoscersi nella Costituzione dello Stato.

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